Passato: remoto, recente e prossimo della Rassegna Continentale EUROPA E MONTAGNA CHE CORRE, un connubio che ben si sposa, non fosse altro per la presenza nel vecchio continente delle catene montuose per antonomasia. Telegraficamente proviamo a ripercorrere le tappe che dal 2002 ad oggi, cioè dall’entrata in toto della EA nella gestione della rassegna, hanno scritto storie di sport , belle o sporadiche, anonime o leggendarie, ma pur sempre storie di corsa in montagna?. 2002 ? Madeira: ”lo scherzetto” Il tiro mancino quel giorno lo giocò Alexis Gex Fabry, svizzero vallese che a Camara de Lobos, sull’isola di Madeira in Portogallo, inaugurò a sorpresa un albo d’oro che per la verità andava compilandosi fin dal 1994, allorquando a Nevegal, nel Bellunese, si corse la prima edizione del cosi detto EUROPEAN TROPHY che negli anni a seguire passò poi da Valleraugue (Fancia), Llanberis (Galles), Ebensee (Austria), Sestriere (Italia), Bad Kleinkirchheim (Austria), Miedzyggorze (Polonia) e Cerklje (Slovenia) prima che la manifestazione passasse ufficialmente ed intermente sotto l’egida della massima ed ufficiale istituzione di Atletica Leggera Europea. Fino a Madeira la questione per l’oro era stata sopratttutto una questione tra Helmut Schmuck ed il nostro Antonio Molinari, anche se dimenticate non vanno le affermazioni di Andrea Agostini e Nives Curti nel battesimo del 1994 o il podio tutto azzurro/rosa del Sestriere 98, con Rosita Rota Gelpi sul gradino più alto accompagnata da Gaviglio e Baronchelli. Ma la nostra storia inizia come dicevamo dal Portogallo: quel giorno tutti aspettavano Marco De Gasperi, ma nemmeno con una discesa finale delle sue il campionissimo riuscì a ricucire lo strappo creato da Gex Fabry nella salita iniziale, e cosi a far festa furono i rosso crociati. Al femminile poca suspance: troppo forte la russa Svetlana Demidenko, cui qualche grattacapo provò solo in parte a dare la piccola belga Catherine Lallemand, capace di soffiare l’argento ad una Anna Pichrtova già grande. Sesta e migliore delle azzurre fu la camuna Valentina Belotti, che nel passato prossimo di questa rassegna salirà ripetutamente sul podio. 2003 ? Monte Bondone: ”Caccia Grossa per Gaiardo” Sul Monte Bondone di Trento, l’anno dopo, la rivincita azzurra: fu il gran giorno di Marco Gaiardo, indubbiamente uno dei più grandi scalatori che l’Italia abbia mai potuto vantare. Una partenza devastante permise al finanziere di Agordo di fare selezione e falcidiare la resistenza di un manipolo di avversari che alla fine si ridussero unicamente al coriaceo ed inossidabile austriaco Helmut Schmuck, che colse in quell’occasione la sua ultima medaglia internazionale, davanti al ceko Robert Krupicka. L’Europeo del 2003 rimarrà per sempre anche quello delle lacrime sul traguardo della Belga Catherine Lallemand, che lassù scrisse una delle pagine più belle di una nobile quanto tormentata carriera. Alla minuta belga quel giorno si accompagnarono sul podio la britannica Angela Mudge e l’atleta di casa, la fiemmese Antonella Confortola. 2004-Korbielov: ”il sigillo” Si possono anche vincere 6 mondiali e dominare le classiche di mezzo mondo ma lo stesso avere un feeling diciamo ”complicato” con la rassegna continentale. Accade ripetutamente anno dopo anno al talento più puro e vincente che la nostra corsa in montagna abbia mai espresso. A Marco de Gasperi però quel giorno nemmeno un tracciato tecnicamente insipido come quello di Korbielov, in Polonia, seppe negare la gioia più bella. Gli almanacchi ricordano di una pista da sci, prima da correre in su, poi in giù, senza tanti fronzoli? Un Percorso che, al traguardo, fatto più unico che raro, criticarono pure i due vincitori, Anna Pichrtova ed appunto il nostro eterno Peter Pan. Che quel giorno si mise dietro un grande Florian Heinzle, il giovane austriaco di cui si sarebbe riparlato presto. Il sempre presente Gaiardo salì anch’egli su quel podio, che fù poi la copia esatta di quello – iridato ? di qualche mese prima ad Anchorage, ai mondiali in Alaska. Al Femminile podio straripante di nobiltà, sportivamente parlando: Pichrtova d’oro, Mayr d’argento, Rota Gelpi di bronzo. 2005-Heiligenbut : ”Valzer Austriaco” Il Grosslockner, il suo ghiacciaio, la più alta fra le montagne austriache. E una grande classica della corsa in montagna internazionale ad ospitare i Campionatii Europei del 2005. Edizione trionfale per gli austriaci quella di Heiligenbut: doppia vittoria a livello individuale, con Andrea Mayr e Florian Heinzle a vincere la gara dei loro sogni: in casa, davanti a pubblico davvero numeroso, con grande risalto sui media nazionali e in tutto l’ambiente dell’atletica austriaca. Percorsi durissimi, un poco all’antica, che appieno valorizzarono le doti dei vincitori, ma anche di coloro che pur salirono sul podio: il tedesco Helmut Schiessl e il sempre presente Marco De Gasperi, l’altrettanto abbonata al podio Anna Pichrtova e la sopresa elvetica Angelina Joly. Nei pressi di quel podio anche una bravissima Vittoria Salvini, quinta, con l’Italia a fare al solito sua la Coppa per Nazioni maschile (settimo Gaiardo, decimo Abate) e a cogliere l’argento in quella femminile (nona la Confortola, ventesima la Gaviglio). 2006-Upice: ”la perla” Nel 2006 in Repubblica Ceca tornò in scena la salita e la discesa: e l’azzurro Marco Gaiardo dimostrò la sua forza anche su tracciati non ”only up”, difendendosi strenuamente, nel finale, dal ritorno del turco Selcuk e del francese Rancon, con lui sul podio ad una manciata di secondi: quelli sufficienti, comunque, per poter alzare le braccia al cielo per la seconda volta in una rassegna europea! A podio andò anche Vittoria Salvini, terza in un’annata per lei davvero di alto profilo: solamente la solita Anna Pichrtova e l’allora appena diciottenne slovena Mateja Kosovelj seppero fare meglio. Per gli azzurri, doppio successo per Nazioni. 2007-Cauterets: ”comincia il regno del Sultano” Sui Pirenei francesi fù tempo di importanti novità per la massima rassegna continentale: a Cauterets, a due passi da Lourdes, per la prima volta furono in gara anche gli juniores, con la slovena Krkoc ed un terzetto turco – Akoyun, Akalin, Uruclu – a prendersi tutta la neonata ribalta giovanile. I giovani azzurri si difesero: la figlia d’arte Clara Faustini fu settima, emulata al maschile da Alex Baldaccini, che insieme ad Emanuele Rampa e Andrea Tabacchi colse pure il bronzo a squadre. Terze furono anche le nostre seniores, con la Salvini settima e poco avanti alla Roberti e alla Desco, in una prova segnata dalla comparsa nei piani alti della Norvegia, che con Anita Eversten festeggiò la sua prima grande vittoria nella specialità. E forte si rischiò la doppietta scandinava, se solo la solita Pichrtova non si fosse inframezzata, nel finale, tra la Eversten e la maratoneta Kristine Otterbu. Molto azzurro fu invece il podio maschile, con De Gasperi a scavalcare Gaiardo nel finale, senza però riuscire ad avere la meglio, in volata, sul nuovo, piccolo, grande protagonista della specialità, il turco Ahmet Arslan. Ben presto divenuto sorta di bestia nera per gli azzurri, se è vero come è vero che dal 2007 in poi puntualmente di azzurro si tinge il podio continentale, con la non trascurabile particolarità che il gradino più alto continua invece a rimanere ”affaire” del Sultano. 2008-Zell Am Harmersbach: ”l’urlo di Elisa” I Margini della foresta nera tedesca furono sì teatro della clamorosa replica di Arslan, ma certo l’Italia preferisce legare ricordi ed emozioni della trasferta crucca all’impresa di Elisa Desco ed a quel suo fantastico successo, voluto e cercato, come forse solo può fare chi abbia percorso tutte le tappe della gavetta agonistica. La francese Devillers e l’inglese Tunstall – argento under 23 nel cross di Bruxelles qualche mese dopo ? furono le ultime ad arrendersi alla progressione della cuneese, che in un coraggiosissimo Bernard De Matteis trovò il nuovo eroe, capace in attimo appena di passare da grande promessa a pilastro della squadra azzurra, rito consumatosi tutto sui sentieri di Zell, quel 12 luglio 2008, con la grande fuga iniziale, la crisi in avvio di ultimo giro e la volontà ferrea di non mollare e riporvarci fino alla fine, chiudendo con un argento che cambio molto della storia recente del nostro movimento e diede nuova coscienza alla generazione ”X” dei nostri atleti che corrono in montagna. Fù anche il giorno in cui, Marco De Gasperi colse l’ennesima medaglia, un bronzo forse inferiore ad attese e speranze, ma che unito ai piazzamenti di Gaiardo ed Abate mise una volta in più gli azzurri avanti a tutti, con la Spagna a fare suo l’argento e il primo podio internazionale nella specialità. Al femminile, arrivò invece un bronzo, frutto anche delle belle prove di Roberti e Scolari. Per gli azzurrini, l’argento maschile – sesto Chevrier, nono Re, poi Leoni e Cagnati. 2009-Telfes: ”sempre e solo Arslan” Cauterets per sorprendere, Zell per confermare, Telfes per spaventare. Nemmeno un De Gasperi in formato ”Missione Speciale”, un Martin De Matteis sfavillante novità ed un Epiney maiuscolo nulla poterono contro la III^ sinfonia del piccolo Turco, bravo a lasciar sfogare tutti nella prima parte del tracciato super collaudato della classicissima di Telfes per poi andarsene via e chiudere in perfetta solitudine. Italia d’oro a squadre, grazie all’argento di un De Gasperi eroico, al 6° posto di Martin De Matteis ed al 9° di Riky Sterni, il muletto triestino che sull’Only Up potrebbe rappresentare presto qualcosa più di una semplice promessa, come testimonia anche l’argento Juniores colto solo qualche mese prima ai mondiali di Crans Montana. Al femminile l’urlo di gioia rimane strozzato in gola a tutti i tifosi azzurri quando in un concitato finale la svizzera Strahl ha la meglio su Valentina Belotti. Il bronzo finisce al collo della padrona di casa Andrea Mayr, autrice in quel 2009 di una delle sue più grandi imprese in montagna: capace di un podio continentale al rientro da un lunghissimo infortunio. La classe sconfinata ed una volontà di ferro la trascinarono dove proibito sarebbe stato per qualsiasi essere comune. Dolci i ricordi azzurri di Telfes 2009 in chiave Juniores: Xavier Chevrier si arrese solo per 15” al turco Alici, gettando però le basi di quel che sarebbe accaduto di li a 3 mesi all’Alpe Motta di Campodolcino, dove il giovane Valdostano si sarebbe addirittura laureato campione del Mondo. 2010-Sapareva Banya: ”Arslan per il Poker, il resto è solo Italia” In terra bulgara l’ultimo capitolo di questa cavalcata tra le pieghe di una storia ancora giovane ma gia ricca di imprese e miti: le colline intorno alla località termale famosa per i geyser scrissero del quarto sigillo di Ahmet Arslan, intorno al piccolo turco però solo azzurro Italia: Martin De Matteis splendido argento, Marco De Gasperi di Bronzo (ennesima medaglia), bravo a regolare un indomito Rancon nel finale, poi ancora Italia: 5° Gabriele Abate, 6° Bernard De Matteis. Ad imitare i colleghi uomini anche le azzurre, trascinate all’oro a squadre da Valentina Belotti, ancora 2^, questa volta battuta dalla francese Demergues. Bronzo per la russa Nagovitsyna, e quarta piazza per Antonella Confortola, che col 6° di Scolari e l’11° di Roberti completano l’impresa Italiana. Argento a squadre anche per gli Junior Maschi, che trova nella coppia Ruatti/De Biasi, rispettivamente 4° e 5°, la creta su cui plasmare le prossime speranze. La storia per il momento qui si conclude, proprio mentre negli aereoporti di tutta europa le rappresentative nazionali si stanno imbarcando per l’appuntamento di domenica prossima nella turca Bursa. I sospiri del Marmara Sea e le pendici del monte Uludag sono pronti a far da cornice alla sfida più intrigante: scalzare il dominatore Arslan, che sportivamente potrebbe iniziare qui una vera e propria tirannia, semmai sapesse ripetersi per la 5^ volta in fila. Compito degli avversari, azzurri doverosamente in testa, provare a scombinare il mazzo, mettere il piede nella torta, rovinare il festino già organizzato?anche se facile obiettivamente non è. Per consolarci potremmo accettare volentieri una notizia forte dallla gara femminile, e perché no dalle categorie Juniores, sebbene il pragmatismo imponga piedi a terra e spalle dritte ?. d’altronde del doman non v’è certezza. Martin De Matteis argento ad Euro 2010 la discesa d oro di Marco De Gasperi ad Euro 2004 Marco Gaiardo oro ad Euro 2003 sul Bondone di Trento Andrea Mayr, sigillo dorato sul Grosslockner ad euro 2005 Xavi Chevrier, argento junior a Telfes 2009 Elisa Desco, campionessa Europea a Zell 2008 il Pokerissimo di Ahmet Arslan, Sapareva Banya 2010