Ci sono gare e gare, luoghi e luoghi, atmosfere ed atmosfere. Sommati questi elementi danno significato e peso alle gare del Mountain Running disseminate un po’ ovunque.

Se nel mix ci sono la Francia, il Monte Bianco e 34 edizioni di storia la faccenda diviene esplosiva, sportivamente parlando.

Per capire di cosa stiamo parlando basta ciò che ha detto l’ultimo vincitore della gara, Baptiste Chassagne, dopo il trionfo del 2019:

“La Montée du nid d’aigle è una classica. Una corsa in montagna che accarezzava il Monte Bianco ancor prima che esistesse la parola Trail. Una gara che non è ne della vecchia ne della nuova scuola, ma dell’eterna scuola. Saperla concludere significa onorare la tradizione dei pionieri. Quelli veri. Quelli della dieta Génépi-Salsiccia-Beaufort. E vincere la sua 33° edizione è un enorme motivo di orgoglio”

La dieta “Genepi-Salsiccia-Beaufort” 😉 , una sorta di mantra che la dice tutta sulle radici e su come sia sentito questo evento dai “montagnards” di St. Gervais, splendido centro termale incastonato nella valle alpina che fa da cuore pulsante all’evento.

Scenario da favola, gara con un blasone ma soprattutto una novità rappresentata dalla Francia del Mountain Running, e non del Trail, che ospita un grande appuntamento internazionale come la 3^ prova di questa lunga ed appassionante World Cup 2021.

Non è un dettaglio da poco se considerate che in Francia il Trail spopola e la corsa in montagna è rimasta una nicchia abbastanza contenuta ma di enorme qualità che regala protagonisti, di assoluto spessore, anche al movimento Trail.

Lo dicono i risultati di atleti come Julien Rancon o Adeline Roche che vincono in montagna ma anche nel Trail. Lo dice una squadra femminile che è campione del mondo e schiera un vero dream-team (foto di copertina, credit Gulberti), lo dice l’argento mondiale del 2019 di Elise Poncet o le mirabolanti imprese di Sylvain Cachard nella scorsa stagione, per non parlare del fatto che ad esempio a casa nostra, nel santuario del Trofeo Vanoni, la marsigliese suona spesso, l’ultima volta proprio lo scorso autunno quando una volta ancora furono Les Bleus a trionfare a Morbegno.

La famosa foto “Ici c’est la France” dello scorso ottobre, a Morbegno è Francia padrona

La coppa, terzo atto, gli equilibri si delineano

Al 3° atto si iniziano a capire alcune dinamiche di questo lungo percorso che prevede ancora tantissime gare e che entrerà nel vivo tra agosto e Settembre. La gara del Nido d’Aquila certificherà l’ingresso in campo dei top francesi e di qualche italiano che fino ad ora è stato coperto. Non ci sarà un replay del Grossglcokner perché il Team Run2gether pare non sarà della partita, qualche altro atleta correrà la sua 3^ prova su tre e quindi potrebbe rafforzare la propria classifica, i temi sul tavolo sono ancora molti.

Il percorso

Partenza dal Parc Thermal du Fayet a 504 m di quota ed arrivo dopo 19,5 km di percorrenza e oltre 2000 metri di dislivello positivo ai 2407 metri di quota del Rifugio del Nid d’Aigle. Sul percorso si trova di tutto, c’è anche una considerevole sezione di discesa con quasi 400 metri di dislivello negativo che racconta di una prima parte davvero veloce con ampi tratti di strada bianca o asfalto prima di immergersi gradualmente nella natura e nello scenario alpino. Dai bei villaggi della vallata si passa ai boschi ed ai pascoli per entrare infine nell’ambiente più minerale e roccioso della prestigiosa “Voie Royale du Mont Blanc”, la Via Reale per antonomasia per l’accesso alla più alta cima d’Europa dal lato Francese. Il finale è puro single track alpino, con anche uno spettacolare tratto di scale metalliche abbarbicate sulla roccia. Ecco qui un video che lo mostra adeguatamente, cortesia degli amici della municipalità di St Gervais.

https://fb.watch/v/3EcGvej_B/

Women Race – Elise per l’onore di casa, Lucy Wu per aggredire la coppa

Gara femminile di altissimo livello, il più alto dall’inizio della serie iridata. Chi ha seguito il Grossglockner ed ammirato l’impresa di Njeru e Gitonga sa che l’azzardo di questa affermazione è ben marcato, tuttavia ci sentiamo sicuri nel sostenerlo visto la profondità del roster che compone la batteria élite di questa 34^ edizione.

Prima di tutto la padrona di casa Elise Poncet, la vice campionessa mondiale in carica, che della comunità di St. Gervais fa attivamente parte. Onorare la gara “di casa” sarà il suo input e la sua missione sicura di un talento e di una classe che ne fanno già oggi l’atleta del futuro per la nazionale francese.

Lucy Murigi (Ph. Gulberti)

La grande avversaria e vera favorita è Lucy Wambui Murigi. La batosta austriaca avrà risvegliato sicuramente la campionessa keniana che è comunque forte del 3° posto ottenuto e quindi con un buon risultato alla Montée prenoterebbe un posto al sole nel ranking generale di coppa.

Ma non sarà una sfida tra loro due, al contrario, le sicure protagoniste sono tante: Anais Sabrie fa parte del dream team francese campione del mondo femminile, è stata splendida 2^ alla recente Marathon du Mont Blanc, il suo nome è in pole position per il grande risultato di giornata. Diverso il discorso per un’altra nazionale bleu, la regina transalpina dei vertical Christelle Dewalle. Forse la prima parte non è a lei congeniale, ma quando c’è da salire poche atlete al mondo hanno le sue doti di resistenza e potenza. Grande attenzione per la svizzera Simone Troxler, maratoneta di livello, vincitrice della Jungfrau 2019 e sul podio a Zinal nel 2016. Altra osservata speciale e grande specialista dell’uphill è la finlandese Susanna Saapunki, anche lei molto bene al Grossglockner (4^) e candidata a farsi largo in classifica generale. Tante le attese e la curiosità di vedere come se la caverà su un chilometraggio superiore ai suoi abituali standard.

Esperienza e preparazione sono i punti di forza dell’ungherese Timea Mrenyi, della ceka Lucie Marsanova e della trail runner sud africana Meg McKenzie. Tante le outsiders da non dimenticare: Julia Combe, Nadege Servant, Jessica Pardin e Mathilde Sagnes.

Italia assente in questa prova, doveva esserci Camilla Magliano (Pod. Torino – Salomon) ma la sua presenza rimane in dubbio. Peccato passare la mano in una prova così bella e prestigiosa, i punti raggranellati fin qui da Lorenza Beccaria (doppio 5° posto nelle prime due prove) rimarranno così in attesa di ritocco alla prossima tappa.

Men Race – Xavi e Puppi, l’Italia chiamò

Ci presentiamo senza dubbio con i calibri pesantissimi e velleità di mettere un bel marchio sulla classifica generale.

Henri Aymonod (US Malonno – The North Face) fa tripletta e dopo Tatra (podio) e Grossglockner (Top 15) eccolo di nuovo in gara per  tenersi la testa della classifica della serie e quella del world ranking. Il Valdostano non sarà solo perché questa volta dall’Italia arrivano niente poco di meno che Emanuele Manzi (US Malonno – Scarpa), il veteranissimo generale di tante battaglie, e soprattutto il fenomenale duo composto da Xavier Chevrier e Francesco Puppi.

Xavi (Atl. Valli Bergamasche Leffe) è reduce dal record sontuoso allo Stelvio, una prestazione mai abbastanza celebrata e di un peso specifico enorme. Se le gambe gireranno ancora come sui tornanti della magnifica terra saranno guai seri per gli avversari.

Puppi (Atl. Valle Brembana – Nike) giunge forse alla svolta della propria stagione. Fino a qui, dopo la maratona su strada al Tuscany Camp, in montagna è stato grigio opaco con qualche schiarita, poi la Mont Blanc Marathon ha certificato un risultato solido  (5°) e per sua stessa ammissione il trampolino verso l’avvicinamento al grande obiettivo stagionale: Zinal. Domenica sapremo se la condizione del vice campione del mondo lunghe distanze sarà cresciuta. Il Percorso è per lui, in tutto e per tutto, attenti a Puppinho…

Non sarà però questione italiana, ahi noi i francesi sono presenti in forze e pur dovendo rinunciare al talento Sylvain Cachard (affaccendato altrove) ci saranno tutta la classe, la storia e la versatilità tecnica di “monsieur le professeur” Julien Rancon, sarà ancora lui a guidare in battaglia le truppe francesi che schierano una lista infinita di talenti e qualche campione. In primis chiaramente Alexandre Fine, grande interprete dell’up&down che forse qui è fuori dal suo spartito ideale, ma il valore è indiscutibile. Poi Fabien Demure, talismano e pilastro della Nazionale Francese di corsa in montagna, sempre autore di grandi risultati.

Rancon e Fine all’attacco all’ultimo mondiale , top class (ph. Gulberti)

In serie ecco gli altri del contingente di casa, tra cui qualche nome già noto ai radar italiani per aver corso (forte) sia Nasego che Vanoni nella passata stagione: Julien Michelon, Baptiste Fourmont, Theo Dancer, Remi Lonchampt, Simon Paccard e Fleury Roux.

Anche la legione “straniera” non manca di nomi interessanti: ci sarà Eric Muthoni Riungu (Ken – Saluzzo), così come l’ungherese Sandor Szabo, sempre presente in coppa, occhio poi al ceko Jiri Cipa e soprattutto allo svedese Petter Engdahl, già vincitore in passato alla Livigno Sky Marathon.

Ranking

Situazione molto “melting” in questa fase. I crogioli si surriscaldano e con il week end che propone sia questa che la gara di GTS a Canazei assisteremo a dei veri terremoti. Certo chi corre alla Nid d’Aigle ha un parco punti più pesante, essendo le gare di World Cup category B, ma il ranking in generale sta davvero rendendo la stagione ancora più appassionante, vi invitiamo a non perderlo di vista, ecco l’accesso diretto:

WORLD RANKING

 

Per seguirla:

Seguite con noi la Montée du Nid d’Aigle numero 34, la gara si svolgerà Sabato Mattina 17 Luglio 2021 con start alle ore 9h15

I nostri social daranno delle info gia da venerdi sera alla presentazione e dopo la gara troverete sul nostro sito e sui nostri canali Twitter, Instagram e Facebook i report , classifiche e come sempre il book fotografico di Marco Gulberti.

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