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Dennis Brunod ed Antonella Confortola pongono il loro sigillo sulla Stava Skyrace

29/06/09

Comunicato Stampa

Sulla quarta edizione della Stava Sky Race sventola la bandiera valdostana, portata sul primo gradino del podio da Dennis Brunod, trentunenne di Champdepraz che difende i colori del Centro Sportivo Esercito, capace non solo di iscrivere al primo tentativo il proprio nome nell’albo d’oro della manifestazione, ma anche di abbassarne il primato, fissato solo un anno fa da Paolo Larger, stavolta assente poiché impegnato nella tappa delle World Series di Andorra. Brunod ha tagliato il traguardo di Stava dopo 2 ore nove minuti e 50 secondi di galoppata incontrastata, inseguito con tenacia prima da Claudio Cassi e poi da Mikhail Mamleev, Giovanni Tacchini e Gil Pintarelli, nessuno dei quali ha però mai seriamente impensierito il vincitore. In campo femminile a guardare tutte le avversarie dall’alto al basso è stata la fiemmese di Ziano Antonella Confortola, anche lei alla prima apparizione sui sentieri del Cornon, il cui tempo (2 ore, 39 minuti e 7 secondi) ha abbassato di oltre due minuti il primato fissato della Baronchelli nel 2008.
Che si sarebbe trattato di una Stava Sky Race ricca di soddisfazioni per gli organizzatori dell’U.S. Cornacci, lo si è capito già il sabato sera, quando si è raggiunta quota 187 iscrizioni, il valore più alto da quando questa gara ha visto la luce. Una splendida giornata di sole ha incoraggiato gli atleti, che si sono subito trovati di fronte la complicata salita del Monte Cornon, quasi 1.200 metri di dislivello messi lì per fare immediatamente la differenza. Brunod ha preso lesto il comando della gara, concludendo la prima ascesa in 50 minuti e tre secondi, tempo già leggermente inferiore a quello del record di Larger. Cassi e Mamleev transitano 43 secondi dopo, Antonella Confortola 8 minuti dopo, con 4 di vantaggio su Giulia Miori, la più temibile fra le avversarie, e sei su Nadia Scola: in quest’ordine si presenteranno anche sul traguardo di Stava. A Casera Vecia alza bandiera bianca Alessio Vulcan, che cade in maniera rovinosa, rendendo indispensabile l’intervento dell’elisoccorso.
Alle Saline, a metà della seconda salita che conduce al Monte Agnello, il punto più alto del percorso (a quota 2.358 metri), Brunod ha un minuto di vantaggio su Cassi, mentre dietro Pintarelli (recente vincitore della Tourlaghi), raggiunge Mamleev. Allo scollinamento Brunod ferma il cronometro sul tempo di 1 ora 31 minuti e 34 secondi, inferiore di oltre un minuto a quello del record. Dopo 1’20” compare Cassi, dopo 2 minuti Pintarelli, poi dietro ecco Mamleev, Tacchini, Golinelli, Butti e Bettega. Antonella Confortola vanta cinque minuti di vantaggio sulla Miori e può già amministrare la situazione, anche se a pungolarla c’è un intertempo che profuma di primato.
Al Doss dei Branchi, al termine dell’ultima salita, due minuti dividono Brunod da Claudio Cassi, recente vincitore del Gir de le Malghe e trionfatore alla Ciaspolada quattro anni fa. Il bellunese, però, rallenta nella discesa che porta all’arrivo, mentre alle sue spalle la coppia composta da Mamleev e Tacchini decide di fare gioco di squadra e di tuffarsi a rotta di collo verso Stava. Il terreno è impervio, ci sono le radici bagnate a tendere tranelli conosciuti ma pur sempre micidiali: Brunod è ormai irraggiungibile e si presenta a Slavin con tre minuti di margine su Cassi, che di lì a poco viene superato dalla coppia inseguitrice. Il valdostano chiude con il tempo di 2h09’50” abbassando di 45” il record di Larger. Mamleev e Tacchini sopraggiungono dopo due minuti tenendosi per mano (solo i millesimi ci diranno che il russo residente a Meltina è secondo), Pintarelli chiude quarto a due minuti e mezzo dal primo e venti secondi prima di Cassi. Un ordine di arrivo che riafferma la polivalenza di questa disciplina, dove scialpinisti (Brunod) si mescolano a campioni di orienteering (Mamleev) e di corsa in montagna (Tacchini e Pintarelli), oppure a fondisti. Come Antonella Confortola, che sale senza problemi sul gradino più alto del podio seguita da Giulia Miori, trentina di Pergolese, e dalla fassana di Moena Nadia Scola.
La cerimonia di premiazione, ospitata dal palazzetto di Stava, ha offerto agli organizzatori l’opportunità di omaggiare anche gli atleti più veloci sulle tre salite che caratterizzano il percorso: il Memorial Dario Zeni è così andato a Brunod, il Premio La Sportiva ancora a Brunod e il Premio Gore ad Alessandro Morassi, il più veloce nella discesa finale.
In quanto alla classifica generale del campionato italiano di skyrunning, dopo due prove in testa troviamo Giovanni Tacchini e Jennifer Senik (oggi quarta). Il prossimo atto sarà ospitato il 6 luglio da Corteno Golgi (Brescia).
Presenti a Stava nella giornata di oggi anche Mario Poletti e Dario Busi, i selezionatori della nazionale che hanno sfruttato questa competizione per chiarirsi definitivamente le idee in merito agli otto maschi e alle quattro donne da portare con sé agli Europei di Canazei, in programma a metà luglio. La lista ufficiale sarà resa nota solo domani.
Simpatico preambolo alla gara degli adulti è stata la Mini Stava Sky Race, animata da 17 ragazzi, che si sono dati battaglia su un percorso di due chilometri. Davanti a tutti sono sfilati Tommaso Zeni e Angelica Felicetti.
Ecco le interviste realizzate nel dopogara.
DENNIS BRUNOD: «Sono soddisfatto di questa vittoria, che dedico alla mia dolce metà, dato che a novembre mi regalerà una stupenda creatura, e al mio sponsor La Sportiva. Una vittoria alla vigilia non così scontata, vista la starting list che negli ultimi giorni si era aggiornata con atleti di prima fascia. Devo ammettere che la Stava Sky Race me la sono studiata al video più volte ed ho cercato di interpretarla come aveva fatto il vincitore della passata edizione, Paolo Larger. Nella prima salita al Monte Cornon mi sono subito messo davanti ed ho guadagnato qualche metro sugli avversari, vantaggio che in vetta è aumentato sino a 40 secondi. Ho mantenuto un ritmo regolare nella parte centrale della gara, per poi effettuare un forcing sull’ascesa del Monte Agnello, in modo da evitare spiacevoli recuperi da parte degli specialisti della discesa. Devo dire che le radici tanto temute, presenti nella parte conclusiva del percorso, alla fine sono diventate quasi motivo di sollievo, perché facevano da ammortizzatore. Visto il vantaggio che avevo acquisito negli ultimi chilometri mi sono rilassato, poi ho dato un occhio all’orologio e mi sono accorto che potevo abbassare il record ed ho alzato il ritmo».
ANTONELLA CONFORTOLA: «Ci tenevo a partecipare alla gara di casa, alla quale, per un motivo o per l’altro, non ero mai riuscita ad essere al via. Sono felicissima per la vittoria, anche se è stato faticoso perché quest’anno mi manca il lavoro di fondo che solitamente effettuo in primavera. I preparativi per il matrimonio non mi hanno consentito di allenarmi come volevo. Sfruttando le mie caratteristiche di scalatrice sul Monte Cornon sono riuscita a prendere un buon vantaggio sulle avversarie ed anche nell’ascesa al Monte Agnello ho cercato di alzare il ritmo, perché in discesa non volevo rischiare, sia per la pericolosità delle radici viscide sia perché domani inizio la preparazione a secco per la mia stagione dello sci di fondo, che culminerà con le Olimpiadi di Vancouver».

GIOVANNI TACCHINI: «Sono partito senza esagerare, perché era importante gestire le energie, e sul Monte Cornon sono transitato sesto, tenendo sott’occhio gli avversari che mi precedevano. Sulla salita del Monte Agnello sono riuscito a recuperare una posizione e nel tratto in discesa ho dato il tutto per tutto, rimediando anche due cadute. Sono comunque riuscito a superare prima Pintarelli e poi Cassi a metà dell’ultima discesa, raggiungendo il russo Mamleev, con il quale abbiamo dato vita ad una sfida combattuta per alcuni chilometri, decidendo poi di arrivare appaiati, vista l’equità dei valori in campo».
MIKHAIL MAMLEEV: «Fino a metà gara con Pintarelli ci siamo scambiati la terza posizione più volte. Sono partito più tranquillo rispetto allo scorso anno, anche perché ormai conosco la gara, non volevo sprecare troppe energie all’inizio. Al Monte Cornon ci avevo messo un minuto in più rispetto allo scorso anno, ma nel tratto in discesa ho recuperato grazie ad una progressione regolare. Quando la strada ha iniziato a scendere in picchiata verso Stava sono riuscito a passare Pintarelli e in seguito Cassi, poi da dietro è arrivato come un fulmine Tacchini: ho provato a staccarlo, ma teneva il mio stesso ritmo. Così che abbiamo deciso di tagliare il traguardo insieme. Un ottimo tempo il mio, un minuto inferiore rispetto a quello dello scorso anno e un buon test di preparazione in vista dei Mondiali di orientamento di metà agosto in Ungheria».
GIL PINTARELLI: «Un peccato aver concluso quarto. Sono stato sul podio per tre quarti di gara e ci credevo, ma in discesa Mamleev e Tacchini sono stati straordinari, era impensabile tenere il loro passo. Mi rimane la consolazione di aver recuperato su Cassi, vero protagonista nel primo tratto di gara e per il mio tempo finale. Non nascondo che questa gara era importante per me, anche perché confidavo in una convocazione per gli Europei di Canazei. Attendiamo che la federazione ufficializzi la squadra, ma ho la sensazione di essere il primo degli esclusi».
GIULIA MIORI: «Sono alle mie prime “sky race” e se alla vigilia me lo avessero chiesto avrei firmato per un piazzamento sul podio. Sono molto soddisfatta. Ho realizzato un’ottima prestazione, faticando, ma anche riuscendo a gestire le forze nel modo migliore. Il tempo finale poi per me è davvero strabiliante. Vado bene anche in discesa, ma pensare di agguantare Antonella Confortola sarebbe stato osare troppo oggi. Anzi è un onore per me essere arrivata alle sue spalle ed aver preceduto atlete di rango».

 

(Foto Marica)

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