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Vanoni: ci siamo!

21/10/11

Ordini di partenza 2011

Il forfait, obbligato e in extremis, dell’Esercito rimescola le carte nell’immediata vigilia. Al femminile sogna il colpaccio la padrona di casa Alice Gaggi. Scopri con noi le liste di partenza

La motivazione per essere al via era forte: onorare al meglio, con indosso le loro maglie del Centro Sportivo Esercito, la memoria del Capitano Massimo Ranzani, alpino del Battaglion Morbegno, caduto in Afghanistan. Il Csi Morbegno aveva giustamente sino in fondo cullato il sogno, ma un lutto familiare – la scomparsa della nonna paterna – costringe però i gemelli Dematteis ad alzare bandiera bianca. E così, alla fine, Martin e Bernard, e con loro Riccardo Sterni, non saranno in gara, domenica, al Trofeo Vanoni.
La recita dei gemelli d’oro sul tracciato morbegnese: uno spettacolo che già pregustava il competente pubblico del Vanoni. Pubblico unico, che, come sempre, troverà però modo e motivi per esaltarsi ugualmente e non di meno. E per esaltare, a sua volta, l’impegno degli atleti in gara nella grande classica autunnale della corsa in montagna italiana.
Centotrentadue staffette maschili, cinquantanove donne: i numeri, ancora una volta parlano chiaro: il fascino del Vanoni ancora e sempre colpisce.

Giochi che si riaprono al maschile, lotta aperta anche al femminile, laddove la padrona di casa, Alice Gaggi, crisalide divenuta farfalla per l’Italia che corre in montagna, sogna di apporre finalmente il suo sigillo sulla gara che conosce e frequenta sin da bambina, quando si cimentava nel Mini-Vanoni. Dopo tante medaglie di legno, la portacolori del Gs Valgerola può indubbiamente salire sul podio, ma per la vittoria, sulla sua strada, troverà soprattutto Mateja Kosovelj, la ventitreenne slovena che giovanissima ha cominciato a mietere successi in campo internazionale. Per Mateja un quinto e un sesto posto nelle due ultime rassegne iridate, per Alice un nono posto che ha segnato la sua svolta atletica nel settembre scorso ai Mondiali di Tirana. Sfida incerta, allora, ma non a loro sole riservata. Vai a dire altrimenti, ad esempio, ad una come Maria Grazia Roberti, con la maglia della Forestale in Valtellina da sempre protagonista e vincitrice per ben quattro volte (1996-1999-2006-2009). Prova tu a dirlo, magari anche, alla britannica Pippa Maddams, qui seconda alle spalle della polacca Soida nel 2010 e quest’anno iridata nelle Lunghe Distanze. Fari in rosa puntati anche su altra polacca, Danuta Woszczek, e sulla ceca Eva Skalnikova, discreta specialista dello sci di fondo, tredicesima in staffetta alle Olimpiadi Invernali di Vancouver 2010. In campo italiano, attese incentrate su Maura Trotti (Csi Morbegno) e su di un’Ilaria Bianchi (Valle Camonica) uscita alla grande dall’ultima prova tricolore di Zelbio. Ma, non di meno, su due giovani bresciane su cui forte poggia il futuro della specialità, la juniores azzurra Silvia Zubani, dodicesima a Tirana, e Sara Bottarelli, tornata alla grande in un 2011 per lei sin qui già decisamente positivo.

Donne in cima e cavalleria così dunque rispettata. Loro a correre in tarda mattinata, staffette maschili a vivacizzare invece il primo pomeriggio. Tutto come da tradione, mentre carte rimescolate, si diceva dunque in apertura. In cima agli ordini di partenza, ecco la Francia, sebbene questa volta la stella Julien Rancon – il secondo di sempre sul tracciato del Vanoni – non sia affiancato da Zago e Meyssat, con lui vincitori nel 2010. Sulla carta, il cambio con Stefan Ricart e Pascal Betrand non si presenta alla pari, ma su di un tracciato tecnico come quello del Vanoni, mai dire mai. Tre team bergamaschi, da sempre in cima alle graduatorie nazionali e tra loro pure animati da sana e viva competizione, a tenere alte le speranze italiane. Stando a quanto visto a Chiavenna due settimane fa, Recastello Radici Group a guidare idealmente la pattuglia, con un discesista come Danilo Bosio in ultima frazione in luogo del bellunese Eris Costa. A Rolando Piana il lancio, a Fabio Ruga la seconda frazione, per sfidare sin da subito Massimiliano Zanaboni e Xavier Chevrier, ovvero i due primi frazionisti delle Valli Bergamasche, che ad Andrea Regazzoni chiederanno poi di chiudere una fatica che nel 2009 fu trionfale per il team di Leffe. In lotta così incerta, alte anche le credenziali del Gs Orobie, che sognano di finire alla grande stagione importante. All’azzurro Alex Baldaccini il compito di provare la fuga, a Luca Bonazzi quello di tenere botta, a Francesco Della Torre l’imperativo di continuare a sognare. Una sfida che accarezza allora le rive di Serio e Brembo, ma che, naturalmente, pure chiama in causa le altre compagini straniere al via. Direttamente dalla mitica Snowdon Race, da storico gemellaggio legata al Vanoni e da lui vinta cinque volte, torna Andi Jones, indubbiamente il più titolato del terzetto britannico. Polonia ad affidarsi specie a Daniel Wosik, Slovenia a contare invece in primis su Mitija Kosovelj, mentre sul solito Roman Skalsky e su Richard Pleticha fa affidamento la Repubblica Ceca. Sogni importanti animano pure la vigilia dei padroni di casa: Marco Leoni, Stefano Sansi e Giovanni Tacchini gli “uomini immagine” del Csi Morbegno, ovviamente chiamato anche a rinnovare la sfida con l’Adm Ponte Melavì di Benedetti, Sanna e Zugnoni. Per un posto in tribuna d’onore, forte la candidature anche dell’Atletica Trento che ad Antonio Molinari affianca don Franco Torresani e un Daniele Cappelletti in grande condizione. Morbegno in festa pure per il ritorno dell’ex colonna della Forestale, Lucio Fregona, qui più volte “castagna d’oro” e domenica in gara con la sua Atletica Vittorio Veneto.
In ottica individuale, attenzione anche alle prova di Luca Cagnati (Caprioli San Vito), del “re del Verticale, al secolo Nicola Golinelli (Ger Rancio), e dello juniores Marco Barbuscio (Esercito Giovani e Sport). Il primo e il terzo pure chiamati a dire qualcosa di importante nelle graduatorie riservate agli under 23, laddove cercheranno di primeggiare anche i già citati Xavier Chevrier e Marco Leoni, ma anche l’altro morbegnese Francesco Peyronel. In gara, con la squadra B della Polonia, anche il diciassettenne Rafal Matuszczak, quest’anno trionfatore nel WMRA Youth Challenge e poi nono tra gli juniores in campo iridato.

Così nei pronostici, quelli che però da soli faticano a trasmettere il fascino della gara. Per respirarlo ancora una volta, tocca allora attendere domenica e spostarsi nella “torcida” di Morbegno. Buon Vanoni a tutti: tra i colori dell’autunno, tra pioggia o sole, sarà il cinquaquattresimo ripetersi di un evento, di un rito.

Paolo Germanetto

 

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