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Uomini azzurri dorati, ma festeggiano Turchia e Norvegia

09/07/07

Alla norvegese Eversten e al turco Arslan i titoli continentali. L’Italia festeggia, insieme all’oro a squadre maschile, anche l’argento di De Gasperi e il bronzo di Gaiardo. Tra le donne la migliore è invece la Salvini, che chiude settima

Vanno alla norvegese Anita Eversten Hakenstad e al ventenne turco Ahmet Arslan i titoli continentali 2007 della corsa in montagna, assegnati oggi a Cauterets, nella Francia pirenaica, su tracciati di sola salita.  Due titoli che volano agli antipodi per i confini europei,  due titoli che vanno a Nazioni relativamente nuove nell’ambito della specialità. Ma parlare di sorprese sarebbe in ogni caso eccessivo, specie se lo sguardo torna ai risultati dell’ultima rassegna iridata, che aveva regalato un quarto posto alla scandinava e una settima piazza al turco, che già protagonista era anche stato a livello juniores. L’Italia domina la classifica per Nazioni maschile e festeggia l’argento di Marco de Gasperi e il bronzo di Marco Gaiardo, punte azzurre che non tradiscono mai. Piazzamento, il bronzo, che portano a casa anche le azzurre in una classifica per Nazioni che saluta il ritorno al successo di una Nazione storica come la Svizzera.

GLI UOMINI – Su di un percorso dal profilo lineare, ma dalla lunghezza (12,8 Km.) e dal dislivello (1570 mt) significativi, la prova maschile vive sul lungo duello tra Arslan e il nostro Gaiardo, con l’altro azzurro De Gasperi a giocare di rimessa e a correre in solitaria al terzo posto buona parte della gara. Negli ultimi chilometri la svolta, con il giovane turco ad allungare e con De Gasperi a rinvenire dapprima su Gaiardo e poi anche sullo stesso Arslan, la cui maggior freschezza sarà però poi vincente negli ultimissimi metri, con il traguardo tagliato in 1h08’39". E se il cronometro quantifica in 11" il distacco di De Gasperi e in 30" quello di Gaiardo, occorre invece attendere 1’21" per salutare la quarta piazza del russo Bolkhovitin e 1’37" per rendere omaggio al quinto posto dell’elvetico Epiney. Si ferma invece al sesto posto, staccato di 1’49", il francese Raymond Fointaine, partito con i favori del pronostico unitamente al nostro Gaiardo. Nell’ordine dei primi dieci, lo spagnolo Capitan Vicente e i tedeschi Beha e Zeiler precedono il terzo azzurro, Gabriele Abate, che con il suo buon decimo posto a 2’40" regala all’Italia la vittoria  per Nazioni, davanti a Francia e Germania. Bene si difende anche Mauro Lanfranchi che, pur alle prese con qualche problema intestinale, termina la sua prima esperienza in un campionato con un bel sedicesimo posto a 3’41" dal vincitore.

LE DONNE – Rimane la sola Anna Pichrtova a difendere la nobiltà europea della specialità dalla prepotente avanzata delle valchirie norvegesi. Ma la bella ceca, riemersa splendidamente dopo il grave incidente stradale dell’autunno scorso, nulla può contro Anita Eversten, classe 1968 e maratoneta di livello, che dopo 51’45" di gara regala al suo Paese la prima vittoria importante nella corsa in montagna. La Pichrtova sorride però per un argento maturato con 49" di distacco e difeso a denti stretti dall’altra forte maratoneta norvegese,  la Otterbu, che chiude terza a 1’11". Giù dal podio si ferma l’argento iridato 2006, la svizzera Strachl, che precede la connazionale Joly e l’eterna francese Isabelle Guillot. Vittoria Salvini, la migliore delle azzurre, termina settima a 2’46", dopo una lunga battaglia con le tre atlete che poi la precedono sul traguardo. Maria Grazia Roberti è una garanzia, e il suo decimo posto unito alla dodicesima piazza di un’Elisa Desco ormai convincente anche in salita vale alle azzurre la terza piazza dietro a svizzere e ceche. Non è invece giornata troppo positiva per Antonella Confortola che chiude la sua gara al diciassettesimo posto.

GLI JUNIORES – Per la prima volta ad un Campionato Europeo presenti, seppur in via sperimentale, anche gli juniores. La prova maschile parla solo turco, con Mehmet Akkoyun a precedere, praticamente in volata, i compagni di squadra Akalin e Uruclu. I fratelli Stockert, Manuel e Renè – quest’ultimo secondo due settimane fa a Susa (To)- sono gli unici a contenere il distacco nell’ordine del minuto e chiudono la loro prova rispettando le gerarchie anagrafiche. Alle spalle del ceco Vojak, ecco il primo azzurro, Alex Baldaccini, buon settimo. Emanuele Rampa chiude invece nono, mentre Andrea Tabacchi è diciottesimo. A livello di Nazioni, ovvio domino della Turchia, che precede Germania e Italia. In campo femminile, a vincere è invece la slovena Lucja Krcok, che trova però una strenua resistenza nella tedesca Kerstin Straud, mentre l’inglesina Hannah Bateson va a completare il podio. Bene si comporta anche l’azzurra Clara Faustini, presente a titolo individuale, che conclude la sua prova con un incoraggiante settimo posto.

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