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Viceconte: lascio volentieri il testimone alla Straneo

18/04/12

Classe e signorilità non sono acqua. Qualità che le erano proprie ai tempi in cui volava in gara, ma che pure non vengono meno nel giorno in cui Valeria Straneo le strappa un record che deteneva sin dal maggio del 2000. A darne prova, è un’intervista che Maura Viceconte rilascia all’amico Enrico Zambruno per La Stampa. “A Rotterdam è arrivato un altro segnale importante: il movimento femminile è in netta ripresa. Lascio volentieri il mio testimone alla Straneo: se l’è meritato. Più che di record, nel suo come nel mio caso, io preferisco parlare di miglior prestazione, perché le maratone sono diverse una dall’altra. Valeria ha fatto benissimo a scegliere Rotterdam perché ha un tracciato molto piatto e veloce.” Due storie diverse, quelle di Maura e Valeria. “La mia fu crescita più graduale, sebbene i massimi risultati siano rimasti concentrati in pochissimi anni, anche a causa di parecchi infortuni. La Straneo è uscita alla ribalta solo nell’ultimo periodo, con prestazioni che hanno subito fatto pensare ad un risultato cronometrico del genere: mi riferisco soprattutto al 1h07’47” della Roma-Ostia. Poi a Rotterdam è stata brava, trovando la sua giornata ideale, sia fisicamente che mentalmente. Ora – aggiunge l’ex maratoneta valsusina – spero davvero che a Londra possa giocarsi le sue carte nel migliore dei modi, anche se ai Giochi la concorrenza sarà enorme e la differenza la farà la tattica. In ogni caso, se dovesse ripetere un tempo del genere penso che un posto tra le prime dieci non glielo possa togliere nessuno.”

Maura Viceconte, qui verso il traguardo di Budapest 1998

Bronzo europeo in maratona a Budapest nel 1998, nel suo anno di grazia – il 2000 – la Viceconte oltre al 2h23’47” di Vienna pure seppe correre, a Heusden (Olanda), i 10000 metri in 31’05″57″, ancora attuale primato nazionale. E, nel bel mezzo della preparazione per la maratona olimpica di Sydney, anche un 5000 per la Coppa Europa, senza scarpette chiodate, in 15’18″80…A quell’Olimpiade, Maura arrivò con una lesione muscolare su cui all’indomani mai avrebbe troppo calcato la mano, ma che indubbiamente ne condizionò la resa, impedendole di fare meglio di un dodicesimo posto che seppur onorevolissimo non rese sino in fondo merito alla sua straordinaria stagione.

Classe e signorilità, si diceva di Maura. Quelle che pure neppure le fanno venire in mente di citare il fatto che durante quella maratona di Vienna rimasta per dodici anni ai vertici della maratona italiana al femminile, Maura incappò anche in spiacevole disguido: un arco d’arrivo di uno sponsor collocato ad un centinaio di metri dal vero traguardo, la indusse a fermarsi, perdendo una decina di secondi almeno prima che le facessero capire che le toccava ancora correre qualche passo…

Il vento malandrino della Straneo, l’errore della Viceconte: pieghe di prestazioni da record, insomma

Con il sorriso di sempre, dopo aver superato con coraggio anche le difficili prove che la vita le ha riservato al termine della sua stagione agonistica, Maura oggi si gode la gioia del suo piccolo Gabriele. E’ il regalo più bello, dopo aver percorso infinità di chilometri attraverso le strade di mezzo mondo. Con classe e signorilità, ed una grande umiltà.

In un’intervista concessa invece ad Andrea Buongiovanni e pubblicata oggi dalla Gazzetta dello Sport, il responsabile federale della maratona Lucio Gigliotti si sbilancia: Valeria andrà ai Giochi, lei e la Incerti sono sicure. Dopo la maratona di Londra di questo fine settimana, in base al risultato di Nadia Ejjafini, Gigliotti precisa che sin da subito saranno sciolte le riserve anche sul terzo nome, chiarendo chi tra quest’ultima e Rosalba Console sarà al via della maratona olimpica. Una scelta, quella di fare chiarezza,  – è in buona sostanza la conclusione del tecnico due volte olimpionico con Bordin e Baldini – imposta anche dalla necessità di ritrovare la possibilità di lavorare in armonia in un ambito ultimamente attraversato da più di qualche polemica, aperta o sopita che fosse. Esigenza, quest’ultima, tra gli altri ben sottolineata, nei giorni scorsi anche dalle due storiche firme atletiche del Corriere della Sera, Fabio Monti e Giorgio Rondelli. Bene così insomma.

Paolo Germanetto

 

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