Nella gara di sola salita si impongono Damiano Lenzi e Nicole Peretti Condizioni meteo da tregenda, quelle che hanno caratterizzato il decennale della Becca di Nona Skyrace, con lo staff organizzativo coordinato da Stefano Mottini che, già nel briefing tecnico del sabato sera, ha ufficializzato la decisione di far disputare la competizione sul percorso ridotto di 23 km per 1.745 metri di dislivello positivo, con il Gran Premio della Montagna posto ai 2.325 metri del Lago Chamolé anziché ai 3.142 metri della Becca di Nona. Nei pressi del Lago Chamolé, dopo 12 km per 1.745 metri di dislivello positivo, è stato allestito il parterre di arrivo relativo alla prova di sola salita. 10ª Salita-discesa Partenza alle 9 in punto dalla centralissima piazza Chanoux di Aosta, con il ristretto gruppo dei favoriti per il successo finale che ha subito preso la testa della corsa. Le prime rampe di gara, poste immediatamente sotto l’abitato di Charvensod, sono state prese letteralmente di petto dal russo con passaporto italiano, Mikhail Mamleev, già campione tricolore di skyrunning per l’anno in corso, capace di mettere alla frusta il camoscio messicano Ricardo Mejia, ritornato ad Aosta per festeggiare il decennale della competizione tanto cara al suo rivale storico Bruno Brunod. Passaggio ai 2.211 metri del Col Plan de Fenêtre che ha sancito una volta di più il dominio di Mamleev, secondo assoluto alle spalle di Lenzi (impegnato però nella Sola salita), con Mejia in passivo di 2′ e il grande discesista Paolo Bert a poco meno di 6′. Posizioni di vertice rimaste invariate anche al Gran Premio della Montagna, posto ai 2.325 metri del Lago Chamolé, con Mamleev a condurre con margine su Mejia, Bert e il vincitore transalpino della Sola salita 2010, Jérôme Bosch. Per Mamleev arrivo in totale solitaria all’area sportiva di Plan Félinaz in 2h22’06 , con alle sue spalle lo splendido falco piemontese Bert (a 4’51 ), Mejia (a 5’16 ), Bosch (a 6’24 ), i catalani Pere Aurell Bove (a 8’55 ) e Gabriel Crosas Salvans (a 10’04 ), il primo dei valdostani Franco Collé (a 10’52 ) e il campione in carica del circuito della Mountain Running International Cup, Michel Rabat (a 11’27 ). In campo femminile immediatamente competitiva la transalpina Corinne Favre, già vincitrice qui nel 2005, con le favorite della vigilia, la campionessa uscente Emanuela Brizio e le compagne della Valetudo Raffaella Miravalle e Cecilia Mora, parse sin da subito in leggera difficoltà. Transito in testa allo scollinamento del Lago Chamolé per la Favre, che evidentemente ha patito meno delle sue avversarie le brutte condizioni meteo, con Miravalle attardata di 1’30 e Mora a 4’40 dalla leadership. Rettilineo conclusivo che ha dato ragione a quella gran campionessa che di nome fa Corinne Favre in 2h52’01 , con a seguire Miravalle (a 49 ), Mora (a 5’10 ), Brizio (a 7’32 ) e la prima valdostana Sonia Glarey (a 19’35 ). 7ª Sola salita Dopo lo start dato alle ore 9 in punto da piazza Chanoux di Aosta, subito brillante l’azione dell’azzurro di scialpinismo Damiano Lenzi, postosi quasi immediatamente al comando davanti al tandem composto dall’altro alpino del Centro sportivo Esercito di Courmayeur, Daniel Yeuilla, e dal fenomeno svizzero Emmanuel Vaudan, recordman del Vertical KM di Fully. Lenzi è transitato in testa a tutti i punti di controllo, compreso il penultimo check-orario posto ai 2.211 metri del Col Plan de Fenêtre, con Vaudan (in ritardo di 1’40 dal leader) a sopravanzare Yeuilla nella lotta per il podio. In cima al Lago Chamolé, ai 2.325 metri di quota, a spuntare solitario nella nebbia è stato Damiano Lenzi, che si è aggiudicato la settima edizione della Sola salita in 1h35’31 , con alle sue spalle Emmanuel Vaudan (a 2’56 ), Daniel Yeuilla (a 4’47 ), il francese Matheo Jacquemod (a 5’32 ), Erik Benedetto (a 6’57 ), Andrea Basolo (a 7’05 ) e Matteo Stacchetti (a 8’32 ). Tra le donne vittoria al fotofinish della canavesana Nicole Peretti in 2h01’01 sull’eterna piazzata di questa corsa, la valdostana Enrica Perico (a 17 ), e sulla biellese Marcella Belletti (a 7’01’). Interviste dal parterre Mikhail Mamleev: Vincere oggi, nel decennale della Becca di Nona Skyrace e nel giorno del mio compleanno, è stato veramente un sogno. Mi sono trovato bene, nonostante le condizioni meteo proibitive, anche perché venendo da San Pietroburgo ho forse sopportato meglio di altri la pioggia battente e il freddo. Speriamo nelle migliori condizioni meteo per la prossima edizione, nella quale cercherò sicuramente di difendere il titolo conquistato quest’anno . Corinne Favre: Sapevo di stare bene, soprattutto in salita. In discesa ho patito la maggiore dimestichezza di Raffaella Miravalle, che proprio quando mi ha raggiunta, però, è incappata in una distorsione alla caviglia che mi ha di fatto spianato la strada verso il secondo successo alla Becca. Mi spiace per lei, anche perché, senza quell’incidente, avremmo sicuramente rivaleggiato fin sul traguardo . Damiano Lenzi: Sono partito subito deciso, le gambe giravano bene e la presenza alle mie spalle di Mikhail Mamleev mi ha spronato ad andare il più forte possibile. Vincere questa corsa con la canotta del Centro sportivo Esercito di Courmayeur è stata un’emozione che difficilmente scorderò . Nicole Peretti: Una soddisfazione immensa affermarsi in una manifestazione prestigiosa qual è la Becca di Nona Skyrace, soprattutto considerando che la mia principale antagonista, Enrica Perico, nell’ultimo tratto di gara si è rifatta sotto. Peccato per la meteo inclemente, anche se il percorso alternativo approntato dall’organizzazione si è dimostrato assolutamente all’altezza della situazione . La francese Corinne Favre (foto di Riccardo Selvatico e Sylvie Curtaz)