23 settembre 2016 – Una favola bella, costruita all’insegna di un talento e di un’eleganza assoluti, simbolo genuino di integrazione e amore vero. Quello che, con semplicità e senza proclami, supera ogni confine. Una favola bella dall’esito tragico e triste, una favola che parla di Thomas James Lokomwa, ventottenne gazzella keniana, rubata ai suoi affetti più cari nella serata di mercoledì scorso da un incidente stradale, avvenuto in Kenia dove per qualche giorno Thomas era tornato a fare visita ai suoi parenti.

Thomas Lokomwa

Thomas Lokomwa

Da tempo di stanza in Italia, vincitore quest’anno tanto dei Societari di cross quanto di quelli di mezza maratona, Lokomwa aveva stabilito la sua sede principale in Valle d’Aosta, insieme alla compagna Chiara Raso, ex scialpinista dell’Esercito, già vincitrice anche di un Trofeo Mezzalama. Talento assoluto, capace di sfiorare il muro dei 60′ sulla mezza maratona – 1h00’33” il suo primato personale -, vincitore della Stramilano Half Marathon nel 2014, in questa stagione, con la maglia del Gp Alpi Apuane, Thomas aveva dominato le massime rassegne societarie nazionali tanto nel cross quanto nella mezza maratona. Vincitore, tra fine inverno e inizio primavera, tanto a Gubbio quanto a Fucecchio, prima di continuare bella stagione che lo avrebbe portato anche a qualche positiva escursione nel mondo della corsa in montagna. Come ad inizio dello scorso mese di agosto, quando aveva chiuso al quarto posto nella classica elvetica della Thyon – Dixence, chiuso nella morsa degli azzurri Xavier Chevrier ed Alex Baldaccini.
Thoams e Xavier, al termine di uno dei preziosi allenamenti condivisi

Thoams e Xavier, al termine di uno dei preziosi allenamenti condivisi

Proprio con Xavier, così come con altri atleti valdostani, quali il maratoneta René Cuneaz, negli ultimi mesi Thomas aveva cercato costantemente il contatto, alla ricerca di compagni di allenamento, cui nel contempo regalare “perle rare” di talento condiviso. E di amici con cui condividere una passione fatta di fatica, chilometri e sorrisi. Perché se c’è un tratto distintivo che in queste ore traspare dal ricordo di chi con lui ha condiviso qualche tratto di strada, è proprio questa impressione che ad un’eleganza e ad un talento assoluti si abbina ad un’estrema umiltà e semplicità di carattere. Lui il primo a chiedere di adattarsi agli altrui programmi di allenamento, pur di poter correre con qualcuno, possibilmente discretamente veloce, anche quando strade e sentieri della Valle d’Aosta si trasformavano nella sua quotidiana sede di allenamento…
Thoams e Renè Cuneaz, sulla pista di Aosta

Thoams e Renè Cuneaz, sulla pista di Aosta

E’ un misto di tristezza e di smarrimento quello che ingombra allora il cuore mentre si prova a salutare, per l’ultima volta, uno dei talenti più puri che negli ultimi tempi abbia incrociato le vicende del running italiano. E non è tributo alla consuetudine, riprendere in chiusura quel “ti sia lieve la terra” con cui spesso si chiudono saluti ed epitaffi rivolti a chi bella traccia abbia lasciato nella parentesi terrena. E’ piuttosto atto sincero, atto dovuto, verso il talento e la leggerezza di chi abbia saputo mostrare da vicino quanto si possa essere campioni non solo nella corsa, ma anche nella semplicità dei modi. E’ piuttosto il tentativo di inviare un abbraccio, discreto e sincero, alla fidanzata Chiara e al suo profondo dolore, mentre una volta ancora, di nuovo, la penna e la tastiera tremano nel salutare giovane vita, votata alla corsa e prematuramente strappata ai suoi affetti più belli. Ciao Thomas, lieve come te, ti sia per davvero la terra…