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Telfes: chi gli eredi di Desco e Arslan

11/07/09

Un ideale premio per la località che meglio leghi il proprio nome alla corsa in montagna internazionale la piccola Telfes potrebbe anche giocare per vincerlo. Due rassegne iridate – 1990 e 1996 – , innumerevoli tappe del WMRA Grand Prix, il circuito internazionale alla cui nascita pure partecipò in modo forte e deciso. Ora è tempo di Campionati Europei: l’ottavo atto sotto l’egida EA passa dunque da una grande classica dell’atletica che corre in montagna.

Non arrivano a cinquanta i chilometri che separano Telfes e la Valle dello Stubai dal Passo del Brennero: l’talia è davvero vicina e lo "Schlickeralmlauf"  si è spesso colorato d’azzurro. Nella Coppa del Mondo del ’90 fu vero e proprio trionfo, con Bernardini, Bonzi e Fregona a monopolizzare il podio del cross corto e Costantino Bertolla ad imporre la sua legge sul cross lungo, mentre Maria Cocchetti volava sino a prendersi l’argento tra le donne. Nel ’96 due le doppiette, entrambe al maschile: cominciarono gli juniores, con il primo trionfo di Marco De Gasperi davanti al biellese Alberto Mosca, cui seguì l’acuto più bello di Antonio Molinari, con Severino Bernardini splendido secondo. Facendo presa anche su simile tradizione, è certo bottino importante quello cui gli azzurri punteranno pure questa volta. Sui tracciati di sola salita qualche difficoltà in più l’Italia ha sempre trovato, ma successi individuali e di squadra, puntuali, sono comunque costantemente arrivati.

Seniores Femminili – Martina Strahl, Andrea Mayr, Renate Rungger, Valentina Belotti: qualche vecchia lira su questo quartetto proveremmo a scommetterla, senza dimenticarci nemmeno della francese Costance Devillers. L’incognita è specie legata alla condizione dell’iridata austriaca, costretta a non breve stop forzato per l’infortunio riportato durante la maratona di Vienna, peraltro chiusa in 2h30′ e spiccioli, nuovo limite nazionale. Se solo avrà recuperato forma accettabile, difficile per tutte sarà starle dietro. Lo sa bene Renate Rungger, la forestale di Sarentino che lo scorso anno alla sola Mayr dovette cedere ai Mondiali di Crans Montana, e che a questi Europei chiede la conferma di poter essere donna da podio ogni qualvolta la strada si impenni senza poi chiedere di ridiscendere dalla cima.  Lei punta azzurra, insieme a Valentina Belotti, peraltro vincitrice nel loro unico duello stagionale in occasione della prima prova tricolore. Dopo anni bui, a quella montagna che per prima l’aveva lanciata, la camuna del Runner Team Volpiano può davvero chiedere di aiutarla a riscuotere qualche credito maturato contro la sfortuna. In gara, si sa, non ci sarà la campionessa in carica Elisa Desco, che in lenta ripresa da infortunio lungo e rognoso prova a fissare lo sguardo direttamente sui Mondiali di Campodolcino. Per la classifica a squadre, il responsabile tecnico Raimondo Balicco tornerà dunque a puntare sull’esperienza e il carattere di Maria Grazia Roberti (Forestale)  e Cristina Scolari (Atl. Valle Camonica), mentre per il successo individuale l’elvetica Strahl, forte specie dell’argento iridato 2006 e annunciata in grande condizione, sino in fondo proverà a dire la sua. Mancherà la Norvegia, e l’assenza di Eversten e Otterbu di certo faciliterà il compito di tutte le pretendenti alla vittoria, impegnate su di un tracciato di difficile interpretazione, molto veloce nella prima parte, ma durissimo nel finale. 

Seniores maschile – Ahmet Arslan punta forte alla tripletta: perchè ciò non accada ci vorrà tutta la grinta dei gemelli Dematteis, la classe di Marco De Gasperi e del francese Raymond Fontaine e, perchè no, la spavalderia del giovanissimo Riccardo Sterni. Anche se, negli ultimi tempi, di molto sono salite le quotazioni del tedesco Timo Zeiler, settimo lo scorso anno a Crans Montana, e dell’elevetico Sebastien Epiney, già in gara a Bruxelles nell’ultimo cross europeo. Outsider più o meno pronosticabili permettendo, i favoriti per il podio possono essere rintracciabili nel gruppetto di cui sopra. Il termine di promesse e neppure quello di speranze più può essere usato per Bernard e Martin, i gemelli cuneesi che questa volta saranno chiamati a prendere per mano un’Italia mai così giovane. Alla vigilia, in chiave italiana, è forse questo il dato più importante da sottolineare: occorre ripescare Fausto Bonzi o affidarsi a Marco De Gasperi, per ritrovare un atleta capace di vestire l’azzurro assoluto al primo anno da seniores. Il triestino Riccardo Sterni ci arriva diretto dall’argento iridato, tra gli juniores, dello scorso anno. Al suo fianco troverà Marco De Gasperi, che a questi Europei arriva con più di qualche incognita, ma anche con il compito e la voglia di mettere tutta la sua esperienza al servizio di quella che, indubbiamente, sarà l’Italia del futuro. Gli uomini, a differenza di donne e juniores, saranno in gara sul tracciato classico, quello su cui, negli anni, si sono misurati tutti i più grandi di sempre.  

Le gare juniores – Ancora Turchia e Russia a dominare, nell’ordine, tra uomini e donne? Possibile, anzi probabile. In un contesto giovanile in cui anche la Gran Bretagna da sempre dice la sua – occhio specie a "Miss" Gina Paletta – , l’Italia punta al podio specie al maschile, con il valdostano Xavier Chevrier, sesto nel 2008, nel ruolo di punta. Attesa anche per la prova del miglioratissimo bellunese Luca Cagnati, in gara insieme al morbegnese Marco Leoni e al trentino Kelemu Crippa. Al femminile, due le azzurre in gara: a Mabel Tirinzoni ed Erika Forni lecito soprattutto chiedere di dare il proprio meglio e di fare esperienza.

Paolo Germanetto

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