Di tridente in tridente, passando dallo Short Trail al Long Trail, laddove l’Italia che corre, cammina e fatica sui sentieri questa volta sogna risultati che profumano di podio anche in campo femminile.

LONG TRAIL – Sabato 27 settembre, ore 7.00

Percorso: 81,2 Km / 5410 D+

Partiamo allora questa volta proprio dalle donne: sempre sul podio, sempre di bronzo, la squadra azzurra nelle due precedenti rassegne iridate unificate in Thailandia e in Austria.

Sulla carta, questa volta, l’Italia ha qualche moneta in più da spendere anche in campo individuale, forte di una Fabiola Conti quarta nelle liste ITRA e per la prima volta in gara sul format più lungo della prova iridata, e di una Martina Valmassoi che, al netto delle noie fisiche dei mesi scorsi, si presenta al via con i “galloni” di un podio sfiorato ad Innsbruck 2023. Due donne da top ten dunque, alle quali proveranno a dare il loro massimo contributo la tricolore in carica Martina Chialvo, l’esordiente Irene Saggin e Giuditta Turini, che già nona era stata a Chiang Mai nel novembre 2022.

Francia favorita, ça va sans dire, con la campionessa uscente Marion Delespierre in forma mondiale a detta dei tecnici transalpini. Con lei, per replicare il titolo a squadre, si segnalano soprattutto l’oriunda Hilary Gerardi e Anne Lise Rousset, mentre la Germania si affida ad un duo di peso come quello rappresentato da Katharina Hartmuth e Rosanna Buchauer.

Siti specializzati però piuttosto concordi nel segnalare come principale favorita per il successo finale la statunitense Katie Schide, con le norvegesi Yngvild Kaspersen e Sylvia Nordskar tra le possibili principali avversarie, a cui i punteggi ITRA suggeriscono di aggiungere anche i nomi di Ida Nilsson (Svezia) ed Eszter Csillag (Ungheria).

Gara uomini – Porta i nomi di Cristian Minoggio, Francesco Puppi e Andreas Reiterer il nostro tridente. Qui presentati in rigoroso ordine alfabetico, ma nell’ordine a voi più consono sui taccuini personali dei pronostici. Il percorso iridato, ormai calcato nella sua interezza da tutto il quintetto azzurro in gara, potrebbe mischiare un poco le carte rispetto ai valori che in stagione sono emersi su gare più corribili e filanti. Non è un mistero che il tracciato piaccia molto a Minoggio e Reiterer, un po’ meno a Puppi: è il gioco sportivo più semplice, quello delle caratteristiche tecniche degli atleti e dei percorsi di gara che variano, tanto qui come, ad esempio, nel mondo del ciclismo, tanto per rimanere sull’attualità sportiva rivestita dei colori dell’iride.

E’ un tema che vale per i nostri, ma anche per alcuni dei principali avversari degli azzurri, alcuni dei quali, come le nostre punte, sono scesi in gara anche nel contesto dell’UTMB, mentre altri sono invece rimasti focalizzati soltanto sull’appuntamento iridato. E’ il caso dei francesi, per forza di cose guidati nei pronostici dal campione mondiale in carica Benjamin Rubiol, l’uomo che spense i sogni di iridati di Andreas Reiterer nel finale della precedente sfida mondiale di Innsbruck: giovane allora come oggi, Rubiol sogna il bis, portandosi dietro il peso di compagni di squadra come Vincent Bouillard, Baptiste Chassagne e Mathieu Delpeuch.

Tornando in casa azzurra, tanto il campione italiano Riccardo Montani quanto il suo degno delfino in quell’occasione Gionata Cogliati sono usciti molto bene dalla sfida che dai sentieri della Trans d’Havet li ha proiettati sui Pirenei spagnoli: è un ritorno in azzurro per Riccardo, già buon protagonista anche in Thailandia, è l’esordio con l’azzurro del trail per Gionata. Il contributo di entrambi, in gara che si preannuncia come difficile e ricca di colpi di scena, potrebbe diventare fondamentale anche nella classifica per Nazioni, che nelle due prove di trail running si giocherà sulla somma dei tempi dei migliori tre atleti al traguardo.

Il nome di Jim Walmsley per più di qualcuno già da solo vale il prezzo del biglietto: ovviamente il suo nome spicca tra quelli dei principali favoriti, ma anche nel suo caso, se solo glielo avessero chiesto, la scelta sarebbe probabilmente caduta sulla replica dei tratti più filanti del percorso per un maggior numero di chilometri tra gli 80 e più che sabato prossimo attenderanno gli atleti in gara. Per gli Stati Uniti c’è anche il ritorno in chiave iridata del campione 2022 Adam Petterman, ma anche la possibilità di contare su Zach Miller e Caleb Olsson. Tutti nomi di primissimo piano, come quelli dello svedese Petter Engdahl, del polacco Andrzej Witek e del bronzo iridato uscente Peter Frano (Slovacchia). Possibili outsider l’ecuadoriano Joaquin Lopez Iturralde e i rumeni Leonard Mitrica e Raul Butaci, il portoghese Miguel Arsenio e lo spagnolo Abel Carretero, il più accreditato dalle liste ITRA di una squadra di casa in forte ricambio.

COPYRIGHT FOTO GULBERTI/CORSAINMONTAGNA

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