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Confortola: un bronzo che vale una carriera

23/02/06

All’indomani dello storico bronzo in staffetta alle Olimpiadi di Torino 2006, la forestale trentina si racconta anche ai nostri taccuini

Antonella Confortola, bronzo olimpico nella staffetta femminile dello sci di fondo, ci racconta la gara di sabato scorso. E mentre assicura che c’è ancora la corsa in montagna nel suo futuro, domani sarà nuovamente in pista a Pragelato nella 30 Km. a tecnica libera…

All’indomani di una gara che, da sola, vale una carriera, Antonella Confortola ti risponde volentieri, con la gentilezza che da sempre la contraddistingue. E sin dalle prime parole scopri che nemmeno una medaglia olimpica è riuscita a cambiare i modi di questa trentina di Ziano di Fiemme, capace di conquistare con la sua modestia e la sua semplicità l’affetto e la stima tanto dell’ambiente dello sci di fondo quanto di quello della corsa in montagna. E di fare breccia nel cuore di Jonathan Wyatt, il neozelandese cinque volte iridato di corsa in montagna che in questi giorni ha fatto una spola continua tra Sauze d’Oulx e Pragelato per starle più vicina. Una storia, la loro, iniziata proprio sui monti della Valle di Susa, sul calare dell’estate del 2004, tra le pieghe di un Challenge Stellina dominato da entrambi e di una Coppa del Mondo disputatasi, con fortune leggermente più alterne, sui pendii di Sauze d’Oulx.

Non era certamente una medaglia tra le più pronosticate quella conquistata sabato 18 febbraio a Pragelato dalle fondiste azzurre nella staffetta femminile. Un bronzo che, sulla carta, pareva un  sogno e al quale, invece, Arianna Follis, Gabriella Paruzzi, Antonella Confortola e Sabina Valbusa hanno saputo dare splendida concretezza. Al termine di una gara davvero appassionante, ricca di avvicendamenti e risoltasi solamente nell’ultima frazione, con l’allungo di una Russia a lungo costretta ad inseguire e meno travolgente che in passato e con una spettacolare volata per la seconda piazza in cui la Germania prevaleva di un niente sull’Italia e sulla  Svezia.

Ancora un po’ frastornata dalle emozioni scatenate dal risultato e dagli impegni “mondani” susseguitisi in questi giorni, Antonella racconta che solamente  il giorno precedente alla gara il tecnico Gianfranco Pizio ha deciso di schierarla in terza frazione, a tecnica libera, anziché in seconda, quella a tecnica classica, cui invece, sin dai fortunati Mondiali dello scorso anno, la Confortola pareva destinata. “Negli ultimi mesi, soprattutto in estate sui ghiacciai, avevo lavorato molto sulla tecnica classica, specie in funzione della staffetta olimpica. Nella prima parte della stagione di Coppa del Mondo, complice anche qualche problema fisico,  non sono però riuscita ad esprimermi come avrei sperato e ciò mi aveva tolto anche un po’ di tranquillità, indispensabile per rendere al meglio.  Solo verso fine gennaio ho cominciato a ritrovare le sensazioni giuste anche in tecnica libera  e il quindicesimo posto nella double pursuit – la prova di 15 km. che unisce le due tecniche e che qui alle Olimpiadi ha visto la Confortola chiudere al ventiduesimo posto – di Oberstdorf, in Germania a fine gennaio, mi aveva restituito fiducia. Visti i miglioramenti della Follis anche nel classico, alla fine i tecnici hanno deciso di cambiare l’ordine del quartetto” . E alla luce dei risultati, la scelta si è rivelata quanto mai azzeccata, con le azzurre capaci di rimanere sempre nel vivo della gara e di rendere ciascuna al meglio, se non addirittura al di là delle previsioni. “Alla vigilia ero nervosa, ma ho reagito bene. Al mattino avevo davvero voglia di partire, di correre la mia frazione senza troppe paure…Quando sull’ultima e interminabile salita la tedesca Sachenbacher ha attaccato, forse avrei potuto cercare di rimanere più vicina, ma il rischio di saltare  e di compromettere la gara sarebbe stato troppo alto. E così alla fine avevo ancora qualcosina da spendere nel rettilineo finale.” Tanto da riuscire a scavalcare la frazionista finlandese e riavvicinarsi anche ad un mostro sacro come la russa Tchepalova, lanciando la Valbusa dalla quinta posizione, ma a soli 19” dalla Germania in quel momento al comando.

Una medaglia, quella di Antonella, da dedicare, oltre che ai propri cari, anche “alla Forestale,  i cui colori difendiamo tutte e quattro,  e al tecnico Pizio, che hanno sempre saputo difenderci e darci fiducia, anche nei momenti in cui polemiche e critiche non mancavano…”

Ma le Olimpiadi di Torino per Antonella non si chiudono con la staffetta. Nella 30 km. a tecnica libera in programma domattina, una Confortola libera da ogni pressione, si giocherà infatti le proprie migliori carte a livello individuale, andando a caccia di un risultato di prestigio su di una pista assai adatta alle sue caratteristiche e che già nel marzo del 2004 le seppe regalare un bellissimo sesto posto,  suo miglior piazzamento di sempre in una prova di Coppa del Mondo.

Con il tifo particolare degli appassionati di corsa in montagna, che l’attendono nuovamente protagonista sui sentieri e che sin da ora possono star certi di rivedere Antonella in gara anche in estate, senza gli sci stretti ai piedi. . “Nel 2005 ho corso molto meno e la mie uscite in gare di corsa in montagna sono state più sporadiche che in passato, perché ovviamente la preparazione olimpica aveva la priorità. Ma a me la corsa in montagna piace molto e quando sono riuscita ad andare forte in estate i risultati poi si sono visti anche nello sci di fondo. Si tratta solo di scegliere bene gli appuntamenti e di concedere al mio fisico i giusti tempi di recupero.”

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