Ad Hustopece, il torinese dell’Aeronautica vince il meeting ed eguaglia il suo primato italiano assoluto. Terzo un ritrovato Chesani con 2,30.

fassinotti

Marco Fassinotti (foto Colombo/FIDAL)

Al meeting internazionale indoor di Hustopece (Repubblica Ceca) le emozioni azzurre volano in alto anche al maschile. Dopo il successo ad 1,96 di Alessia Trost (leadership mondiale stagionale al pari della russa Mariya Kuchina) nel concorso femminile, non è da meno Marco Fassinotti che, oltre alla vittoria, eguaglia con 2,34 il suo record italiano assoluto stabilito il 23 febbraio 2014 ad Ancona. Anche il torinese dell’Aeronautica, grazie a questo risultato, si conferma al top delle liste mondiali 2015. Insomma un avvio di stagione tutto in ascesa con i nomi di due altisti italiani ai vertici internazionali della specialità. Battuto l’ucraino Andrij Protsenko, bronzo mondiale indoor e atleta da 2,40, ma che stasera è rimasto dieci centimetri più in giù (2,30). Sul terzo gradino del podio un altro azzurro: l’ex recordman nazionale Silvano Chesani (Fiamme Oro) che per l’occasione è tornato ad esprimersi a quota 2,30. LA GARA – Il primo dei due azzurri a scendere in pedana è Chesani. Il trentino avverte forse un po’ di tensione e sbaglia 2,14, ma la sua seconda prova fila via liscia come i successivi 2,18 e 2,22. A questo punto entra in scena anche Fassinotti: per lui 2,22, 2,25 e 2,28 senza esitazioni. Ancora qualche difficoltà, invece, per Chesani che fa 2,25 alla seconda e poi è bravo a risolvere all’ultimo un 2,28 che pareggia il conto con quello da lui saltato la scorsa settimana a Padova. 2,30 è la linea di confine per puntare ai piani alti del meeting. I due azzurri a questa quota si equivalgono: un errore a testa, ma il gioco è fatto. KO big del calibro del ceco Jaroslav Baba e dell’iridato 2011 Jesse Williams, mentre l’ucraino Protsenko oltrepassa la quota indenne. Asticella a 2,32: Chesani deve alzare bandiera bianca, Fassinotti c’è. Misura superata al secondo tentativo: season best eguagliato. Protsenko, con una “X” già a carico, rilancia. Si va a 2,34. Anche qui l’aviere piemontese allenato da Fuzz Ahmed, si concede un’incertezza. Il secondo assalto, però, va a segno. Record italiano assoluto eguagliato, l’asticella vibra un po’, ma resta al suo posto. E’ il momento di non accontentarsi, di osare ancora: 2,36. Protsenko si gioca l’ultima chance, ma deve arrendersi. Fassinotti ci crede, ci prova e la sua ultima prova, la più convincente, lascia intravvedere fin dove possano spingersi le sue ambizioni. Erano anni che due altisti italiani non si esprimevano su certe misure nella contesto della stessa gara. Al coperto l’ultima volta era accaduto proprio ad Hustopece nel 2006 quando i gemelli Giulio e Nicola Ciotti finirono rispettivamente terzo e quarto con 2,31. A livello outdoor, invece, bisogna tornare al 2008 a Viersen (Germania) con Andrea Bettinelli e Alessandro Talotti, primo e secondo a 2,30. LE PAROLE – Fassinotti è consapevole del valore del suo risultato, ma nel commentarlo non perde il suo “british aplomb”: “Non posso non essere contento di questa vittoria e di come ho superato 2,34. Dico solo che un anno fa ad Ancona avevo toccato l’asticella, oggi l’ho sfiorata appena. Peccato per l’ultimo a 2,36, c’è mancato davvero poco!”. “Ogni gara che faccio – aggiunge l’altista piemontese che da oltre un anno vive e si allena a Birmingham – mi aiuta a capire su cosa lavorare. Devo mettere a posto un piccolo particolare della rincorsa e controllarmi ancora meglio a livello emotivo. Voglio sentirmi sempre più tranquillo quando gareggio a questo livello”. Sguardo in alto verso i prossimi obiettivi: “Ora mi attendono dieci giorni di duro lavoro, poi i meeting di Banska Bystrica (4 febbraio) e Trinec (8 febbraio), ma è agli Europei di Praga (5-8 marzo) che spero di fare veramente bene”. Un’occhiata agli avversari: “Come ho detto, ormai mi trovo sempre più in confidenza al cospetto di certi campioni. Da italiano, stasera mi ha fatto piacere essere salito sul podio con Chesani. Avere più di un azzurro su queste misure non può che far bene per la crescita della nostra specialità”. “Ritrovarsi un avversario in casa come Fassinotti – le parole di Chesani a fine gara – è uno stimolo molto importante per cercare salire ancora più in alto. Per quello che mi riguarda, sto bene anche se so di avere margine per migliorare. Oggi all’inizio si è fatta sentire un po’ la tensione. OK il 2,28 di Padova, ma questa era la prima volta che dopo l’infortunio tornavo su un palcoscenico del genere. Salto dopo salto ho cominiciato a sciogliermi e a divertirmi ed è stata la mossa giusta. Nel secondo tentativo a 2,30 ci ho messo tutto: grinta, testa e carattere. La rincorsa non è molto consolidata e a volte finisco per sbagliare ritmica. Cercherò di metterle a posto per arrivare ancora più determinato il 4 febbraio a Banska Bystrica”. Alessio Giovannini Fonte fidal.it

Ffoto Colombo/FIDAL