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Fratelli Crippa, l’Italia sogna con loro

21/12/12

Rilanciamo la bella intervista ai due campioncini trentini apparsa ieri sul quotidiano nazionale Tuttosport a firma di Walter Brambilla. Lanciati nel mondo dell’atletica dal compianto Marco Borsari, con la maglia dell’Atletica Valchiese, sono ora seguiti dall’ex mezzofondista Massimo Pegoretti. Foto di Elio Panciera

21.12.2012 ROVERETO (TN). La  neve no, quella non la possono ancora soffrire. Yemaneberhane nato il 15/10/1996 e Nekaganet Crippa il 16/9/94 in Etiopia, dovevano lottare con la siccità o con le piogge, ma la neve no. I candidi fiocchi che ammantano d’inverno il Trentino una novità, ancora adesso difficile da digerire come il freddo. Loro come gli altri fratelli e cugini che a più riprese sono arrivati in Italia adottati dalla famiglia Crippa, vivevano sull’altipiano di Dessie, esattamente a 385 a nord ovest da Addis Abeba. Yema faceva il pastore, accudiva le mucche, mentre Neka era agricoltore. Adesso in località Montagne, 1200 metri di altezza nella Val Giudicarie, pochi chilometri da Tione due passi da Trento, in uno stabile di tre piani di 330 metri quadrati ci una abita una sorta di piccola comunità. Con Papà Roberto e mamma Luisa ci sono sei ragazzi tra maschi e femmine tutti italianissimi, Yema dal 2003, Neka dal 2005, mentre altri tre sempre provenienti dall’Etiopia hanno ormai abbandonato la casa paterna per vivere per conto loro. In totale i coniugi Crippa ne hanno adottati nove! A far da apripista il fratello Kelemu (22 anni) che ha vestito la maglia azzurra ai Mondiali di Campodolcino nel 2009.Un bel daffare per questa famiglia, pensate a quando mamma Luisa deve cucinare, non si va per il sottile, in casa non sono accettate esigenze particolari, si mangia ciò che passa in convento. “Ogni giorno è per noi una festa” dice Roberto Crippa, 45 anni alto, fisico da rugbista, pochi capelli, per non dire senza, con un sorriso accattivante, la tipica persona che affronta i problemi della quotidianità con il sorriso sulle labbra.

Milanese di nascita, Roberto ha venduto la sua abitazione a Milano per trasferirsi in Trentino abbandonando anche la sua professione di agente di commercio e tanto per non farsi mancare nulla, accudisce tre persone con disagi psichici che vivono con loro! E’ lui che gestisce e porta in giro i due figli che hanno fatto l’esordio negli Europei di cross con la maglia azzurra il 9 dicembre a Budapest, li scorazza con una vecchia auto a nove posti. Yemane e Neka frequentano la scuola alberghiera, la mattina presto escono di casa e grazie alla Provincia di Trento possono usufruire di un auto che li porta a scuola, nel pomeriggio ci pensa papà Roberto a consegnarli al tecnico Massimo Pegoretti al campo d’atletica, a casa rientrano alle 8 di sera. La corsa è nel loro dna e mentre Yemane ha un carattere più esuberante, uno che vuole sempre vincere, ha il gusto della battuta facile, a Budapest non ha accettato di arrivare 32º, e pensare che lui è ancora allievo (primo anno) e si è confrontato con ragazzi anche più vecchi di 3 anni. “Voleva arrivare nei primi 10”, ha ammesso il padre, ma il terreno ghiacciato non gli ha permesso di esprimersi al meglio”. Neka, invece pare più riflessivo, meno coinvolgente. Entrambi come il cugino Gadissa (gioca a calcio) portano capelli lunghi e la cresta colorata. “Ci pensa nostra sorella”, ci ricorda Yemaneberhane che in lingua amarica significa Braccio destro di Dio, mentre Nekagenet si traduce in Acqua del paradiso. I due ragazzi, telefono cellulare sempre tra le mani (in casa tra tutti ne hanno 14!) ostentano con gran voglia di mostrare la loro soddisfazione di aver gareggiato per la nazionale italiana. Non è la prima volta in assoluto per Neka già azzurro a settembre nel campionato del mondo di corsa in montagna. “ E’ stato con grande onore”, ci ricorda, “Aspettavo da tempo la maglia della nazionale” ha ribattuto il fratellino. “E sappiamo anche cantare l’inno” hanno continuato quasi all’unisono i due mezzofondisti, magari non conosciamo tutte le parole, lo abbiamo dimostrato intonando l’inno di Mameli, dopo l’oro di Lalli”. Yemane ha sempre voglia di gareggiare, gli allenamenti sono accettati, ma la sfida con gli avversari è un’altra cosa. “Lui è il più forte, sussurra Neka, lo ha dimostrato arrivandomi davanti ai campionati continentali”. Il 2013 sarà per loro un anno importante. Yemane ha come obiettivo i mondiali allievi in Ucraina, mentre Neka cercherà il minimo per i 10.000 agli Europei di Rieti. Il mitico Gebre dicono di averlo visto una volta in Etiopia, quando sono tornati con papà Roberto. “Era tutto diverso, non c’erano più le capanne dove abbiamo passato la nostra infanzia. Non abbiamo riconosciuto i luoghi dove giocavamo. E non c’era la neve.”

E’ Massimo Pegoretti ex azzurro dei 1500 di 38 anni che segue i due ragazzi che sono tesserati per l’Atletica Borgo Valsugana. Quando vestiva la maglia azzurra, Massimo che si è preso in carico i due talenti nati in Etiopia, correva i 1500 in 3’36”18 un crono che adesso significherebbe convocazione in nazionale certissima. “Pego”così viene sopranominato dal suo entourage si dedica ai fratelli Crippa tre/quattro volte la settimana, a Pergine o al campo scuola di Trento. “Sono due ragazzi facili da gestire, non debbono essere stimolati, dichiara il coach trentino, che opera anche da allenatore delle Fiamme Azzurre, a loro non nego mai una partita di calcio, specie a Yemane che avendo solo 16 anni l’atletica deve essere intesa ancora con qualche rudimento ludico. Aspetto prima di forzare loro i tempi. Yemane è solo al primo anno allievo, anche se morde il freno, e vuole gareggiare e primeggiare, cerco di distrarlo con il calcio che ama alla follia. Yemane vanta un 3’59” 57 nei 1500 deve migliorare molto nella velocità di base, prima di decidere se il suo futuro sarà nei 1500 o nei 5.000, certo che l’obiettivo del prossimo quadriennio sono le Olimpiadi di Rio, mentre per Neka l’obiettivo sui 10.000 saranno i campionati italiani junior e gli europei di Rieti del prossimo anno. Neka ama più le lunghe distanze, la pista gli sta stretta, ritengo che il suo futuro sia la mezza maratona, tra l’altro ha già preso vestito l’azzurro non solo in cross, ma anche nella corsa in montagna”.

Walter Brambilla

Foto E. Panciera

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