Home » Notizie » Corsa in Montagna » Il Trofeo Kima punta sul carisma di Fabio Meraldi per tornare la “gara delle gare”

Il Trofeo Kima punta sul carisma di Fabio Meraldi per tornare la “gara delle gare”

24/08/07

Primo obiettivo dichiarato, rientrare nel circuito mondiale di skyrunning

Trofeo Kima, oggi si parte. Questo pomeriggio inizierà ufficialmente la tre giorni sondriese che domenica culminerà con la skymarathon da 48km. La 13ª edizione doveva essere quella del rilancio, ma per riportare in auge la Grande corsa sul Sentiero Roma un cospicuo aumento del montepremi non era sufficiente. Ci volevano nuovi stimoli e un personaggio di riferimento: uno amato dalla e che avesse questa corsa nel sangue. Detto, fatto. L’uomo “nuovo” del Kima 2007 è Fabio Meraldi. Per gli skyrunner, niente paura. Il campionissimo di Madonna dei Monti (So), tra gli ideatori di questa kermesse prima e uno dei suoi assoluti protagonisti poi, non medita certo un ritorno alle competizioni. Il suo sarà un apporto logistico. Cosa ti ha spinto a scendere di nuovo in campo nel non facile ruolo di direttore gara? «Direi le continue chiamate di Ilde Marchetti – ha esordito il tono ironico la Guida alpina della Valfurva -. Scherzi a parte, l’obiettivo che mi sono prefissato e cercare di riportare il Kima agli antichi fasti. Da atleta questa gara e questa disciplina mi hanno dato molto. Ho quindi pensato fosse giunto il momento di ricambiare». Come perseguire questo non facile obiettivo?  «Un tempo il Kima era la gara delle gare, punto di riferimento per atleti e organizzatori. Dovremo tornare ad esserlo. Per il momento siamo partiti lanciando un preciso ed inequivocabile segnale in chiave sicurezza. Punzoneremo alla partenza e all’arrivo i concorrenti: Correranno solo quelli in possesso di scarpe da trial running in buono stato. Ogni skyrunner dovrà indossare dei fuseaux tre quarti e avere con se k-way e cartina della gara». Se questo è il primo passo, quali sono i progetti per il futuro? «Il Trofeo Kima dovrà rientrare nel circuito mondiale. Per farlo ha tutte le carte in regola: un tracciato da urlo e un  organizzazione impeccabile. Da quando ho smesso di correre ho seguito questa gara da spettatore. Vi posso dire che dietro le quinte vi è un organizzazione impeccabile». Torniamo al passato. Nel 1998 insieme al bresciano Mauro Gatta hai scritto una delle pagine più belle del Trofeo Kima. Dopo un serrato testa a testa lui vinse con il tempo record di 5h49’10”, tu invece guadagnasti il posto d’onore in 5h’49”46”. Da allora si sono susseguiti altri grandi campioni, ma nessuno è più sceso sotto il muro delle 6 ore. Come ti spieghi questa cosa? «Più volte me lo sono chiesto. Alla fine posso dire che quel giorno io e Mauro abbiamo corso con il cuore. Ricordo quella gara come se fosse oggi. In Gianetti avevo un cospicuo vantaggio. Correvo tra due ali di folla e tutto quel pubblico mi distrasse. Mi lacerai un ginocchio sull’unico masso presente in quel punto del tracciato. Gatta mi recuperò, ma non mollai. Solo nel tratto finale, spossato, dovetti alzare bandiera bianca. Questo record, imbattuto dal 1998, deve essere un ulteriore stimolo per glia atleti. Per dimostrare che il movimento sta crescendo i big di oggi dovranno tornare per batterlo». Maurizio Torri 

Il campionissimo sondriese al Trofeo Kima nel 2001. Oggi per lui ruolo di direttore gara

Articolo letto 502 volte

Devi essere registrato per inserire un commento Login