La Sierre Zinal 2021 verso il “Jour J”. Nella Salle des Sports del borgo anniviardo si è appena conclusa la conferenza stampa ufficiale della 48^ edizione. Il patron Theytaz, Greg Vollet di Salomon ed alcune delle star più attese hanno parlato con la stampa tratteggiando i valori di questa gara mitica, la filosofia delle Golden Trail ed i rapporti con le Federazioni. Poi spazio alle star.

Prima della conferenza, come tradizione, gli elites hanno partecipato al pranzo in quota, vicino al mitico Stambecco (ecco l’album):

Sierre-Zinal 2021

PARLA THE BOSS

Ad aprire le danze della press-conference è toccato al padrone di casa Vincent Theytaz, il presidentissimo del comitato organizzatore. Come sempre parole chiare e concetti che vanno diretti al punto per spiegare lo spirito di Sierre Zinal anche nel momento pandemico

Onore a Sierre Zinal ed alla sua coerenza. Facciamo le cose non tanto per farle ma per onorare il mito che questa corsa rappresenta. Organizzare Sierre Zinal Sur Un Mois non è dire ai concorrenti ecco la corsa, se volete farla bene, qui c’è la partenza e qui l’arrivo. Buona fortuna ed alla fine vedremo chi ha vinto. No, Le Coeur Avant le Chrono si dimostra sul campo , anche organizzativamente, non è solo uno slogan vuoto. Ed ecco perché abbiamo fatto l’enorme sforzo di mantenere aperto percorso e servizi per un mese intero e portare qui i migliori per una grande sfida

Greg Vollet analizza il momento e le difficoltà organizzative, poi gli tocca la domanda più interessante della serata, stimolato sulla filosofia del circuito golden trail series in relazione agli altri due circuiti: quello dello skyrunning e quello del mountain running.

Esistono delle sostanziali differenze, lo skyrunning ha delle regole molto precise dettate dalla estrema tecnicità e da parametri legati all’altitudine. La corsa in montagna cerca principalmente percorsi non eccessivamente tecnici, preferibilmente brevi e molto scorrevoli e veloci. Noi ci poniamo nel mezzo e cerchiamo di raccogliere tutti nel nostro circuito. L’obiettivo è che questo sport si democratizzi, arrivi al grande pubblico e che un giorno sia in televisione.

Spazio anche ad un tema molto dibattuto, legato al punto d’incontro delle golden trail e del mondiale unico di world athletics. Ancora Vollet :

Abbiamo annunciato la nostra finale a Maggio mentre la WA lo ha fatto dopo, relativamente al mondiale. Avere una finale comune penso sia possibile ma difficile, ci sono molti ostacoli da superare per trovare un punto d’incontro che tuteli i diritti di ognuno. Il nostro è un circuito che si basa essenzialmente su gare Salomon, che è il partner principale e non penso che questo possa essere possibile da essere integrato dalle federazioni nel loro regolamento.

Finalmente è arrivato il momento degli atleti, Sono arrivate in sala le tre donne favorite: Judith Wyder, Maude Mathys e Anais Sabrie.

Proprio quello della francese Sabrie si è rivelato l’intervento più simpatico, con la memoria che è tornata allo sprint beffa per il 3° posto nel 2018 contro la neozelandese Ruth Croft.

Quello sprint è ancora ben vivo dentro di me e posso dirvi non c’è allenamento in cui non finisca con degli allunghi e degli scatti per prepararmi alla prossima volata. Mi dico sempre che se ricapita, questa volta, la vinco io.

Il momento dei grandi campioni ha raccolto nella sala i due più attesi, Mamu e Kilian, ma anche quel Frederic Tranchand che lo scorso anno si è rivelato al pubblico correndo la Zinal virtuale e mettendo insieme il 2° crono finale, meglio di tutti gli elites tranne proprio Kilian.

Chiaramente le maggiori attenzioni erano su Kilian che ha saputo spargere tranquillità ed ilarità come quando gli è stato chiesto se dopo aver vinto 8 volte ed aver stabilito il record, ritenga possibile di considerare di arrivare ultimo, cosi da stabilire un altro primato. Formidabile la reazione del catalano:

bhe diciamo che non mi alleno specificatamente per questo e credo che richieda una preparazione abbastanza complessa. Scherzi a parte vengo principalmente per incontrare gli organizzatori e per avere un bella battaglia. La posizione in classifica viene di conseguenza, prima viene la soddisfazione di prendere parte alla corsa e di incontrare tanti atleti che sono anche amici, questo è come un pellegrinaggio annuale perché questo è un posto  cui sono legato ed è una gara speciale. Vincere è una soddisfazione istantanea ma quelle che rimangono dentro più a lungo personalmente sono altre emozioni.

 

Non resta che la gara, ora, il verdetto inappellabile che anche questa volta al cospetto dei 5 quattromila verrà emesso dopo 31 km ad altissima intensità.

In chiave di commento rimane l’impressione che Zinal vesta volentieri il vestito lucente delle Golden Trail Series ma che mantenga intatto il proprio fascino ed il proprio ruolo di stella polare della corsa in montagna universale, oltre ogni etichetta. Concetti chiaramente nobili e condivisibili che però, non dimentichiamolo, hanno bisogno tanto del booster economico e di investimenti garantito da un prodotto d’eccellenza come quello creato da Salomon, cosi come del blasone ufficiale e veramente democratico che solo una federazione riconosciuta può offrire. Trovare la sintesi sarebbe la vittoria e forse il viatico per realizzare ciò che Vollet ha descritto, peccato che al microfono, di WMRA, non si sia udito nessuno oggi.

Domani Sabato 7 Agosto 2021 partenza delle gare con questi orari:

  • 10:30 Elites Women
  • 10:45 Elites Men

foto credit Marco Gulberti