Meduno (Italia), 29 agosto 2025 — I Campionati Mondiali Master di Corsa in Montagna sono entrati nel vivo oggi a Meduno con una salita pura: circa 5 km e 800 m di dislivello dal centro storico alla cima del Monte Valinis.
Era prevista pioggia battente, il cielo è rimasto grigio acciaio e la pioggia non è mai arrivata, ma il caldo e l’umidità sì. Con un’umidità intorno al 96% e temperature che oscillavano dai 23 °C alla partenza ai 18 °C vicino alla cima, ritmo e idratazione sono stati decisivi quanto la forza delle gambe. È stata una giornata fatta per i coraggiosi e la comunità si è presentata in forze.

MEDUNO, I CAMPIONATI
I vicoli, i balconi e gli angoli dei caffè di Meduno hanno fatto da cornice a un festival di corsa in montagna per master, con atleti, famiglie e volontari che hanno riempito il paese fin dal mattino presto. Le condizioni erano appiccicose e debilitanti: non è caduta pioggia durante le gare, eppure l’aria era satura dopo i rovesci della settimana.
La base delle nuvole era bassa sulla cresta, conferendo all’arrivo in vetta sul Monte Valinis un’atmosfera da anfiteatro: vicina, rumorosa, elettrica. La corsa in salita tradizionalmente detta il tono del fine settimana, e il 2025 ha mantenuto la promessa: fangosa, ripida e inconfondibilmente di montagna.
LA GARA: DAL CIOTTOLO ALLE NUVOLE
La gara è partita dal cuore di Meduno prima, appena trecento metri dopo, di staccarsi dall’asfalto e dirigersi verso la montagna.
Le recenti piogge avevano reso il sentiero di partenza viscido e implacabile, un luogo dove un attento gioco di gambe ha risparmiato secondi ed energie. Dopo 1,5 km il sentiero si è allargato e il ritmo ha finalmente trovato il suo spazio, con la salita che continuava inesorabile fino al traguardo dei 3 km.
Lì, una traversata nel bosco ha offerto brevi momenti di sollievo, mentre il profilo del percorso continuava a puntare verso il cielo. Il finale è stato una corsa in montagna senza fronzoli: un ultimo chilometro con quasi 300 metri di dislivello positivo, fino al traguardo in vetta al Monte Valinis, dove i campanacci delle mucche si facevano più forti e i sorrisi più ampi.
La mattinata si è svolta a ondate: 09:30 per gli uomini M35-M50, 10:00 per gli uomini M50-M75 e 10:30 per tutte le donne insieme. Ogni partenza aveva la sua musica: passi serrati sul pavé, un mormorio di nervosismo, poi il respiro collettivo mentre il gruppo si rovesciava sul fango e la gara si distillava in respiro, gambe e grinta.

RISULTATI E MOMENTI SALIENTI
Il messicano Justino Coronado (M35) ha dominato sia il fango che l’umidità per aggiudicarsi la vittoria assoluta maschile in 32:40, aumentando il ritmo con l’aumentare delle pendenze e dimostrandosi più a suo agio quando la montagna si è fatta più dura. L’italiana Andrea Schweigkofler (F40) ha dato prova di padronanza e potenza, vincendo la classifica generale femminile in 41:22, superando la rampa finale con la sicurezza di chi aveva cronometrato la giornata alla perfezione.

La forza delle campionesse ha raccontato la sua storia. Marina Paveglio (ITA) ha conquistato la F35 in 44:29, mentre il tempo vincente di Schweigkofler si è assicurato anche il titolo F40. Margarita Fullana Riera (ESP) ha vinto la F50 in 42:55, con un motore inconfondibile, frutto di una carriera che include un bronzo olimpico in mountain bike a Sydney 2000. Ai vertici dell’endurance, Ulrike Hoffmann (AUT) ha conquistato la F75 in 1:04:00, un traguardo che ha suscitato una delle più grandi acclamazioni della giornata. Le categorie maschili sono state altrettanto vivaci: Ian Conroy (IRL) ha imposto la sua autorità nella M40 con 34:50; Jacques Grillet Aubert (FRA) ha vinto la sua categoria in 35:54 con una salita rapida ed efficiente; Anton Johann Steiner (ITA) ha conquistato la M60 in 39:32; e Pierino Barbonetti (ITA) ha superato M75 in 49:00, salutando la folla mentre il vento di cresta rinfrescava finalmente la giornata.
In tutte le fasce d’età e in tutte le maglie, il tema era costante: corsa impegnata e semplice cameratismo. Gli abbracci al traguardo sono arrivati con la stessa rapidità dei tempi intermedi, e il Monte Valinis ha avuto l’aspetto più di un podio che di un incontro: volti infangati, gambe stanche e la semplice gioia di condividere una salita.
TUTTI I RISULTATI:
Foto © WMRA di Marco Gulberti









