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Valle Varaita Trail: questione di cinque centesimi…

01/05/14

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Cinque centesimi valgono tanto o poco? Se stessi parlando di soldi, mi avvarrei sicuramente di una delle risposte più utilizzate dagli economisti, ovvero del loro consueto dipende. Quando apro il mio portafoglio e nella sua piccola tasca ci trovo solo delle monetine di rame, infatti, solitamente penso che valgano poco o nulla. Quando d’estate giro per i paesini del Monferrato in bici e sono assetato, invece, il valore che associo alle stesse monetine ritrovate provvidenzialmente in un angolo della tasca della maglietta sale enormemente perché mi permettono di riempire la borraccia dai moderni distributori d’acqua, quelli che ormai sembrano aver preso il posto delle fontane.

Se i cinque centesimi non si riferissero ai soldi ma al trascorrere del tempo in ambito sportivo, il discorso in parte sarebbe uguale ma forse si presterebbe a considerazioni più interessanti. E’ pur vero che anche in questo contesto il metro di giudizio potrebbe variare a seconda della disciplina considerata però esistono dei casi specifici in cui si può arrivare a una risposta pressoché univoca per chiunque. Uno di questi l’ho vissuto quasi in prima persona domenica scorsa seguendo un passaggio degli atleti impegnati nel Valle Varaita Trail.

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A fare da sfondo, una splendida chiesetta arroccata sopra il bosco di cui è difficile ricordare il nome perché da queste parti l’italiano è una lingua usata con parsimonia e molte frasi, compresi i nomi dei luoghi, per noi gente di pianura, lontana dall’Occitania, spesso e volentieri sono incomprensibili. A farci da piacevole guide, Anna, Margherita, Franca e i quattro giovani cugini. In realtà, ancora prima,  avremmo voluto seguire la gara sulla sua prima salita ma il passaggio degli atleti aveva spaventato i cavalli di Anna facendoli scappare dal recinto. Ne sono seguiti momenti concitati e alla fine non siamo riusciti ad arrivare in tempo. A farne le spese, più di tutti, è stato Francesco che non ha potuto ammirare i suoi ragazzi dal vivo.

In quella lunga attesa accompagnata dalla fredda pioggia battente, io e mia moglie abbiamo sorriso ai racconti spensierati dei ragazzi che hanno da subito animato quel piccolo spazio, meta di due unici volontari infreddoliti della croce rossa.

Poi, senza alcun preavviso sono arrivati Bernard e Martin. Pochi preziosi secondi per cercare di decifrare i loro sguardi, per interpretare i loro stati d’animo, per ammirare il loro muoversi. Per loro, non è ancora ora per le galoppate solitarie, è ancora troppo presto. E’ ancora il momento di proteggersi a vicenda, di affrontare insieme le debolezze e mitigare gli entusiasmi. Pochi preziosi secondi per cercare di capire chi sono realmente questi due ragazzi, tanto attaccati alla terra su cui li ho osservati correre quanto alle persone presenti che, fiere, ho udito ripetere entusiaste i loro nomi.

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Da quella chiesetta misteriosa e da quei pochi preziosi secondi, ho capito anche che cinque centesimi alle volte possono valere ne tanto ne poco perché sono semplicemente insignificanti. Chi ha pensato ingenuamente quel numero, anche se con buon proposito ma con l’ardua pretesa di scrivere la conclusione di una prestazione sportiva, non ha avuto la curiosità di leggere i loro sguardi e la pazienza di ascoltare i loro animi. A dirla tutta, penso che non abbia neanche compreso che il miglior modo per rispettare le regole, in talune situazioni, è esattamente l’opposto, ovvero infrangerle.

Ecco perché per noi della chiesetta sotto la pioggia, capaci ancora di emozionarci, le mani e gli spiriti di Berni e Marti,  all’arrivo del Valle Varaita Trail, erano uniti e non separati da cinque insignificanti centesimi.

Fabio Menino

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