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Turin Marathon: oltre ai podi italiani splendido quarto posto per l’azzurra di montagna Catherine Bertone

16/11/14

Anna Incerti e Deborah Toniolo tingono di azzurro il podio femminile della XXVIII Turin Marathon Gran Premio La Stampa, parte del circuito delle “Maratone delle Città d’arte” e svoltasi oggi domenica 16 novembre nel centro di Torino. La maratona sabauda vede la vittoria di due debuttanti, i keniani Samuel Rutto, primo in 2h10:00, ed Esther Ndiema, vincitrice della prova femminile in 2h28:41 davanti alle due azzurre arrivate rispettivamente in 2h28:58 e 2h31:35. Molto compatto il gruppetto italiano all’arrivo, con Catherine Bertone quarta, Emma Quaglia sesta e Laila Soufyane settima all’esordio in 2h34:13. Al maschile festeggia il nuovo primato personale Andrea Lalli, quinto in 2h12:48 nella gara che vede un podio tutto keniano e la vittoria in volata di Samuel Rutto (2h10:00) su Ernest Ngeno. 

DONNE - Incerti, campionessa europea di maratona a Barcellona 2010, lotta a lungo per la vittoria con l’esordiente Ndiema. Dopo un avvio a ritmi cauti le due, insieme a un’altra delle favorite, la keniana Helena Kiprop (che vanta 2h23:37 di primato personale), passano alla mezza maratona in 1h14:24. Il gruppetto italiano formato da Emma Quaglia, Deborah Toniolo, Catherine Bertone, Giovanna Volpato e Laila Soufyane è circa due minuti più indietro. La siciliana delle Fiamme Azzurre dà una leggera accelerazione intorno al 27° chilometro, uno strappo che stacca Kiprop e dà inizio alla guerra di nervi fra la 26enne con un discreto passato nella pista che, pur non avendo mai corso la 42,195 chilometri vanta 1h09:49 nella mezza distanza, e l’azzurra che sostenuta dal tifo del pubblico prova a metterla in difficoltà. Il passaggio al 30° mille è di 1h45:41, ma l’azione decisiva avviene a un chilometro e mezzo dalla fine quando Ndiema riesce ad allungare sino alla vittoria finale in Piazza Castello in 2h28:41.

Samuel Rutto ed Ernest Ngeno (Foto Colombo)
Samuel Rutto ed Ernest Ngeno (Foto Colombo)

Anna Incerti è seconda staccata di 17 secondi (2h28:58) e abbraccia dopo l’arrivo l’amica e azzurra Deborah Toniolo (Forestale), che con un finale in rimonta e una seconda parte più veloce della prima (era passata in 1h48:25 al 30° km) conquista il terzo gradino del podio in 2h31:35. Ma la festa azzurra non finisce qui: quarta in 2h32:46 è la 42enne dell’Atletica Sandro Calvesi Catherine Bertone, che abbassa di un paio di minuti il primato personale. Poi Emma Quaglia (CUS Genova), che giunge all’arrivo in Piazza San Carlo in 2h33:52 e solo per due secondi non riesce ad agguantare Helena Kiprop, quinta in 2h33:50. Festeggia il settimo posto Laila Soufyane (Esercito) che conclude il suo debutto in maratona in un buon 2h34:13 dopo passaggia da 1h16:24 alla mezza e 1h48:41 ai 30km e nonostante un intervento chirurgico ai denti subito solo una decina di giorni fa.

“Ci volevo essere - il commento di Anna Incerti - per correre una grande maratona italiana, anche se solo tre mesi dopo Zurigo. Non sapevo cosa aspettarmi dalla Ndiema perché era un’esordiente, ma spesso le atlete più pericolose sono proprio quelle al debutto. Sono partita decisa e volevo davvero vincere, per regalare una vittoria a mia figlia Martina. Ho sofferto solo negli ultimi 4km… Cercavo segni di fatica sul viso della kaniana, ma era impassibile”. Conclude la campionessa continentale:Correre in Italia è un’altra cosa, l’ultimo chilometro l’ho corso solo per il bellissimo tifo del pubblico ai bordi del percorso. Torino è stata proprio una bella maratona”.

Deborah Toniolo: “Sono partita prudente e arrivata in rimonta, tant’è che ho ripreso la keniana Kiprop al 39° km…. è stato un momento di grande soddisfazione! Sono contenta di aver scelto Torino perché un pubblico numeroso e caloroso che mi ha sostenuta in ogni momento. È la mia terza maratona quest’anno dopo il rientro dalla maternità: prima di venire qui avevo qualche dubbio, ma ora sono davvero felice della scelta fatta insieme alla federazione e al mio gruppo sportivo”. Catherine Bertone: “Volevo festeggiare i miei 20 anni di maratona correndo qui a Torino, che è la città natale di mio padre.

Andrea Lalli (Foto Colombo)
Andrea Lalli (Foto Colombo)

È stata un’emozione grandissima e in più arrivato il quarto posto con il primato personale migliorato di oltre un minuto, non potevo chiedere di meglio!”.

UOMINI - Al maschile è tripletta Kenya e la vittoria si decide in volata. Se la contendono fino all’ultimo metro Samuel Rutto, ventenne con 1h03:24 sui 21,097km, ed Ernest Ngeno, 19enne con 2h16:12 del 2013 nella distanza olimpica. I due sono nel gruppetto di testa sin dalle battute iniziali, mentre almeno nelle battute iniziali si mantiene un po’ coperto Andrea Lalli. Il finanziere è staccato di circa un minuto a metà gara (1h05:52 alla mezza) quando decide di provare la rimonta con un azione più che decisa, con frazioni anche al di sotto dei 3’/km. Intorno al 30° chilometro il campione europeo di cross si porta a ridosso dei leader della corsa (1h33:45 per l’azzurro, 1h33:41 per i primi), ma nei chilometri seguenti accusa lo strappo e perde qualche decina di secondi, assestandosi in posizione. Il finale è un testa a testa tra Rutto e Ngeno, con quest’ultimo che sembra avere la meglio ma a poche decine di metri dal traguardo si lascia superare dall’avversario: 2h10:00 e 2h10:01 i crono dei due africani. Segue staccato di 1:16 Tutus Masai (2:11:16), poi Samson Kagia (2h11:46) e infine Lalli che con 2h12:48 conclude la seconda maratona in carriera abbassando di 1:38 il crono ottenuto un anno fa a Venezia. È ottavo in 2h22:49 Renè Cuneaz (CUS Pro Patria Milano).

Andrea Lalli: “Devo imparare a gestire meglio la gara, fino al 21° chilometro ero in controllo insieme a Matvychuck. Poi mi sono trovato da solo, e ho fatto un’azione troppo decisa… avrei dovuto aspettare”. Continua Lalli: “Stavo recuperando nei confronti del gruppetto di testa, sono arrivato anche a due secondi dai primi ma quando si sono accorti che stavo rientrando hanno accelerato, li ho visti allontanarsi e mi sono un po’ demoralizzato. La seconda parte della corsa é stata un po’ più dura. Sono comunque contento, volevo correre intorno alle 2h12 è così è stato”.

Fonte Fidal

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