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Sierre – Zinal, i trionfi annunciati di Kilian e Stevie

11/08/14

Si potrebbe definire una Sierre – Zinal di grande sostanza, quella appena andata in archivio. Quarantuno edizioni per la classicissima elvetica, che associa tradizione e innovazione in un mix equilibrato, ma che necessiterebbe di qualche cambiamento per un ulteriore salto di qualità, così da eleggerla in modo definitivo la gara in montagna di riferimento del panorama mondiale.

Il livello atletico presente ieri è stato indubbiamente il migliore di questa stagione agonistica per lo skyrunning, con una top ten maschile composta da 10 rappresentanti di 10 nazionalità differenti (nei primi 20 ben 15), e quella femminile con 7 nazionalità diverse fra le prime 10 classificate.

Il pubblico presente a Zinal nei 500mt conclusivi

Il pubblico presente a Zinal nei 500mt conclusivi

La gara maschile era infarcita di top runners, come avevamo anticipato alla vigilia nella nostra presentazione. Il favorito assoluto, Kilian Jornet, non ha deluso i pronostici né tantomeno i numerosi tifosi che seguono il talento catalano. La vittoria non gli è sfuggita, nonostante la fuga solitaria dell’americano Joe Gray, abbia reso incerta l’ennesima vittoria di Kilian fino a due chilometri dal traguardo, prima di venire annullata dal “cannibale” spagnolo.

Alla partenza da Sierre, si creava subito bagarre per guadagnare le posizioni prima dell’imbocco della salita iniziale. A Niouc, dopo 3km, il gruppo di testa era composto dal rumeno Ionut Zinca, dagli spagnolo Aritz Egea e Kilian Jornet, dal neozelandese Jonathan Wyatt, dal francese Gonon, dallo svizzero Costa e dall’americano Joe Gray. Appena più staccati gli inseguitori, per nulla intenzionati alla resa delle armi.

Il gruppo di testa ancora molto folto nelle fasi iniziali di gara

Il gruppo di testa ancora molto folto nelle fasi iniziali di gara

 

Infatti al termine della salita di Ponchette (km 8 + 1350mt), ancora le posizioni dovevano delinearsi, con rimonte probabili dalle retrovie. Francois Gonon e lo scatenato Joe Gray, iniziavano il forcing su un terreno a loro congeniale tutto da spingere. Da Ponchette a Chandolin (km 12) Kilian si era  leggermente attardato, ma rimaneva sempre a distanza di controllo dalla testa della corsa. Successivamente, da Chandolin all’ Hotel Weisshorn, Gray capiva che era il momento di dare fondo a tutte le energie per guadagnare quanto più possibile, per mettersi a riparo dal probabile rientro del catalano nella discesa finale. Il minuto scarso di margine dopo 1:48′ al Weisshorn però, non poteva certo consentirgli di dormire sonni tranquilli.

L'americano Joe Gray (Team SCOTT) solitario al comando dopo metà gara

L’americano Joe Gray (Team SCOTT) solitario al comando dopo metà gara

Infatti il suo sogno svaniva a 6′-7′ dal traguardo, sul ripidissimo prato che porta al bosco a ridosso dell’abitato di Zinal, dove qualche migliaio di persone attendevano di veder spuntare vincitore verso il traguardo. Joe, al traguardo, lamentava la desuetudine a distanze lunghe, anche se l’impressione è che Kilian su discese impervie come quelle presenti in questo finale, potesse guadagnare sullo sfortunato Gray molto più del minuto che li avrebbe separati poi sul traguardo. Il terzo sigillo del catalano sulla Sierre-Zinal, è anche quello col miglior crono personale (2:31’54”), comunque lontano dal record di Wyatt del 2003 (2.29’12”). Va comunque detto che le condizioni meteo non ottimali, assenza di pioggia ma umidità elevata, non hanno di certo favorito gli atleti. Dopo l’arrivo di Joe Gray, di poco sotto il muro delle 2:33′, bella la lotta per il podio fra l’idolo locale Cesar Costa e il francese Francois Gonon, la sorpresa – annunciata – della gara.

Cesar Costa, Kilian Jornet e Francois Gonon all'inseguimento di Joe Gray

Cesar Costa, Kilian Jornet e Francois Gonon all’inseguimento di Joe Gray

La spuntava il primo in 2:34’07”, con un margine di 50″ sull’avversario transalpino, atleta di coppa del mondo di Orienteering. Quinto posto, come un anno fa, e conferma di essere ormai un protagonista assoluto a livello internazionale, per il ventitreenne Robbie Simpson (GBR). Sesto era Ionut Zinca, altro debuttante in questa gara, mentre settimo si classificava David Schneider. Jonathan Wyatt, cedeva parecchio nella seconda parte di gara, conquistando comunque un buon ottavo posto in 2:38’54”. Nono l’altro “orientista” di razza, il finlandese Marten Bostroen, anche lui sotto le 2:40′ (2:39’26”). Decimo posto per il primo degli italiani, Tadei Pivk, autore di una gara tutta in rimonta, fino a sorpassare numerosi atleti nella discesa finale e chiudere la sua prima Sierre – Zinal in 2:40’23”.

Il carnico Tadei Pivk (Team Crazy - SCOTT), decimo assoluto

Il carnico Tadei Pivk (Team Crazy – SCOTT), decimo assoluto

Sfortunata la prova del forestale valtellinese Marco De Gasperi. Dopo un periodo in altura a Sestriere in cerca di risposte positive circa una forma ancora non ottimale, il bormino è incappato da subito nella più classica delle giornate negative. Respiro affannoso e gambe legnose sin dai primi chilometri, hanno suggerito a Marco una corsa in sostegno a Elisa Desco, la quale, a sua volta, è stata colpita da dolori intestinali che l’hanno costretta ad arrendersi a Chandolin (km 12), quando occupava la sesta posizione.

La gara femminile infatti era stata caratterizzata dal prevedibile attacco iniziale delle due scalatrici d’eccezione, Laura Orgue (Spa) e Christelle Dewalle (Fra). Poco prima di Ponchette (Km 8), il loro vantaggio su un altro tandem, quello formato da Stevie Kremer (USA) e Mathys Maude (Svi), era intorno ai 2′, a seguire c’era l’altra francese Aline Camboulives a 2’30”, poi la bulgara Milka Mihaylova ed Elisa Desco a circa 4′ di ritardo. Nel tratto più “corribile”, verso l’Hotel Weisshorn (Km 21), le posizioni mutavano completamente. La prima a subire le variazioni di pendenza del terreno era la spagnola Orgue. Stessa sorte per Christel Dewalle, superata da una Stevie Kremer che nel frattempo aveva staccato Mathys Maude, in vista del Weisshorn. Nelle posizioni di rincalzo, detto del ritiro di Elisa, risaliva qualche posizione l’altra americana Kasie Enman e la giovane rumena Denisa Dragomir.

L'arrivo di Stevie Kremer (Foto Jordi Saragossa)

L’arrivo di Stevie Kremer (Foto Jordi Saragossa)

La Kremer non si lasciava sfuggire la ghiotta occasione di imprimere per sempre l’orma del suo piede nel cemento di Zinal, operazione riservata a tutti i vincitori di questa storica competizione. Concentrata, l’americana gestiva il risicato vantaggio di 30″ al Weisshorn sulla Maude, lungo tutta la traversata di dieci km, compresi i due di discesa tecnica fino al traguardo. Qualche scivolata per fortuna senza conseguenze…e la vittoria era servita per la Kremer, ben due volte seconda nelle precedenti edizioni. 2:03’12” il suo tempo, limite personale migliorato di una manciata di secondi. A soli 46″ di distacco, Mathys Maude, privata ancora una volta della vittoria nella gara di casa, ma molto più vicina all’obiettivo rispetto alle precedenti edizioni. Terza, staccata di 5′, la vincitrice del 2012,  la francese Aline Camboulives, pochi secondi davanti alla connazionale Christelle Dewalle (3:08’32”). A seguire, Laura Orgue in quinta piazza, Kasie Enman in sesta, Denisa Dragomir in settima e Celine Lafaye in ottava. a chiudere la top ten, la bravissima veneta Silvia Rampazzo -Team Valetudo- (quarto tempo femminile assoluto dal Weisshorn al traguardo), e Milka Mihaylova.

Foto: Mario Poletti / Jordi Saragossa

 

Le classifica complete

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