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Mount Fuji Race: diario di viaggio di una gara indimenticabile!

19/12/11
 
 
 
 
Pubblichiamo l’appassionante diario di viaggio dell’amico svizzero Silvano Turati.
Grazie all’aiuto di numerose fotografie, ci racconterà l’indimenticabile esperienza vissuta lo scorso anno partecipando alla più importante gara giapponese di skyrunning:
la Mount Fuji Race!!
 
 

Pronti, partenza, via e subito mi capita un colpo di fortuna all`aeroporto di Zurigo. Ai nuovi “check-in” automatici il sistema mi fa una bella offerta: “Abbiamo il piacere di offrirle un posto in business class”, ovviamente accetto…chi non accetterebbe se il volo prenotato era in “economy”?

Malgrado la poltrona potesse venir trasformata in una sorta di letto non ho comunque dormito molto durante il viaggio sopra la Siberia. Sulla televisore davanti alla poltrona hanno iniziano subito a sparare a raffica notizie in giapponese, l`unica che riesco a capire, grazie alle immagini animate, è che sulle coste a sud-ovest del Giappone sta arrivando un uragano…accidenti, proprio ora penso tra di me, vabè, vedremo.
All`arrivo a Tokyo-Narita mi accoglie una pioggia battente abbinata ad un forte vento che non mi abbandonerà per i prossimi 3 giorni. Il centro dell`uragano era parecchie centinaia di chilometri distante, ma la zona interessata dalle piogge si estendeva oltre i 1000 chilometri dal centro.
 

Dall`aeroporto di Narita all`albergo di Fujiyoshida c`erano ancora 3 ore di treno con 2 cambi, uno a Tokyo-Shinjuku e uno a Otsuki. Con grande sorpresa ho scoperto che la ferrovia Otsuki-Fujiyoshida è gemellata con la nostra Matterhorn Gotthard Bahn, i vagoni erano dello stesso colore e all`interno vi erano affisse delle foto del trenino svizzero…pazzesco

La cremagliera non c`era, comunque il trenino superava un dislivello di 500 metri in circa un`ora di viaggio. All`arrivo a Fujiyoshida (cittadina di 50.000 abitanti) la pioggia è diventata nel frattempo torrenziale e i pochissimi tombini presenti sulle strade non riescono a far defluire tutta l`acqua…inutile dire che, malgrado avessi il bus gratuito dalla stazione all`albergo, vi ci arrivo coi piedi bagnati e stanco morto.

Per prendere subito il ritmo del nuovo fuso orario decido comunque di uscire a correre, dopo 24 ore quasi senza sonno le sensazioni sono inaspettatamente buone. Non sapendo cosa mangiare per cena e non conoscendo i ristoranti mi sono recato in un piccolo negozio di alimentari li vicino ed ho comprato le poche cose che conoscevo…una sorta di pane spugna, jogurt, frutta e dei dolci. Questa sorta di “alimentazione provvisoria” è diventata poi la regola per il resto della vacanza! Inutile dire che la sera sono andato a dormire molto ma molto presto.

Il martedì e il mercoledì, nonostante la pioggia, li ho passati a visitare un po’ la cittadina di Fujiyoshida.

 

Giovedì, quindi il giorno prima della gara, arriva la tregua sul fronte della pioggia, la giornata è grigia, ventosa ma almeno non piove più per fortuna! Naturalmente, a causa delle condizioni meteo avverse, il “mostro” (il Mount Fuji) non l`ho visto prima di venerdì. È come essere a Zermatt e non vedere il Cervino! Il Mount Fuji è una delle montagne più imponenti al mondo, sovrasta le pianure sottostanti di oltre 3500 metri e nelle sue vicinanze non vi sono montagne elevate. Questo fatto lo rende una delle montagne più dominanti al mondo, paragonabile al Denali o al Kilimandjaro.

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Cronaca della gara:

21 Km, +3000 m

Nel pomeriggio di giovedì si può già ritirare il pettorale. Per i concorrenti al di fuori del Giappone hanno allestito una postazione apposita dove vi è il responsabile per gli atleti stranieri che parla molto bene inglese.

Discuto un po’ con lui e gli chiedo alcune informazioni sul percorso. Mi informa che ci sono 36 atleti stranieri al via, tra cui 6 svizzeri che però non conosco. Mi dice inoltre di partire con moderazione e di dividere la gara in due parti, i primi 15 in una parte, gli ultimi 6 in un`altra. Mi dice di fare attenzione sul fatto che per percorrere i primi 15 Km ci si impiega, di regola, la metà del tempo di percorrenza di tutta la gara…quindi al 15° Km si è SOLO a metà gara di una competizione che ne misura 21! Gli ultimi 6 Km quindi non sono assolutamente da sottovalutare, soprattutto per il fatto che si passa dalla quota di 2200 metri ai 3700!

Ricevo il pettorale 46,

i pettorali dall`1 al 20 sono riservati ai migliori atleti delle scorse edizioni, mentre per l`iscrizione pago 10.000 Yen che equivalgono a circa 105 Franchi. Sono un po’ deluso che non vi sia una maglietta ricordo compresa nell`iscrizione, si possono tuttavia acquistare separatamente.

L’albergo dove io pernotto organizza addirittura un bus privato per portare noi atleti (una decina) l`indomani alla partenza…perfetto!

Venerdì 22 luglio, giorno della gara. La corsa è organizzata di venerdì per un semplice motivo: il Mount Fuji, in Giappone, è una montagna sacra e di conseguenza sono migliaia le persone che vi salgono durante i fine settimana. Per evitare che lungo il percorso vi sia troppa gente la corsa è quindi organizzata in una normale giornata lavorativa. Nei fine settimana sono oltre 10.000 le persone che salgono in vetta.



Secondo un detto, ogni giapponese dovrebbe salire almeno una volta nella vita su questa montagna sacra. Organizzazione perfetta alla partenza (alle 7 di mattina!…ho dovuto mettere la sveglia alle 4…in Svizzera era esattamente mezzanotte), con due depositi borse, il primo era un deposito che rimaneva alla partenza, mentre l` altro erano i camion, ognuno dei quali era munito del numero di pettorale (dal…al…) che portavano le borse alla quinta stazione. La quinta stazione è dove finisce la strada asfaltata, da li in poi si prosegue solo a piedi. Oltre alla competizione principale si svolge pure una gara alla quinta stazione con classifica separata e partenza alle 8. Queste “stazioni” dovrebbero essere una sorta di “guida” versa la vetta, ma durante la gara servono a poco…sarebbero meglio delle indicazioni chilometriche!

20 minuti prima della partenza mi metto in tenuta da gara, non sapendo bene quello che mi aspetta a 3700 metri di quota indosso, per precauzione, una maglia termica lunga, nei pantaloncini mi infilo dei guanti e infine mi infilo il sacco fornitoci dall`organizzazione per tenerci caldi. 5 minuti prima di partire mi sfilo il sacco e, senza riscaldamento, mi intrufolo nel gruppo alla partenza. Tutta gente sconosciuta a parte una maglia svizzera, si tratta di un atleta elvetico dell`ST Berna che tuttavia non conosco.


Partenza puntualissima, dopo 500 metri si svolta a sinistra ed all`improvviso eccoli li davanti ai miei occhi…per la prima volta in 5 giorni vedo la montagna nella sua totale imponenza…mi è venuta la pelle d`oca pensando di dover correre fin lassù!

La direzione di corsa, ora, a parte una breve “S” per attraversare la strada principale, è solo una…10 Km sempre quasi in rettilineo e in leggera salita, una noia pazzesca!



Al 1° Km, poco prima della”S” si passa sotto l`imponente Sengen Jinja Torii



che fa anche da punto di partenza delle stazioni verso la vetta. A causa del mancato riscaldamento (voluto), durante i primi Km fatico parecchio, grazie però ai rettilinei vedo la testa della corsa e mi rendo conto di una cosa…o quelli li davanti sanno il fatto loro o prima o poi scoppieranno!

Al 1° Km Miyahara (2), poi vincitore in 2.27, e Kato (101) secondo all`arrivo in 2.41, hanno già un vantaggio abissale sul resto del gruppo.

 

L`unica immagine che ho trovato di me è questa…maglia rossa e numero 46.

Tengono un ritmo come se fosse una gara di 10 Km su strada, io li lascio fare e, infatti, alcuni di loro li supererò più avanti. Più tardi verrò poi a sapere che tra quei “pazzi” li davanti c`era gente professionista da 2.10 in maratona…

I Km passano ed attorno all`11° si prende finalmente un sentiero, largo, curato e con i primi “pellegrini”.


A questo punto dovrei trovarmi attorno alla 25 esima posizione all`incirca. L`unica nota negativa riguarda l`assenza quasi totale di segnalazioni, vebè ci sono le stazioni, ma a che servono se non si capisce nemmeno quando ci si corre attraverso? Io mi sono sempre basato sul tempo, sapevo che potevo correre attorno alle 3 ore, ed in base a quello sapevo quanta “sofferenza” mi mancava ancora all`arrivo. I primi “cadaveri” della partenza a razzo inizio a raccoglierli appena il sentiero comincia, corridori che camminano,corridori fermi, uno intento a fare stretching…e non eravamo nemmeno a metà gara!

Da filmati visti su internet mi rendo conto che sto arrivando alla quinta stazione, difatti di li a poco una svolta a destra mi immette sul vialone dell`arrivo della corsa “breve”.


Passo questo traguardo intermedio in 1 ora e 30 minuti giusti e mi accorgo di avere ancora parecchia energia, rivolgo allora uno sguardo verso l`alto, la cima non si vede ancora ma la montagna diventa sempre più ripida! Gli ultimi 6 Km, pochi ma lunghissimi…Passo ancora 2-3 corridori prima di uscire nel “deserto” privo di vegetazione della roccia vulcanica.
Mi trovo solo, davanti a me vedo ogni tanto il corridore che mi precede, sono però almeno 2 minuti di distacco, dietro di me nessuno. Attorno alle 2 ore di gara inizio a camminare, la quota si fa sentire e i muscoli iniziano ad essere acidi, pure quello davanti a me cammina e dietro sempre nessuno.
 

Nel frattempo i “pellegrini” sono diventati numerosi e alcuni mi incitano con un “Banzai”, una sorta di incoraggiamento in giapponese. Poco dopo, per fortuna, sento qualcuno che mi incita in inglese, mi dice: “Forza che lassù c`è la settima stazione!”…beh a me serve a poco sapere di quale stazione si tratta e allora io gli chiedo in inglese la posizione, “settimo” mi dice. Rimango un po’ sorpreso, non pensavo di essere cosi ben piazzato. Poco dopo iniziano i tratti veramente impegnativi del sentiero


 
 

 

 

 

 

 
dove occorre usare anche le mani attaccandosi alle taglienti rocce oppure tirandosi su dalle funi metalliche installate. Su questi tratti è impossibile correre, il terreno è molto sconnesso e la stanchezza inizia a farsi sentire. Se su questa sorta di “via ferrata” inciampo e cado potrei farmi veramente male, prudenza quindi!

 

Per fortuna che a questi tratti impegnativi seguono anche tratti di sentiero “normale” e tratti addirittura pianeggianti dove si corre in sostanza davanti all`entrata delle numerosissime capanne presenti sul percorso.

 

Su questi brevi tratti di piano ho avuto la possibilità di rilanciare un po’ l`andatura e di riprendere fiato…il problema però era che nella maggior parte dei casi, finito il piano, c`era l`ennesimo muro attrezzato con corde d`acciaio!
 
 
 
 
 

 


 
 
 

 

 

 

I minuti passano, i Km un po’ meno e l`aria diventa sempre più rarefatta. A circa 3 Km dal traguardo mi accorgo che dietro di me stanno sopraggiungendo 2 corridori, anche loro camminano e quindi non mi preoccupo più di quel tanto, si avvicinano però. Davanti a me risulta impossibile capire dove si trovi il prossimo concorrente, una miriade di “pellegrini” camminano sul sentiero rendendo vano ogni mio tentativo di individuazione. A 500 metri dal traguardo i 2 mi raggiungono e mi sorpassano, uno però lo tengo a “tiro” ad una decina di secondi malgrado i muscoli siano prossimi al crampo…non devo mollarlo penso tra di me. La fortuna vuole che prima di partire per il Giappone mi sia guardato un po’ di video della gara su “You tube” e mi sono memorizzato per bene gli ultimi metri di gara dal video. Sapevo che vi era un ultimo arco da passare e che dopo questo arco vi era una svolta a sinistra e subito dopo l`arrivo.


Quest` arco l`avevo ora davanti ai miei occhi ad un centinaio di metri e il corridore a “tiro” era ora diventato un obiettivo…un ultimo sforzo, lo raggiungo e lo supero, continuo nella mia azione e sotto l`arco mi volto…è fatta, l`ho definitivamente staccato, mancano infatti solo ancora 15 metri…è fatta, traguardo raggiunto in ottava posizione!


Appena passata la linea del traguardo uno dell`organizzazione, dopo avermi detto “Banzai” (oltre che a un incitamento vale anche come “complimenti” o “bravo”), mi mette al collo una sorta di catenina con appeso un foglio di carta. Lo guardo ma è scritto tutto in giapponese, l`unica cosa che riesco a leggere è “8th” e ne deduco che significa l`ottavo rango. Anche quelli arrivati prima di me hanno la catenina…nel pomeriggio scoprirò poi che la catenina veniva consegnata ai primi 10 assoluti e che vi era scritto di presentarsi alle 2 e 30 del pomeriggio per la cerimonia di premiazione. Dopo aver bevuto qualcosa mi reco sul bordo del vulcano ed uno spettacolo unico mi si apre davanti ai miei occhi



 

 

un`immensa voragine profonda 200 metri…il cratere! In alcuni punti del cratere vi è ancora della neve e ci sono pure dei piccoli ghiacciai. Esattamente dall`altra parte del cratere vi è il punto più alto dell`intera montagna raggiungibile in circa 20 minuti, ottimo defaticamento penso tra di me, e mi metto di nuovo a correre…non per molto, appena il sentiero sale un po’ devo camminare…siamo a 3750 metri di quota! Raggiunta la cima mi accorgo di essere il primo corridore ad essere qui, pochi minuti dopo intravedo altri corridori che hanno deciso di toccare la cima vera e propria. Un panorama incredibile, sembra di guardare fuori da un finestrino a bordo di un aereo…mare, laghi, montagne, in lontananza si intravede addirittura Tokyo! Prima di ritornare dall`altra parte del cratere prendo come ricordo una pietra dalla cima, è un classico per me! Il ritorno all`arrivo della gara, dall`altra parte del bordo del cratere è un po’ più lungo e con alcuni sali-scendi…è proprio a questo punto che inizio a sentire la quota, leggero mal di testa e una sensazione di dover vomitare. Pure agli altri corridori arrivati in cima dopo di me va al medesimo modo, uno a dovuto persino sedersi per prendere fiato. Giunto di nuovo all`arrivo della gara vedo un corridore dopo l`altro passare la linea del traguardo, un serpentone interminabile di persone si snoda giù lungo la montagna e tutti devono ancora salire fin quassù. Una sete pazzesca si fa ora sentire, bevo 4 bicchieri di acqua e mi rendo conto di avere le prime vertigini per la quota, un chiaro segnale, devo scendere subito. Il polveroso sentiero per la discesa è una altro rispetto a quello della salita,


è una sorta di pista ricoperta da una miriade di sassolini rotondi sui quali è facilissimo scivolare e cadere. Dopo circa 30 minuti le vertigini mi passano però la sete aumenta ancora…mi pento di non aver seguito il consiglio degli organizzatori, scritto persino nel prospetto, che raccomandavano di portare con se del denaro per acquistare qualcosa da bere durante la discesa in una delle innumerevoli capanne. I tornanti per scendere sembrano non finire mai…sono ben 1500 i metri di dislivello che vanno percorsi in discesa per arrivare ai bus, e di fontane o ruscelli per dissetarsi nemmeno l`ombra. Finalmente, dopo oltre 2 ore di marcia in discesa, arrivo al deposito sacchi.
Con mia gioia è presente un`autobotte dell`esercito giapponese con acqua potabile, ne bevo finche non ne posso più…ma i bus, dove sono? Mi cambio e, per non sbagliare,seguo la massa. Nonostante la quota, siamo ancora a 2200 metri, fa un caldo asfissiante e la breve salitella che porta alla strada asfaltata mi fa nuovamente sudare. Ed eccomi qui, all`arrivo della Fuji Subaru Line (la strada di accesso più vicina alla cima della montagna)

rinomato luogo turistico e sportivo. Quassù arrivano infatti svariate gare di ciclismo e di automobilismo. Pure qui però i bus non ci sono…avanti allora, come le pecore, dietro agli altri! A un certo punto…colonna, una colonna umana davanti a me, in lontananza gli agognati bus, ora bisognava solo pazientare (sotto la stecca del sole…). Dietro di me in breve tempo la coda cresce a dismisura

ma l`organizzazione impeccabile dei giapponesi fa in modo che il mio tempo di attesa non superi nemmeno i 10 minuti. Ogni 3 o 4 minuti arriva o parte un bus…”quanti bus hanno” mi chiedo tra di me? Un addetto fa passare 50 persone alla volta per 1 bus e così la coda si smaltisce molto in fretta. Pure il corridoio del bus è utilizzato, vi sono infatti dei seggiolini estraibili per sedersi, impensabile da noi con le nostre norme di sicurezza! La Fuji Subaru Line scende con una pendenza appena percettibile ed è quindi molto lunga, ben 30 Km, chiudo gli occhi e per un momento mi addormento mentre quello di fianco a me mangia qualcosa di indefinito e puzzolente.

Il bus ci scarica alla partenza e io mi reco a prendere il resto della mia borsa ed anche qui non devo nemmeno cercare, mi viene consegnata in mano! Mi reco poi dalla persona di riferimento per noi atleti stranieri e lui appena mi vede si complimenta per la mia prestazione, è quasi più contento di me! Nel frattempo la cerimonia protocollare era già iniziata e tutti gli atleti premiati avevano una sedia apposita riservata, l`unica ancora libera era la mia…che figura da pirla che ho fatto! Gli altri avevano già fatto la doccia ed erano vestiti e puliti, io ero appena sceso dal bus ed indossavo ancora gli sporchi abiti della corsa oltre che ad essere “impolverato”. Dopo vari discorsi di diverse personalità inizia la premiazione vera e propria, il primo è letteralmente ricoperto di premi…diploma, alabarda con bandiera, 3 medaglie, un paio di scarpe, un invito ad una corsa in Malesia e da ultimo l`immensa coppa!

 

Il secondo e il terzo ricevono una medaglia, un diploma E BASTA. Dal quarto al decimo, quindi pure io come ottavo, una medaglia.

 
Sinceramente mi attendevo qual cosina in più…
Devo purtroppo lasciare la premiazione anticipatamente, l`ultimo bus che mi porta in albergo parte tra 30 minuti dalla stazione, e la stazione dista 20 minuti di marcia a piedi. Inizio ad avere fame, non ho più mangiato niente dalle 5 di mattina ed ora sono quasi le 16 del pomeriggio!

Finalmente in albergo! Appena arrivato in camera mangio tutto quello di commestibile che trovo in giro ma non basta, devo rifocillare il corpo con qualcosa di sostanzioso e mi viene quindi un`idea…a 500 metri dall`albergo c`è un Mc Donalds! L`ultima volta che sono entrato in un Mc Donalds saranno stati 15 anni fa, ora l`occasione era buona in quanto era l`unica sorta di cibo che conoscevo in Giappone. Un Mc Chiken e patate fritte, ho riempito un po’ il buco

 

 

 

 

nello stomaco ma avevo ancora fame, mi sono recato allora in un piccolo negozio ed ho comprato ancora una miriade di dolciumi e porcherie varie che mi sono poi mangiato in camera.

Classifica Mount Fuji

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Cronaca della vacanza dopo la gara:

Il giorno dopo la gara è la più bella giornata da quando sono in Giappone, il Fuji si staglia all`orizzonte e nemmeno una nuvola all`orizzonte! Prima di colazione faccio quindi quello che avrei voluto fare da 5 giorni a questa parte…fotografare la montagna in tutta la sua imponenza!

Devo fare in fretta però, alle 9 devo già essere in stazione, una lunga giornata sui treni mi attende. Dopo aver cambiato 3 volte treno arrivo finalmente sulla linea dei treni freccia giapponesi (Shinkansen) a Shin-Yokohama e salgo a bordo di questo mezzo…


che mi porta fino a Shin-Osaka. Altro cambio e poi direzione Kagoshima, vi ci arrivo alla sera alle 20 ed è già notte, per fortuna l`albergo si trova proprio in stazione. A Kagoshima (600.000 abitanti, nel profondo SUD del Giappone) rimango 2 notti, giusto il tempo per visitare il vulcano Sakurajima, uno dei più attivi del paese. La cenere del vulcano, a Kagoshima, si trova ovunque.
Questa domenica passata a Kagoshima a poco a che vedere con le nostre domeniche…qui tutti i negozi sono aperti, addirittura l`ufficio postale è aperto di domenica…impensabile da noi! Non per niente i giapponesi sono i più gran lavoratori al mondo.

L`indomani mi attendono ben 1700 Km col treno, da Kagoshima via Osaka e Tokyo a Nagano, cittadina tra le montagne che ha ospitato nel 1996 i giochi olimpici invernali.

 

 Credevo che Nagano fosse una piccola cittadina tipo la nostra Davos…alla faccia della cittadina…ci vivono quasi 400.000 abitanti. Da Nagano faccio dei giri col treno, il primo giorno mi reco sulla costa NORD del paese con questi mezzi,


 
a Niigata (800.000 abitanti) e il secondo giorno vado a Tokyo, l`agglomerato urbano più grande al mondo con la bellezza di 35 milioni di abitanti! Dalla stazione di Tokyo per arrivare ai bordi della città ci si impiega oltre 30 minuti…pazzesco…e il treno viaggia a 130-140 Km/h! La stazione di Tokyo è una cosa allucinante, ci ho impiegato 15 minuti per uscirne! Ho trovato persino affisso un manifesto di una corsa in montagna

Il penultimo giorno mi sono spostato da Nagano all`aeroporto via Tokyo-Shinjuku. In alcuni punti viaggiavamo in piena città su una tratta di 6 binari! Tokyo-Shinjuku ha dei modernissimi grattacieli

e una grande stazione ferroviaria. Da qui ho preso il Narita Express (N`EX) che più che un treno sembrava un salotto!
che mi ha portato all`aeroporto. Ho preso poi il bus gratuito che mi ha portato all`albergo. Il giorno successivo sono poi partito alla volta della Svizzera.
Questa esperienza verrà rifatta nel 2012. Tutti coloro che sono interessati a parteciparvi sono pregati di contattarmi personalmente all`indirizzo mail:
silvano.turati@gmail.com. Il prezzo dipenderà dal numero dei partecipanti e da quello che si vorrà fare e si aggirerà attorno ai 6000 franchi tutto compreso. Il viaggio durerà 12-13 giorni.

 

 

 

 

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