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Intervista alla vicecampionessa mondiale ed europea Valentina Belotti

13/10/10

L’atleta del runner team ripercorre con noi la sua ultima stagione… Fonte sportdimontagna.com

Titolo tricolore riconfermato, argento continentale e mondiale più una lunghissima serie di piazzamenti eccellenti sono il bottino di un’estate di gare corse sempre a livelli altissimi….

Nonostante un palmares da capogiro, Valentina Belotti è rimasta la tipica “ragazza della porta accanto”. Sempre umile, sorridente e con tanta, tanta voglia di correre. In questa breve intervista abbiamo cercato di farvi conoscere meglio la punta di diamante della selezione azzurra di corsa in montagna.
Strada Pista Cross e Montagna. Quale preferisci di queste discipline e perché?
«Il cross è la disciplina che preferisco, soprattutto quando i percorsi sono resi pesanti da fango e pioggia: più il terreno è duro, più mi esalto».
Da due anni a questa parte sei tornata con convinzione alle gare di corsa in montagna, ottenendo eccellenti risultati e scoprendoti competitiva anche su percorsi saliscendi. A cosa è dovuto questo cambio di rotta?
«Ho deciso di riprovare con la corsa in montagna inizialmente su consiglio del mio ragazzo, Emanuele Manzi, che riteneva potessi essere competitiva soprattutto nelle gare di sola salita. Successivamente visti i buoni risultati e la fortuna di non aver mai trovato percorsi troppo tecnici, ho deciso di continuare anche perché questa disciplina rappresenta un’ottima base per la preparazione invernale dei cross».
In passato continui stop per infortunio condizionavano le tue performance. Come sei riuscita a risolverli?
«In realtà non sono completamente risolti, convivo con dolori che riesco a tenere sotto controllo, ma che non mi permettono di arrivare mai a fare ritmi troppo elevati. Con un buon potenziamento muscolare mirato svolto in palestra nella stagione invernale ho notato un netto miglioramento».
Due mondiali e due argenti consecutivi. Valentina Belotti è “l’eterna seconda” o un’atleta con un’incredibile costanza di rendimento?
«Istintivamente mi sento più l’eterna seconda, ma se valuto bene il mio percorso di crescita posso sicuramente ritenermi, almeno nella corsa in montagna, un’atleta con una buona costanza di rendimento a cui magari farebbe comodo un pizzico di fortuna».
A proposito di costanza…. Come riesci a conciliare attività agonistica ad alti livelli, lavoro e vita privata?
«Attività agonistica e lavoro coincidono visto che ho la fortuna di fare l’atleta a tempo pieno. La mia giornata ruota attorno all’allenamento ma non per questo non esiste altro. Il mio fidanzato e tanti nostri amici condividono con me questo lavoro/passione quindi per me l’atletica diventa anche un momento bellissimo di aggregazione».
Mai pensato di arruolarti in un gruppo sportivo?
«Tante volte, ma purtroppo non sono mai stata considerata all’altezza. Fortunatamente la mia società, il Runner Team 99 di Volpiano, mi ha sempre sostenuta ed è anche grazie alla fiducia e alla tranquillità che mi ha dato il mio presidente Claudio Favaretto che sono riuscita a raggiungere risultati importanti».
Come vedi il tuo futuro agonistico?
«Non sono abituata a guardare troppo avanti, rischio sempre di inciampare! Penso al mio futuro atletico come a una grandissima possibilità che mi è stata data di fare della mia passione anche il mio lavoro per cui credo che continuerò a pormi nuovi obbiettivi nella corsa in montagna, nei cross e, chissà, magari nella maratona e a lavorare con impegno e costanza per raggiungerli».
Corsa in montagna…. Cosa manca alla disciplina per fare un netto salto di qualità e presentarsi al grande pubblico?
«A livello mediatico purtroppo siamo rimasti al palo, soprattutto se il confronto viene fatto con discipline “affini”. Skyrunning e trial running negli ultimi anni hanno visto i loro numeri aumentare a dismisura mentre il nostro settore sta perdendo sempre più partecipanti. Esempio lampante è la gara seniores maschile di Campionato Italiano di Trento dove al traguardo si sono presentati solo 104 atleti. Troppe gare nelle stesse date portano a una dispersione di risorse e partecipazione, credo che sia necessaria una maggiore regolamentazione anche in tal senso».

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