9 giugno 2017 – Un giorno al via. Il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, con tutta la suggestione e il misticismo dei luoghi toccati dal percorso di gara – un nome su tutti, quello dell’Eremo di Camaldoli -, è pronto ad accogliere le 35 Nazioni che hanno confermato la presenza alla rassegna iridata, Tutti i cinque Continenti rappresentati, con le varie delegazioni che già in questi ultimi giorni hanno raggiunto Badia Prataglia e i Comuni limitrofi. Nei giorni scorsi, già abbiamo dato un’occhiata alle liste dei partenti, cercando di scovare qualche nome tra le rappresentative più attese in sede di pronostico, ovvero Francia, Spagna e Stati Uniti. trail_badiaprataglia A livello individuale, già si è detto della presenza dell’intero podio dell’edizione 2016, a partire dall’iridato uscente Luis Alberto Hernando (Spa), a sua volta seguito dai francesi Nicolas Martin e Sylvain Court. Detto degli statunitensi Hayden Hawks e Andy Wacker – stamattina il primo, in conferenza stampa, ha confermato l’intenzione di gara d’attacco, cuore in gola sin dall’inizio… -, detto che Paesi quali Australia, Canada, Germania e Polonia potrebbero riservare sorprese soprattutto a livello di individualità, va certamente aggiunto e ricordato il fatto che tecnicamente la gara si presenti divisa in due parti: più veloce  e filante la prima, maggiormente impegnativa sotto il profilo altimetrico la seconda. Tra le donne, assente la campionessa uscente Caroline Chaverot (Fra), favorite d’obbligo le altre due medagliate del 2016, ovvero la spagnola Azara Garcia e l’olandese Ragna Debats. Con loro da seguire con attenzione la campionessa del 2015, Nathalie Mauclair (Fra), e la già campionessa nazionale di maratona, Adeline Roche (Fra). Sogni importanti attraversano poi la vigilia di altra Roche, Megan, donna di punta della nazionale a stelle e strisce. Poi, finalmente, l’ Italia, a caccia di qualche bella soddisfazione, dovendo però fare i conti in extremis con la rinuncia per infortunio dell’uomo più atteso e temuto dagli avversari, il sei volte iridato della corsa in montagna Marco De Gasperi. Si riparte dalla non felice edizione del 2016: a Geres, in Portogallo, su distanza più lunga (85 Km) gli uomini azzurri colsero un quinto posto nelle classifica per Nazioni, mentre le donne dovettero accontentarsi dell’ottava posizione. All’Italia manca da tempo un piazzamento nella top ten, mancato anche nell’edizione del 2015, a Annecy.  Lo scorso anno il miglior azzurro fu l’altoatesino Georg Piazza, diciassettesimo e nuovamente in gara domani, mentre al femminile la migliore fu Cristiana Follador, venticinquesima e assente questa volta.

Stefano Fantuz e Fabio Ruga

Stefano Fantuz e Fabio Ruga

Con Piazza, al via l’unico atleta toscano della rappresentativa, Massimo Mei, già protagonista in azzurro sulle Lunghe Distanze della corsa in montagna, così come Fabio Ruga, che vanta un quattordicesimo posto ai Mondiali Long Distance di corsa in montagna nel 2016. Poi, tre nomi fortemente legati invece al mondo trail classico, a cominciare da quello di Luca Carrara, vincitore nel 2016 del Campionato Italiano corso sullo stesso tracciato della rassegna iridata e a caccia di piazzamento di prestigio. Stefano Fantuz e Christian Pizzatti a completare la squadra e a vivere fino in fondo un sogno inseguito e cullato per mesi e dipinto di azzurro…
Christian Pizzatti e Silvia Rampazzo

Christian Pizzatti e Silvia Rampazzo, con Lidia Mongelli sullo sfondo

In campo femminile, speranze riposte soprattutto in Silvia Rampazzo, che in giornata di grazia potrebbe anche dire la sua per le posizioni di vertice assoluto. Di certo, la veneta è donna temuta dalle avversarie, che ne conoscono appieno il valore. In gara con lei, le già azzurre di corsa in montagna Gloria Giudici e Barbara Bani e poi Lisa Borzani e Lara Mustat. A completare il sestetto, la lucana Lidia Mongelli, che idealmente porta con sé in maglia azzurra tutto il Sud che corre sui sentieri: ingegnere ambientale, madre di due figli, Lidia vanta esperienze giovanili in azzurro nella marcia, con il vertice di un argento alle Universiadi di Bangkok nel 2007. Ora, tra le foreste casentinesi, altro pezzo di storia da vivere e da raccontare…