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Turin Marathon: dominio keniano, sorrisi azzurri in rosa

18/11/12

18 novembre 2012 – Da Boston a Torino, per confermarsi regina: il gran volo di Sharon Cherop, il suo 2h23’57” a guadagnarsi la copertina per la Turin Marathon numero 26. Che fosse gara da leggere soprattutto in chiave femminile in fondo lo si sapeva sin dalla vigilia. Così anche questa mattina, con l’azzurra Valeria Straneo, altra grande vedette della prova piemontese, a seguire il ritmo della vincitrice sino a poco oltre metà gara.

l'arrvo vincente di Sharon Cherop

Finale poi più difficile per l’alessandrina, terza in 2h27’04” al termine di prova in cui con grande affetto su tutto il tracciato il pubblico torinese ha salutato la conclusione di una stagione per lei davvero straordinaria. Tra Cherop e Valeria, ecco l’olandese di origine keniana Hilda Kibet, a sua volta capace di un pregevole 2h25’46”. Mai così forte le donne a Torino, con altre tre ragazze sotto il muro delle 2h30′: tra l’etiope Gebissa (2h27’32”) e la keniana Kipkeror (2h29’33”) risplende così il sorriso dell’azzurra Emma Quaglia, che con 2h28’15” demolisce letteralmente il suo precedente primato personale. Il medico ligure del Cus Genova ora sogna altra maglia azzurra per i Mondiali 2013, ma di azzurro intanto sorridono forte i suoi occhi. Così come le rinnovate speranze della maratona italiana femminile.


Cronometricamente di tasso inferiore la prova maschile, non meno avvincente però sotto il profilo agonistico. Tra crolli e rinascite, tra progressioni e arrivi alla Dorando Pietri (è il caso del keniano Kimtai, nono al traguardo), a spuntarla è il ventiduenne Patrik Terer, già ottimo siepista (8’13” di personale) e all’esordio in maratona. Lui come Cherop allenato dal tecnico torinese Gabriele Nicola, Terer profitta del crollo del compagno di allenamenti Jackson Kirwa, poi terzo in 2h13’29” e nel finale scavalcato anche dall’esperto Daniel Rono (2h11’40”). Podio tutto keniano dunque, con Stefano Scaini (Running club Futura) nel ruolo di primo italiano al traguardo: il suo 2h16’26” alla fine gli vale il settimo posto.

Patrik Terer

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