14 marzo 2015 – Sulla linea dei passi recentemente mossi dalla IAAF, la Federazione internazionale dell’atletica leggera, anche la Fidal ha compiuto ieri, venerdì 13 marzo, alcuni significativi passaggi per quanto concerne la “corsa in ambiente naturale”. Il Consiglio Federale ha infatti recepito l’informativa del presidente Giomi e del segretario federale Pagliara in tema di – citiamo testualmente – “definizione di “Trail”, istituzione Campionati Italiani Trail e Half Trail e organizzazione del “FIDAL Mountain and Trail running Grand Prix”. Nello specifico, Fidal ha così deciso di anticipare fedelmente il contenuto del prossimo articolo del regolamento della IAAF, che dalla prossima estate andrà ad inserire ufficialmente il trail running tra le sue discipline. Nel testo dell’informativa, possibile leggere che “conseguentemente alle delibere del Consiglio Federale del 24 ottobre 2014 (introduzione del Campionato Italiano Individuale di Ultra-Trail), del 18 dicembre 2014 (Recepimento degli indirizzi IAAF in materia di trail e costituzione comparto trail e ultratrail) e 24 gennaio 2015 (Progetto “Outdoor Running”), FIDAL procede a definire il Trail recependo le indicazioni dello IAAF Trail Working Group”.  trail1 Già per l’anno 2015 vengono dunque istituiti due nuovi Campionati, che ricalcano in qualche modo le rassegne già da alcuni anni presenti in altre Nazioni, Francia e Stati Uniti in testa. Nella seconda parte di stagione, verranno così disputati per la prima volta il “Campionato Italiano Trail” – su una distanza indicativamente compresa tra 38 e 45 km – e il “Campionato Italiano Half Trail”, su una distanza indicativamente compresa tra 20 e 25 km. Allo stesso modo verrà prossimamente lanciato il primo “FIDAL Mountain and Trail running Grand Prix” , articolato su più prove e tendente a racchiudere tutte le tappe tricolori della corsa in ambiente naturale. Nella definizione di “trail running” che Fidal recepisce nell’immediato si parla di “corsa a piedi che si svolge senza limitazione di distanza o dislivello in ambiente naturale (montagne, deserto, bosco o foresta, pianure, etc…), minimizzando i tratti condotti su strade pavimentate o asfaltate.” Precisando che il terreno possa variare (strade sterrate, forestali, sentieri single track, etc…), mentre il percorso debba favorire la scoperta del territorio e non essere indicativamente costituito da un circuito da ripetersi più volte. Anche nelle ulteriori specifiche su percorso, svolgimento della manifestazione, rifornimenti, attrezzatura, sicurezza e servizi sanitari, la linea scelta da Fidal è stata quella di seguire passo passo le linee di indirizzo provenienti dalla IAAF.