La stagione entra nel vivo e domenica tocca ad un evento che ha scritto la storia di questo sport fin dai suoi albori. La salita da Heiligenblut allo spettacolare scenario del ghiacciaio Pasterze mette in palio altri punti pesanti dopo la Tatra, ed anche i primi della specialità classic. Siamo al Grossglockner signori, adesso non si scherza più!

Heiligenblut (AUT) – 13,367 km e 1’265 metri di dislivello positivo, questi i numeri sintetici del percorso della Grossglockner Berglauf, gara mitica delle alpi austriache che domenica 11 luglio  celebra la 2^ tappa della Coppa del Mondo 2021 di Mountain Running.

Si parte dal villaggio di Heiligenblut, nella regione della Carinzia, a 1’288 metri sul livello del mare. Dopo aver percorso l’intera vallata si inizia a salire transitando prima alla malga Sattelalm e poi alla Cappella Briccius. A quota 2’000 ci si presenta al cospetto del Pasterze, il ghiacciaio più lungo delle Alpi Orientali, attraversato dal Trogalm. Il gran finale è al rifugio Kaiser-Franz-Josefs-Höhe (2’320 metri di altitudine), dove non manca mai un grande pubblico e dove le leggende del mountain running hanno scritto alcune delle loro imprese più belle.Men – arriva l’Africa, c’è Timoteo, il padrone di casa Innerhofer e l’irlandese volante Zak!

Si parla sempre di super livello al Grossglockner, non farà difetto questa edizione, che è la numero due del calendario generale e la prima della specialità Mountain Classic 2021. Dopo che alla Tatra sono stati gli atleti di casa Kubica e Lobodzinski a dominare al maschile, questa volta è lecito attendersi molto anche dagli atleti africani che da sempre frequentano la Grossglockner, in primis per la presenza in Austria e Germania di alcuni team importanti ove militano. Il più atteso è senza dubbio l’eritreo naturalizzato tedesco Filimon Abraham (LG Festina), famoso per le sue partenze a razzo e grande protagonista della world cup 2019 chiusa al 2° posto. Se la presenza sarà con fermata e la forma lo assiste si potrebbe vedere una grande battaglia con l’austriaco Manuel Innerhofer, autore nelle ultime stagioni di una grandissima crescita e qui già sul podio. Altri nomi super hot annunciati al via: lo sloveno Timoteo Beçan ha tutto per centrare un grande risultato e lo stesso è doveroso dire del keniano Geoffrey Gikuni Ndungu, qui già vincitore e 2° anche nel 2019. Grandi aspettative anche per l’irlandese Zak Hanna, ora di stanza in Italia e già in gran spolvero al vk di Chamonix la scorsa settimana, vinto con un grande crono. Per Zak è gara lunga, ma il rosso ci ha abituato ad inattese prestazioni. Forfait invece dell’altro grande atteso, non ci sarà per un affaticamento il francese Sylvain Cachard, dominatore della stagione scorsa, davvero un peccato non vederlo ancora in coppa del mondo.

Altri da seguire : Eric Muthomi (Atl. Saluzzo), Jan Janu (Mizuno – Cze), Hans Peter Innerhofer (Aut), Alex Jodidio (Svi), Ondrej Fejfar (CZE).

Italiani? Una vera armata!

Colori italiani molto ben rappresentati, talento ed esperienza e sicuramente intenti bellicosi. L’hombre vertical Henri Aymonod (US Malonno-The North Face) sarà di nuovo al via e con un buon risultato può già innestare la freccia e portarsi in testa alla classifica di coppa, lui che oggi è al numero uno del ranking mondiale. Ma l’italia non finisce con il valdostano: il super favorito è senza dubbio Cesare Maestri (Atl. Valli Bergamasche Leffe – Nike), mentre in primissima fila alla voce pronistico non sono da meno Alberto Vender (Valchiese – Salomon), Alex Baldaccini (Gs Orobie – Hoka), Massimo Farcoz (Us Malonno – Cimalp) e Lorenzo Cagnati (La Recastello). Una snocciolata di ottimi nomi che fa di questa edizione della sfida al Pasterze una di quelle gare davvero da annoverare nell’elite degli eventi stagionali. Tutti vengono da un buon momento di forma e da qualche vittoria su palcoscenici minori, ora è tempo di testarsi sullo scenario iridato, i presupposti sono confortanti.

Cesare Maestri (Ph. Gulberti)

Women – Il ritorno di Lucy Wu

La grandissima favorita è Lucy Wambui Murigi (Atl. Saluzzo – ON), due volte iridata e tra le dominatrici della scena mondiale dell’ultimo decennio, più volte regina di Zinal… la sua presenza da sola catalizza l’attenzione ma la gazzella keniana non sarà sola ad infiammare una gara donne tutta da vivere. La connazionale Purity Gitonga (Run2Gether) qui ha già fatto bene, mentre curiosità desta l’esordio di Joyce Njeru Muthoni (Run2Gether).

Lucy Murigi (Ph. Benedetto)

La grande avversaria della Murigi sarebbe dovuta essere Sarah McCormack ma le limitazioni negli spostamenti per gli atleti che risiedono nel Regno Unito la condannano al forfait. In dubbio cosi c’è anche l’altra grande attesa, la scozzese Charlotte Morgan, che ha vinto alla Tatra la stage one della world cup.

Sicure invece l’austriaca Susanne Mair (Scott), la slovena Mojca Koligar (Hoka), la ceka Lucie Marsanova (Salomon CZE) e le connazionali Adela Stranska (INOV-8 CZE) e Adela Kolackova (CZE). Anche in questo caso ottimo il contingente italiano che parte senza dubbio da Alice Gaggi (Recastello – Brooks), 2^ classificata alla prova d’esordio della coppa, e da Lorenza Beccaria (Atl. Saluzzo – Saucony) 4^ in Polonia. Ambedue cercano i punti necessari a consolidare un percorso che le vuole grandi protagoniste della competizione fino alla fine. Non saranno questa volta sole, ci sarà Cecilia Basso (Orecchiella, HOKA) e soprattutto ci sarà un’attesa Camilla Magliano (Pod. Torino – Salomon) che dopo un paio di annate a vuoto è tornata in grande condizione ed è stata protagonista di un avvio stagionale sfavillante con alcune vittorie nelle gare only-up che ne rilanciano decisamente le quotazioni.

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