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CAMPIONATI MONDIALI DI CAMPODOLCINO

04/09/09

LA PRESENTAZIONE DELL’EVENTO E LE SCHEDE DEI NOSTRI AZZURRI….PREPARATEVI AL MONDIALE CON NOI!

Una presentazione speciale, a firma del nostro Paolo Germanetto, vi porterà dritti dentro il clima del grande evento che tra pochi giorni segnerà l’epilogo della stagione 2009 della Corsa in Montagna. Ma non è tutto: insieme al pezzo di presentazione troverete anche le schede delle squadre azzurre, divise per categorie, e per le classi Senior avrete a disposizione una scheda per ciascun atleta, con le info principali ed un profilo per conoscere meglio gli alfieri che difenderanno la nostra bandiera. INFINE L’APPUNTAMENTO CONSUETO CON www.corsainmontagna.it , per domenica mattina, LIVE sulla nostra home page, proprio mentre si correranno, il racconto delle prove mondiali, perchè anche chi non salirà a Campodolcino possa vivere in tempo quasi reale l’avventura iridata….

TESTO DI PAOLO GERMANETTO

SCHEDE DI ALEX SCOLARI 

 

Non è solo una questione terminologica, il passaggio da World Trophy a World Championship. E’ momento importante per il movimento atletico che corre in montagna quello che questo fine settimana passerà dai sentieri di Campodolcino e Madesimo. Là dove la Valle Chiavenna si restringe per puntare verso il Passo dello Spluga, la Coppa del Mondo è dunque pronta a lasciare spazio al Mondiale individuale e per Nazioni: venticinque anni di storia, quelli che legano San Vigilio di Marebbe 1985 a Campodolcino 2009, per fare altro passo verso l’ingresso completo della disciplina nel salotto buono dell’atletica. E’ su questo retroterra politico-sportivo – con una WMRA nell’immediata vigilia alle prese anche con le elezioni del nuovo Council – che la Provincia di Sondrio si appresta ad ospitare, sui prati dell’Alpe Motta, l’appuntamento più atteso della stagione per chi l’atletica la vive soprattutto sui sentieri.

Trentacinque Nazioni, con la Gran Bretagna per la prima volta a racchiudere in un solo Team anche nella corsa in montagna tutte le bandiere del Regno Unito e con nuove presenze, africane in primis, intenzionate ad intensificare opera di riscrittura delle forze in campo. Tutte comunque chiamate a misurarsi con un circuito di salita e discesa disegnato tra il Lago Azzurro pur decantato dal Carducci e l’imponente statua aurea della Madonna d’Europa. Questi i temi con cui dovranno confrontarsi le Nazioni tradizionalmente più votate alla disciplina, con in testa l’Italia, che torna ad organizzare la massima rassegna dopo Arta Terme 2001 e Sauze d’Oulx 2004.

Tra sogni individuali e desiderio di confermarsi Nazione guida del movimento, è una squadra azzurra che le gare della prossima domenica attende con la consueta fiducia, pur nella consapevolezza che i tempi in cui di solo azzurro o quasi si coloravano i podi internazionali è ormai storia passata. E’ squadra, quella tecnicamente da sempre guidata dal responsabile Raimondo Balicco, che si affida ad alcune punte di assoluto spessore – Valentina Belotti, i gemelli Dematteis, Marco De Gasperi e lo juniores Xavier Chevrier su tutti -, ma anche alla compattezza di un insieme che fortemente punta a ben figurare nelle quattro classifiche per Nazioni. E come altrimenti potrebbe essere per una Nazione che, al maschile, a casa abbia portato ventitre successi nelle precedenti ventiquattro edizioni della Coppa del Mondo…

 

Seniores maschili – E’ proprio quell’Eritrea che a Bursa (Turchia), nel 2006, costrinse per la prima volta l’Italia all’argento a rappresentare insidia grande per gli azzurri, con l’esperienza “montana” di Debesay Tsige, sesto proprio in quel 2006, a fungere da faro per squadra che, come da tradizione, bene pesca dai suoi talenti più avvezzi a correre su strada e nel cross: è il caso dei vari Weldemariam, Kidane Habtom e Kesete, cui si aggiunge il giovanissimo Tesfamichael.

Eritrea, ma anche e soprattutto un’Uganda, sulla carta, mai così forte in montagna. Da Martin Toroitich, argento iridato nel 2008 a Crans Montana e in gara sui 10000 metri anche a Berlino, a Geoffrey Kusuro, nel 2007 iridato tra gli juniores, categoria in cui pure vanta un ottavo posto ai Mondiali di cross 2008. Senza dimenticare altro volto noto delle corse su strade italiane, Moses Aliwa, e James Kibet, accreditato di 1h01’ e spiccioli sulla mezza maratona. A queste ombre africane, che sufficientemente bene potrebbero trovarsi su di un tracciato che non presenta difficoltà tecniche elevatissime, se ne potranno aggiungere altre, come quelle dei ruandesi Jean Baptiste Simukeka e Sylvain Rukundo. Il primo, tesserato per l’italiana Orecchiella Garfagnana, potrebbe anzi essere uno dei massimi favoriti per il successo individuale, forte anche della sua netta vittoria, su questo stesso tracciato, nella seconda prova tricolore disputata sul finire del luglio scorso. Il secondo, undicesimo negli ultimi Mondiali di maratonina, nelle ultime corse su strada italiane ha, per di più, sempre fatto meglio del connazionale…

Africa che avanza, dunque, cui l’Italia proverà a rispondere con un tridente che amalgama l’esperienza e la classe di Marco De Gasperi (Forestale) – sei volte iridato, l’ultima ad Ovronnaz 2007 – con il talento esplosivo dei gemelli Dematteis (Pod. Valle Varaita), nella speranza che l’entusiasmo del neo tricolore Martin possa trascinare anche Bernard verso traguardi importanti. Tre uomini in grado di lottare per il podio o comunque per posizioni di vertice, che avranno però bisogno sino in fondo dell’apporto dei compagni di squadra per dire molto anche nella classifica per Nazioni. Per farlo, fondamentali saranno allora anche le prove di tre atleti cui certo non difetta l’esperienza internazionale: Gabriele Abate (Orecchiella Garfagnana), Emanuele Manzi (Forestale) e Marco Gaiardo (Orecchiella).

Per il titolo individuale, tutti però naturalmente costretti a fare i conti anche con il turco Ahmet Arslan, l’uomo capace di vincere, consecutivamente, gli ultimi tre campionati europei. E di salire, da terzo, anche sul podio iridato di Crans Montana 2008.

Facile prevedere gara dura, ricca di capovolgimenti di fronte, con il terzo giro di un circuito di poco più di quattro chilometri a rappresentare presumibilmente il momento decisivo per tutti.

 

Seniores femminili – Decisamente meno “africana” la prova femminile. Certo c’è curiosità per vedere all’opera l’eritrea Yodit Mehari Medhanei, ma europee paiono essere le grandi favorite della vigilia. Insieme alla già iridata Anna Pichrtova (Cze), alla turca Esra Gullu, alla slovena Mateja Kosovelj, alla russa Janna Vokueva, fari puntati sulla britannica Sarah Tunstall, bronzo europeo in montagna nel 2008, ma anche argento continentale nel cross, tra le under 23, a Bruxelles. Fari che non possono però esimersi dall’illuminare a giorno, pur con tutta la scaramanzia del caso, anche il volto della bresciana Valentina Belotti (Runner Team Volpiano), risorta quest’anno dopo mille traversie e argento, nel luglio scorso, agli Europei di Telfes. Su di lei le attese più grandi della spedizione azzurra, anche se il palmares di Elisa Desco – oro europeo e bronzo iridato soltanto lo scorso anno – renderebbero perlomeno singolare escludere dai pronostici la cuneese dell’Atl. Valle Brembana. Ripartita solamente a primavera inoltrata dopo lungo infortunio, a lei non si può però al momento chiedere altro che mettere in campo tutta quella determinazione che l’ha sempre contraddistinta. Peculiarità questa, tipica anche delle altre due azzurre, con l’eterna Maria Grazia Roberti (Forestale) annunciata in ottima condizione e con la “mammina volante” Cristina Scolari (Atl. Valle Camonica), al debutto mondiale dopo due esperienza europee. Gran Bretagna, Repubblica Ceca e Stati Uniti le avversarie più importanti delle azzurre nella caccia al podio per Nazioni.

 

Gli juniores – Uomini impegnati su due giri del circuito, come le seniores donne, giovani donne invece alle prese con una sola tornata. Assolutamente sufficiente, però, per provare a scoprire se la Turchia sarà in grado di ripetere l’incredibile tripletta continentale di Telfes. Cambia qualche nome – segno anche di consistente bacino giovanile da cui poter attingere -, rimane Yasemin Can, bronzo continentale nel luglio scorso, a guidare squadra che dovrà specie vedersela con l’australiana Veronica Wallington, bronzo iridato nel 2007, la russa Tatiyana Prorokova, l’eritrea Mekdes Woldu Alazar e la rumena Andrea Loredana Ologu. Erika Forni (Gsa Valsesia) Federica Cerutti (Atl. Gran Sasso), Cristina Mondino (Atl.Saluzzo), le tre azzurrine in gara, da par loro, proveranno soprattutto a recuperare qualche posizione in un contesto internazionale che negli ultimi anni non troppe soddisfazioni ha regalato alle nostre juniores.

Discorso diverso in campo maschile, laddove l’Italia si affida soprattutto al talento di Xavier Chevrier, dominatore della stagione nazionale, ma soprattutto argento continentale nei mesi scorsi. Sulla sua strada il valdostano del Pont Saint Martin troverà per intero quella squadra turca con cui negli anni si è abituato a spartire le zone nobili delle classifiche, ma soprattutto un’Eritrea che a livello juniores, nelle ultime stagioni, ha spesso e volentieri fatto man bassa. Attenzione merita pure lo svizzero Candide Pralong, bronzo continentale, altro uomo con cui pur dovranno misurarsi gli altri azzurrini in gara. Luca Cagnati (Caprioli San Vito), Marco Leoni (csi Morbegno) e Kelemu Crippa (As Valchiese): lo stesso quartetto che, con grande carattere, a luglio riportò l’Italia all’oro continentale di categoria.

TESTO DI PAOLO GERMANETTO

SCHEDE DI ALEX SCOLARI

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