Nella nostra terza puntata dedicata alla vigilia mondiale di Canfranc, spazio alle prime gare del programma, quelle dedicate alle prove assolute maschili e femminili dell’Uphill o della sola salita, che dir si voglia.
Con queste due gare, giovedì 25 settembre, si apre un Mondiale che per quanto concerne i due format dedicati al mountain running sarà nuovamente chiamato a dirimere lo sviluppo di un tema che, su queste distanze, già andava per la maggiore anche prima dell’introduzione della rassegna iridata unificata. Quanto spazio per le Nazioni extra africane, quali margini per sognare medaglie individuali e di squadra per chi non vesta la maglia del Kenya e dell’Uganda?
UPHILL RACE – Giovedì 25 settembre ore 10.00 (M) – ore 11.00 (F)
Percorso: Km 6,4 – D+ 980 metri

Gara donne – La prima notizia, ormai però nota da tempo, è che la regina Andrea Mayr non difenderà il suo settimo sigillo iridato, quello conquistato sui sentieri austriaci suoi amici di Innsbruck. Ci sarà però l’argento del 2023, la keniana Philaries Kisang, che sicuramente può rientrare nel ristretto lotto delle maggiori pretendenti al successo anche in questa occasione.
Al suo fianco, il Kenya schiera Miriam Chepkirui e soprattutto Janeth Chepngetich, reduce dai Mondiali di Tokyo, sebbene ritirata sui 10000 metri, e in carriera capace di 29.55 sui 10Km e di 14.55 sulla distanza dimezzata: un nome importante dunque del mezzofondo mondiale, alle prese per la prima volta con una competizione internazionale sui sentieri dopo aver vinto i trials keniani nello scorso mese di gennaio. All’indomani dell’abbandono in gara a Tokyo, la sua presenza non è ancora data per certa, ma nel caso fosse realmente al via, ecco una donna da seguire con grandissima attenzione.

Da par suo l’Uganda risponde con lo sciogli lingue Chebet, Chelimo, Chemusto, Chemutai, Cherop: quasi tutte giovanissime, una di loro nel ruolo di riserva, ma tutte possibili parti in causa di una prima parte di gara lanciata a ritmi vertiginosi. Uno dei temi tecnici della gara sarà presumibilmente proprio questo, alla luce di un’importante restringimento dopo meno di 1Km di gara e di un sentiero successivo lungo il quale il sorpasso non si preannuncia mai troppo agevole sino quasi alla rampa finale.
Tra chi rivendica comunque il suo bello spazio c’è la Gran Bretagna guidata dalla regina di World Cup Scout Adkin, che al netto dell’Africa sogna il suo primo podio iridato, obbiettivo nemmeno troppo celato anche del duo tedesco rappresentato dalla campionessa europea Nina Engelhard e dalla recente vincitrice della Jungfrau Marathon Laura Hottenrott, quarta ad Innsbruck due anni fa e maratoneta di rango internazionale. La Francia si affida soprattutto all’eterna Christel Dewalle, la Svizzera a Oria Liaci e alla decoratissima Mathys Maude, in gara il giorno successivo anche nello Short Trail, mentre la Finlandia punta tutto su Susanna Saapunki, nome ben noto anche dalle nostre parti.
Poi, c’è l’Italia, poi ci sono le azzurre: quella dell’Uphill è una bella squadra, che alla duplice campionessa italiana Francesca Ghelfi, seconda in volata con Adkin nella World Cup di Premana, affianca la miglior Benedetta Broggi di sempre e due giovani come Martina Falchetti e Lucia Arnoldo, quest’ultima classe 2005 e bronzo iridato due anni fa tra le juniores.

Gara uomini – Passando al comparto maschile, non cambia la base del racconto in sede di presentazione: si muove sempre tra le pieghe della presenza africana e dei ritmi feroci a cui tutti, volenti o nolenti, saranno costretti a partire.
Non ha corso tantissimo quest’anno il doppio campione mondiale in carica Patrick Kipngeno, ma il keniano sarà in ogni caso il faro della competizione, insieme ai compatrioti Richard Atuya e il meno noto Ken Koros. Tutto da possibile podio il quartetto ugandese, con Alex Kiplangat, Isaac Kibet, Samuel Cherop ed Eliud Cherop.

Grande interesse per l’esordio in una rassegna iridata dell’elvetico Remi Bonnet, che guida una Svizzera forte anche di un Dominik Rolli annunciato in grande condizione e di Jonas Soldini. Jakob Adkin a guidare la Gran Bretagna, Alex Garcia Carrillo, Alain Santamaria e Jan Torrella a tenere accese le grandi speranze di podio dei padroni di casa della Spagna, che su questa gara puntano molto, non diversamente dagli Stati Uniti di Christian Allen e Joe Gray e dalla Francia di Theodore Klein e Manu Meyssat.

E l’Italia? Andrea Elia, Andrea Rostan, Tiziano Moia e il capitano Xavier Chevrier, recuperato in extremis per dar manforte alla squadra, possono fare bene, così come hanno dimostrato durante tutta la stagione. Sarà gara tutt’altro che facile, ma lo sanno bene, così come sanno che la classifica per Team, sulla carta alle spalle delle due squadre africane, potrebbe giocarsi punto su punto con buona parte degli avversari sopra citati.
Forza ragazze, forza ragazzi: il nostro tifo è tutto per voi!









