2 gennaio 2017 – Un feeling particolare, un rapporto vissuto all’insegna di un’attesa sofferta e di una puntuale liberazione agonistica. Ad Arco, su di una rocca ed un castello che giovane storia ormai dicono anche sue, Davide Magnini ha sempre fatto bene. Il trentino di Vermiglio, giovane di punta del movimento azzurro che corre in montagna, da queste parti, su questo tracciato, ha già vinto la International Youth Cup nel 2014, vero e proprio “mondialino” che la corsa in montagna riserva agli under 18. magnini Se lo ricorda bene, Davide, alla vigilia degli Europei di Arco. E se mai amnesia lo cogliesse, a ricordarglielo ci pensa anche il contorno. Pur da tempo abituato a dover gestire un po’ di pressione, anche chi meglio lo conosce, si accorge che l’alpino, d’inverno abituato a volare sulle creste, la sente eccome questa rassegna continentale… magnini madeira Pioveva nel 2014, piove, a tratti pure forte, anche questa volta. Partenza cauta due anni prima, tattica simile, almeno nelle intenzioni, non di meno in questa occasione. Degli avversari turchi non ricorda bene il nome: uno è Ferhat, l’altro dicono invece che si chiami Mustafa. Ne ricorda però il volto, specie il “pizzetto” del primo, quel Bozkurt che già lo ha preceduto altre volte: terzo a Casette di Massa nel 2014, iridato lo scorso anno a Betws y Coed. Campionati Europei corsa in Montagna-Arco_02_07_2016_123 E’ lui il favorito, ed infatti scappa via. Portandosi dietro l’altro, quel Mustafa che di cognome fa Goksel e con il quale l’azzurrino conserva piccolo conto in sospeso. Lui a precederlo di poco tanto in Galles quanto nella sfida continentale di Madeira: di bronzo il turco, di legno il “Magno”. Chissà, se tra volti e garretti fissi nella mente, chissà se tra il tifo della sua gente, son questi i pensieri che accompagnano la sua fatica, mentre i chilometri passano e il bronzo pare ormai al sicuro. Finalmente sul podio, per di più ad Arco, là dove tutto era iniziato: che bello! Campionati Europei corsa in Montagna-Arco_02_07_2016_111 Forse ci si può accontentare, oppure no, perchè là davanti – ecco, sì, è vero… – una delle due maglie rosse sembra più vicina. Là, sugli scalini sui quali più di qualche natica ha già cercato improbabili rimbalzi, non c’è modo di capire se si tratti di Ferhat o di Mustafa. Ma forse, se ci si crede ancora, si può andare a scoprirlo da vicino. No, troppo lontano lui, chiunque dei due sia, troppo breve quell’altro, il rettilineo finale. magnini_arrivo02 Dicono che sul petto, in mezzo a quel rosso e a quel po’ di nero, entrambi portino una falce di luna e una stella a cinque punte. Voglio vederle prima del traguardo, sai che faccio? Spengo il cervello, chiudo gli occhi e vado… E’ lì, è lì, vai che lo prendo! Si, Davide, lo hai preso per davvero: velocista, per un giorno. D’argento, l’emozione.   Foto: Marco Gulberti / Mountain Running Italian Team – newspower.it