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Alice Gaggi ricomincia da San Giovanni Bianco

11/05/07

La Campionessa Italiana Junior 2006 è pronta a debuttare tra le Promesse

Recuperati a tempi di record gli acciacchi fisici che l’avevano condizionata nella stagione invernale, Alice Gaggi è pronta all’esordio nella categoria promesse. Primo banco di prova con le avversarie della categoria senior, sarà la gara individuale femminile in programma domenica a San Giovanni Bianco. «Il dolore al tibiale della gamba sinistra mi ha sicuramente penalizzato, impedendomi di allenarmi come avrei voluto – ha esordito al stella del GS Valgerola Ciapparelli -. Ciò nonostante ho voglia di ricominciare e di confrontarmi».  Abbandonata la categoria junior, ora ti troverai a confrontarti con le atlete del settore assoluto. La cosa ti preoccupa? «So a priori che non sarà facile – ha continuato -. Lo scorso anno ho vissuto momenti indimenticabili, culminati con il successo agli italiani di categoria e il quarto posto ai mondiali. Ora, però, mi aspettano alcune stagioni davvero dure. Per questo, non mi sono prefissata particolari obiettivi. Data la mancanza di fondo nelle gambe, inizialmente cercherò di salire di condizione. Poi si vedrà». Guardando però al futuro, quali saranno le gare alle quali punterai con maggiore interesse? «Quelle di campionato italiano. Non ho dubbi. Per le mie caratteristiche sono predisposta per i tracciati di salita e discesa. La cosa, quest’estate, dovrebbe andare a mio favore visto che si inizierà con una tappa only up, per poi proseguire con due gare up and down». Dovendo correre con avversarie sulla carta più forti e su tracciati più lunghi, hai modificato la tua tabella di allenamenti? «Per il momento no. Era nelle mie intenzioni, ma il problema al tibiale e altri acciacchi fisici me lo hanno impedito. Lo scorso anno facevo tre uscite settimanali più gare alla domenica. Ora prenderò parte a questa prima prova, che mi servirà a capire il livello di preparazione. Poi valuterò di conseguenza». Rispetto ad altre atlete della tua età, hai conseguito risultati eccellenti con carichi di lavoro davvero minimi. Pensi che facendo qualcosa in più, potresti avere ulteriori margini di miglioramento? «Difficile dirlo, ma penso di si. Bisogna però vedere come il mio fisco sopporterà gli allenamenti e, soprattutto, come farli conciliare con gli impegni scolastici. Attualmente, infatti, la scuola assorbe gran parte del mio tempo». Nel 2006 hai stupito tutti vincendo il titolo italiano e centrando un inatteso quarto posto ai mondiali. Ora che sei passata di categoria, chi pensi raccoglierà il tuo scettro? «Non ne ho la più pallida idea. Lo scorso anno a giocarci i primi posti eravamo io, Anna Laura Mugno e Lavinia Garibaldi. Ora che siamo tutte passate nella categoria promesse, non saprei proprio dire chi lotterà per il primato tra le junior». La corsa in montagna è uno sport di fatica, ma anche di soddisfazione. Quando hai cominciato a praticarla e soprattutto la consiglieresti? «Ho cominciato alle medie. Avevo preso parte ai campionati provinciali di campestre e mi era piaciuto. Approdata all’agonismo, i primi risultati sono giunti dopo un pò. Anche se all’inizio non è stato per niente facile,  ho comunque tenuto duro perché questo è uno sport sano e pulito. Lo consiglio quindi  a tutti i ragazzini». Molti però, specialmente al femminile, non arrivano sino alla categoria assoluta.  Come te lo spieghi? «Questo non è certo uno sport  che gode di grande popolarità. I media non gli danno grande risalto e, quando non si è supportati dai risultati, è difficile andare avanti». Maurizio Torri

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