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Antonio Molinari: 30 anni di corsa

02/06/11

Giovanni Viel, la firma e la voce della corsa in montagna italiana, celebra per noi i trent’anni scarpette ai piedi di uno dei più grandi di sempre della disciplina Rispetto al compleanno, arriviamo con qualche giorno di ritardo…Ma celebrare i trent’anni di corsa di Antonio Molinari ci pareva bello e doveroso verso chi, come il camoscio di Civezzano, ha segnato un’epoca della corsa in montagna internazionale. Per oltre un decennio Molinari ha rappresentato il faro della disciplina, l’uomo simbolo della nostra corsa in montagna, lo scalatore per eccelenza, con il tempo divenuto capace di mettere tutti in fila anche sui percorsi di salita e discesa. Giusto rispolverare, di tanto in tanto, quelle pagine, così belle e piene di romanticismo. Trent’anni di passione assoluta, di amore per la montagna agonisticamente vissuta, sono l’occasione proficua per tracciarne un profilo, per celebrare un mito della nostra corsa in montagna. Per farlo, abbiamo chiesto la collaborazione di colui che quell’apposizione – il camoscio di Civezzano – un giorno coniò, per poi cantare innumerevoli volte. Il camoscio di Civezzano, un po’ come il batuffolo di Dossena: piccoli, grandi montani eroi, epigoni di quell’Achille takus pedos, dal piè così veloce…
Con Giovanni Viel, allora, il nostro augurio più bello ad Antonio, alla sua famiglia, a tutti quelli che lo hanno accompagnato in una carriera comunque inimitabile.

P.G.

ANTONIO MOLINARI, DA CIVEZZANO CON FURORE

È stato uno degli atleti che maggiormente ha inciso sullo sviluppo della corsa in montagna internazionale. E oggi le sue società, dov’è cresciuto (Us 5 Stelle Seregnano) ed affermato (Atletica Trento CMB), hanno voluto organizzare al campione trentino, nella sua Civezzano, una grande festa per celebrare i suoi (primi) trent’anni di attività. Antonio Molinari è stato certamente tra gli atleti che ha scritto pagine importanti nella storia della disciplina, uno di quelli che ha saputo contribuire alla sua diffusione internazionale, qualificandola sotto molti aspetti: un impegno spesso non compreso.
Antonio Molinari da Civezzano ? terra di porfido, alla porte di Trento dove la Valsugana finisce per consegnarsi alla Val d’Adige e la Valle dei Mòcheni si apre a Nord ? ha cominciato proprio a correre i primi passi, con le gare CSI, nel sodalizio di Seregnano, sotto le cure tecniche di Giorgio Facchinelli, colui che lo accompagnerà, poi, ai vertici mondiali della disciplina. Da lì il passaggio all’Atletica Trento (non ancora fusasi con la Virtus di Marzola) di Marco Pasqualini è stato quasi obbligato. Ed obbligata è stata la sua scelta per la corsa in montagna, assieme alla cuginetta Antonella che, a sua volta, insieme ad un folto gruppo di atlete (tra le quali le gemelle Gaddo) era la leader della squadra femminile.
Antonio Molinari conobbe la prima (di 29) maglia azzurra già nel 1985, da juniores, a San Vigilio di Marebbe, nell’esordio della Coppa del mondo. Otto anni dopo, nel 1993 a Gap, in Francia, debuttò nella Nazionale maggiore contribuendo a portare a casa l’ennesimo successo a squadre.
Quindi, l’anno dopo, a Berchtesgaden, in Germania, coglierà la prima medaglia iridata individuale: un argento nel ”cross lungo”, quando ancora le gare seniores, in Coppa del mondo, erano due: il ”cross lungo” (solo salita) ed il ”cross corto” (salita e discesa). Il trionfo mondiale venne nel 1996 nell’austriaca Telfes, in casa di Helmuth Schmuck, con il quale diede vita ad una solida rivalità agonistica e ad una profonda amicizia. Sarà sarà argento ancora nel 1998 a La Réunion. Oltre ai 12 successi in Coppa del mondo a squadre, sono da ricordare anche i tre titoli europei individuali (1998, 1999, 2001), gli otto titoli italiani individuali, le due vittorie nel Grand Prix.
Complessivamente, nella sua grande carriera, Antonio Molinari ha preso il via in 787 gare, cogliendo 365 vittorie e finendo sul podio ben 566 volte, senza mai ritirarsi nemmeno una volta.
È stato, della corsa in montagna mondiale, il primo vero personaggio: istrione e pigmalione, soprattutto uno che non cercava scorciatoie. Mitiche le acconciature che il fratello coiffeur gli preparava per gli appuntamenti più importanti. Nella corsa in montagna deve molto a poche persone: l’amico Giorgio Facchinelli (che l’ha aiutato e? sopportato una vita), personaggio preparato (forse troppo per qualcuno), Italo Fedrizzi (che è stato il so ”angelo custode” per molti anni), Adriano Rosa (coordinatore tecnico dell’Atletica Trento) e Francesca Badano che, grazie ai? ”buoni auspici” del mai dimenticato Franco Scheggi, sarà molto più della sua moglie e la mamma dei suoi figlioli, oltre ai dirigenti e compagni di squadra del suo Club, tra i quali ricordiamo soltanto don Franco Torresani cui neanche le doti di ”esorcista” riuscirono, all’inizio, a stemperare la genuina esuberanza.
Personaggio che ebbe la capacità e determinazione ? tra i primi e pochi italiani ? di andare a fare esperienze agonistiche all’estero: in Austria e Svizzera era più di casa che da noi, diventando un mito da quelle parti. E ciò dava non poco fastidio? tra i primi (e pochi) capaci di battere il grande Jonathan Wyatt c’è proprio Antonio Molinari.
Poi l’esperienza con la corsa sulla neve con le ciaspe, un settore che oggi lo vede molto impegnato nella promozione e gestione e che ”rischia” di andare alle Olimpiadi ben prima della corsa in montagna.
E che dire, allora, dopo trent’anni di fatiche su tutti i sentieri alpini? Buon anniversario vecchio campione, e grazie di tutto!
Giovanni Viel Il trionfo più bello di Antonio, i Mondiali di Telfes 1996

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