L’Unità d’Italia si festeggia in vetta Mille sulle Orobie Il tricolore in cima alle montagne bergamasche dal Canto Alto all’Arera fino al pizzo Coca Gruppo di disabili raggiunge il rifugio Tagliaferri Bergamo città dei Mille. Di nuovo. Solo che questa volta la rotta non è quella del mare, quella della lontana Sicilia. A un secolo e mezzo dall’Unità d’Italia, i cacciatori delle Alpi diventano cacciatori delle Orobie e puntano verso l’alto. Centocinquanta cime, salite tutte nello stesso giorno e tutte con lo stesso spirito: celebrare l’importante ricorrenza, evocando quell’epopea risorgimentale cui la Bergamo dei Nullo, dei Piccinini, dei Cucchi diede un contributo fondamentale. La montagna che unisce Merito del locale Cai che ieri ha dato prova dell’ennesima capacità organizzativa promuovendo l’iniziativa e coinvolgendo oltre mille escursionisti, ma merito anche delle montagne bergamasche in grado di accomunare anziché dividere, di rendere omaggio senza indulgere in una retorica da due soldi. Camino, Presolana, Venerocolo, Arera, Vodala, Diavolo, Diavolino. Non servono troppe parole: bastano i nomi a suscitare emozioni, invogliare a salire, portandosi nello zaino il tricolore da tirar fuori al momento buono e cioè una volta arrivati in vetta. Pochi anche i discorsi ufficiali e quei pochi tutti sobri. Il Cai? Una garanzia «Le 150 vette sono il nostro modo di celebrare l’Unità» esordisce il vice presidente del Cai di Bergamo Massenzio Salinas prima di salire sul Canto Alto, la tappa cittadina del tour montano organizzato dal sodalizio. «Un modo bello anche perché corale e in grado di garantire un’ideale continuità con lo spirito risorgimentale», aggiunge Carlo Saffioti, consigliere regionale e presidente del Comitato regionale per le celebrazioni del 150° dell’Unità d’Italia. «Il Cai? Una garanzia di progetti e iniziative intelligenti», chiosa il collega in consiglio regionale Mario Barboni. Senza fretta Poi via, tutti assieme (compreso l’assessore all’Edilizia privata di Palafrizzoni Tommaso D’Aloia e il giornalista Roberto Serafin, direttore dello Scarpone), alla volta del Canto Alto passando per il Canto Basso. Senza fretta: non è giornata da agonisti oggi. Anzi. Si procede tutti assieme e il passo del primo è anche quello dell’ultimo. La gita al Tagliaferri Uno spirito che sabato aveva offerto una bella anticipazione al Tagliaferri, dove otto disabili erano riusciti a raggiungere il rifugio più alto delle Orobie accompagnati dal primario del Centro di riabilitazione di Mozzo Guido Molinero e agli amici del gruppo Special Bergamo sport. Nella stessa giornata una cinquantina di Seniores del Cai avevano festeggiato sull’Alben, mentre i colleghi dell’alpinismo giovanile si erano ritrovati sul Sasna. Ieri il clou della manifestazione. 170 cime toccate Grazie al coinvolgimento di tutte le sezioni e sottosezioni del Cai Bergamasco, gli organizzatori sono riusciti a coprire una bella porzione delle Orobie toccando circa 170 cime, buona parte delle quali (78) sopra i 2.500 metri, senza tralasciare naturalmente i tre giganti della catena: Coca, Redorta e Scais. Tutto finito? Non proprio. L’epilogo della manifestazione ? che sabato sera è stata arricchita anche dal concerto del coro Canticum Novum diretto da Erina Gambarini ? è previsto a ottobre con un convegno coordinato da Stefano Morosini e dedicato al legame tra Alpi e unificazione nazionale. Un legame storicamente intenso. Da ieri ancora di più. I partecipanti «Montagna sinonimo di unione» Anch’io ho voluto partecipare alle celebrazioni organizzate dal Cai per il 150°. Con l’amico l’amico Emilio Moreschi (presidente della Sesaab, ndr) sabato sono così salito al Pegherolo da San Simone. Sulla carta una passeggiata come tante altre che però in questa circostanza si è arricchita di un significato forte: la voglia di festeggiare la nostra nazione e di ribadire il valore dell’unità partendo dall’alto, dalle sue belle montagne. Mario Merelli ALPINISTA Tra le tante escursioni di questa due giorni vorrei sottolineare quella di sabato che ha visto otto amici disabili raggiungere il rifugio Tagliaferri grazie a dottor Guido Molinero del Centro di riabilitazione di Mozzo e al gruppo Special Bergamo sport. Un’occasione straordinaria per vivere una giornata di solidarietà e fratellanza, dimostrando una volta ancora come la montanga sia sinonimo di unione, anziché divisione. Massenzio Salinas VICEPRESIDENTE DEL CAI Per le 150 vette dell’Unità ho scelto una calvalcata a fil di cielo sulle ?dolomiti’ della Val di Scalve: dalla Corna delle Pale alla Cima di Baione. In tutto 18 cime tutte sopra i duemila metri, due delle quali particolarmente significative il Camino e il Cimone della Bagozza sia sul piano alpinistico che paesaggistico, con dei panorami che offrono grandi vedute. Un bel modo per celebrare i valori dell’Unità d’Italia concatenando Tricolore sulle vette e la passione per la montagna che unisce tutti. Paolo Valoti EX PRESIDENTE DEL CAI