Si avvicina a grandi passi il gran finale del mondiale 2025.

In ambedue le gare classic Kenya ed Uganda sembrano destinate a spartirsi le medaglie, ma il passato insegna che non è cosi scontato, soprattutto al femminile, dove Nina Engelhard potrebbe completare un EnPlein incredibile con il doppio titolo Europeo 2024 e l’uphill di giovedì. L’Italia può giocarsela a squadre, è grande l’attesa per la squadra femminile, giovane ed imprevedibile per 3 delle 4 protagoniste e con la certezza Gaggi a guidarci. Al maschile tocca ad Isacco Costa il ruolo di punta, con Cesare Maestri che vuole confermarsi tra i migliori 10 al mondo.

Ecco la nostra preview della Mountain Classic di Canfranc 2025 !

Il percorso

Mountain Classic, intensità e ritmo sulla Epifanio Ravine

14,3 km per un dislivello positivo totale di 775 metri. Questi i numeri del doppio loop che caratterizzerà il percorso della gara Mountain Classic di Canfranc 2025. Il protagonista è lui, il burrone dell’Epifanio, su cui gli atleti si daranno battaglia per il gran finale di questi mondiali. Il Burrone dell’Epifanio è un’opera ingegneristica su larga scala del XX secolo, originariamente costruita per canalizzare i torrenti di montagna e proteggere la Stazione Internazionale di Canfranc dalle valanghe. Da allora è stata trasformata in un terreno naturale, percorribile, all’interno di una pineta, che ora viene utilizzato per gare di corsa in montagna e trail running, offrendo un percorso veloce ed esplosivo. La gara si svolge su due giri, non perfettamente identici tra loro, anche se ambedue terminano la loro ascesa allo scollinamento di Cargates, a 1’325 metri di altitudine e da raggiungere dopo due salite da circa 400 metri di dislivello.

La gara si svolge interamente su sentieri ben battuti e veloci, vale per le salite cosi come per le due discese. Un percorso che lascerà meno spazio alla tecnica, e molto, moltissimo, all’intensità ed alla capacità di sprigionare ritmi davvero sostenuti.

Classic donne – eredità pesante

Due anni dopo Innsbruck tutto è cambiato: di quella sfida memorabile tra Grayson Murphy e Tove Alexandersson rimane l’eco, fragoroso, della vittoria stratosferica della svedese nello short trail di questo mondiale (17^ assoluta !!!), e parimenti quello più mesto del ritiro della statunitense.

Il percorso sembra poter rilanciare nettamente le chances delle atlete africane, con Joyce Njeru e Valentine Rutto in testa, grande favorita al pari delle colleghe ugandesi per monopolizzare il podio. La carta che tutto può sparigliare è chiaramente quella della tedesca volante Nina Engelhard, già capace nel 2024 di vincere ambedue le prove agli europei di Annecy, ed oggi con l’oro uphill di Canfranc già in cassaforte.

Nina Engelhard ad Euroannecy… è imbattuta da due anni nelle gare che contano per le medaglie.

Arrivasse anche questa vittoria per lei sarebbe un clean sheet incredibile, un sigillo su due anni da dominatrice assoluta nelle prove ufficiali che assegnano le medaglie, ma che mai l’ha vista scendere in campo nelle classiche della corsa in montagna durante l’anno. La battaglia per il podio e per la top ten include, nei nostri pronostici, anche la finlandese Susanna Saapunki, la scozzese Scout Adkin, le francesi Jeannier e Dewalle, la Svizzera Oria Liaci, le spagnole Julia Font ed Onditz Iturbe, le statunitensi Gibson e Gregory, e perché no le azzurre, capitanate da Alice Gaggi e con il talento di Angela Mattevi ed Anna Hofer più le superlative doti di discesista di Beatrice Bianchi a disposizione. Impossibile prevedere cosa possa succedere su un percorso del genere, che sicuramente aprirà a qualche sorpresa e che in caso di bel tempo acuirà ulteriormente la differenza con la gara classic degli ultimi europei, corsa tra la pioggia ed il fango.

Beatrice Bianchi (Gulberti)

Classic uomini –  Kiriago vs Uganda, pronostico chiuso

Davvero arduo preconizzare un epilogo diverso da quello espresso nel nostro titolo per la gara maschile. Ad Innsbruck fu Leonard Chemutai (qui assente) a siglare l’oro che non sfugge all’Uganda dalla Patagonia di Joe Gray (2019). Anche qui Philemon torna all’attacco per portare in Kenya il metallo più prezioso, capitanando una squadra ben assortita, che vede al via atleti ben noti nel panorama delle classiche europee come Tim Kibet, Paul Machoka e Micheal Saoli. Il Kenya dovrà vedersela ancora e prima di tutto con gli uomini vestiti di giallo-nero-rosso. Il team Ugandese schiera Abel e Aziz Chebet, Martin Kiprotich e Isaac Masai, nessuno di loro presente ad Innsbruck, ma davvero poco importa. In questo eterno derby, a vestire i panni del guastatore, poteva essere il tedesco Lukas Ehrle, dominatore di Euroannecy classic, già 4° nella gara Junior di Innsbruck, già in evidenza in alcune gare del circuito della world cup e certamente capace di stare nelle posizioni di testa, ma Ehrle non sarà al via di questo mondiale. Altri atleti capaci di stare in top ten, come dimostrato anche ad Innsbruck, sono allora lo spagnolo Alejandro Garcia Carrillo, il tedesco Julius Ott e naturalmente il nostro Cesare Maestri, che guiderà una truppa davvero ben assortita, in cui spicca il due volte campione italiano Isacco Costa, giunto alla grande prova di maturità internazionale, oltre che a Lorenzo Cagnati ed a Luca Merli. L’Italia ad Innsbruck fu d’argento a squadre, un risultato che vale molto in senso assoluto quando ci si misura con Kenya ed Uganda, realisticamente qui si corre per la medaglia di Bronzo, e non sarebbe davvero poco saper battere Francesi, Tedeschi, Spagnoli ed Inglesi.

Isacco Costa (Gulberti), il campione Italiano in carica

Classic Junior

Gare come sempre impronosticabili. Si tratta, dopo tutto, della fucina del futuro, il palcoscenico su cui si presentano per la prima volta quelli che poi diverranno le grandi star di domani. Focalizziamo allora la nostra attenzione sull’Italia, che scende in gara con Licia Ferrari, Camilla Bonariva, Alice Rosa Brusin e Martina Ghisalberti al femminile, Pietro Ruga, Francesco Berardi, Marco Stupiggia e Francesco Pepe al maschile.

Ipotesi più accreditata per la vittoria finale: roulette al femminile, dove tra Gran Bretagna, Francia, Spagna (occhio ad Ines Herault), Germania (Julie Ehrle su tutte) può probabilmente celarsi la prossima campionessa iridata under 20, e di nuovo pronostico chiuso al maschile, dove le quattro Gru Ugandesi dovrebbero avere vita facile per spartirsi il bottino finale. Anche qui Francia, Gran Bretagna e soprattutto Svizzera permettendo. Gli elvetici schierano Matthieu Buhrer, bronzo ad Innsbruck, davanti anche al fenomenale Lukas Ehrle, ora passato di categoria.

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