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Oggi al via la Boavista Ultramarathon

08/12/12

Oggi prende il via la dodicesima edizione della Boa Vista Ultramarathon sul tradizionale tracciato di 150 chilometri e un traguardo intermedio di 70 chilometri. In gara 41 runner provenienti da sei nazioni, e tra loro molte storie di “vita normale” che si aprono con un esperienza affascinante, come la gara nell’isola più selvaggia dello stato di Capo Verde. I concorrenti attraverseranno aree protette da una recente legge che istituisce le fondamenta di un parco naturale che vuole preservare le zone di riproduzione di tartarughe e di altre numerosi animali.

Sal Rei (Capo Verde) 7 dicembre 2012 – Con il controllo dell’attrezzatura di ogni concorrente e il briefing pregara  con le ultime indicazioni, svoltosi presso Ca’ Nicola, si e ntra nel vivo della Boa Vista Ultramarathon che scatta domani dal centro di Sal Rei e che vedrà al via 41 atleti. Il percorso è quello di sempre: 150 chilometri da percorrere “di corsa” in autosufficienza alimentare su strade e sentieri che rappresentano il periplo dell’isola dello stato di Capo Verde. I cbvum_2012_01.gifoncorrenti, in rappresentanza di 6 nazioni (oltre a numerosi italiani, anche runner provenienti da Austria, Ungheria, Germania, Finlandia e naturalmente un nutrito gruppo di podisti capoverdiani) posso scegliere in alternativa, di fermarsi al traguardo intermedio di 70 chilometri, gara che vede già iscritti 11 dei 41 atleti al via. La partenza domani ore 7 dal cuore di Sal Rei, capoluogo di Boa Vista.
Pronostico aperto. Tra i favoriti, naturalmente due forti atleti “local” come Fortes Spencer Varela Edison, che lo scorso anno conquistò il successo con il tempo di 19:16’54” lasciando a quasi due ore il connazionale Cabral Josè Daniel, in una sfida che si è risolta negli ultimi chilometri prima che sull’isola di Boa Vista sorgesse il sole. A cercare un posto sul podio il friulano Giacomino Barbacetto alla sua terza partecipazione alla Boa Vista Ultramarathon e che lo scorso anno chiuse al quarto posto. Nella sua opera di convincimento, Barbacetto ha trascinato con sé l’amico Federico Venier, di mestiere pizzaiolo che all’età di 38 anni indossa per la prima volta un pettorale in una competizione. La piccola community degli ultrarunner è un mondo dove si possono incontrare situazioni insolite, come Luigi Caringella di Adelfia (Bari) con 73 primavere alle spalle, oppure come il farmacista di Palermo, Giuseppe Ruffino che a dispetto delle sue origini siciliane coltiva la passione dell’alpinismo e a cui manca solo l’Everest per concludere le Seven Summits. In gara anche Tullio Frau, non vedente di Pordenone, con la sua guida Claudio Bernardo, entrambi del team Rewoolution People con numerose partecipazioni a competizioni di ultrarunning. Ci sarà anche Corrado Buzzolan di Schio, Vicenza, che per prepararsi alla Boa Vista UM ha corso in estate una prova di 48 Ore in Svezia percorrendo 273 chilometri e prima ancora ha concluso la Arrowhead in Minnesota: 135 miglia sulla neve trascinando una pulka, la nota slitta scandinava. Oppure Mario Maccioni che durante una vacanza sull’isola nel 2006 incontrò Piergiorgio Scaramelli (organizzatore della Boa Vista Ultramarathon, in cobvum2010_02.gifllaborazione con Friesian Team di Cesate) e da allora non ha mai smesso di correre.
La gara al femminile. Tra le donne il podio se lo spartiranno Marta Poretti, già vincitrice lo scorso anno, Anna Monzani, medico all’ospedale di Monza (in gara con il compagno Andrea Gagliazzo) e l’ungherese Erika Pickl. Altre donne sono iscritte nella prova dei 70 chilometri: il sergente Ingrid Qualizza (in gara con il compagno e collega Primo Maresciallo Leandro Salamone, che al rientro in Italia dovranno proseguire la preparazione in vista della prossima missione in Afghanistan) con la finlandese Sanna Lassila (e il marito Ilkka) e l’italiana Franca Mineo naturalizzata capoverdiana.
Corsa e natura. I concorrenti della Boa Vista Ultramarathon attraverseranno aree che il governo di Capo Verde ha destinato, dopo una recente legge, a costituire il parco naturale dell’isola di Boa Vista che include 14 “zone protette” per la riproduzione di uccelli endemici, della famosa Tartarughe Comun e, nella parte marina, di pesci e delfini: un progetto volto a sensibilizzare la popolazione locale (e i turisti) sul valore ecologico dell’iniziativa governativa.

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