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Monza Resegone, ben più di una gara…

20/06/13

Sabato sera torna la Monza Resegone, al via 723 atleti suddivisi in 241 squadre

 Monza

Torna puntuale anche quest’anno la “mitica” gara che porta gli atleti dall’abitato di Monza fino al Monte Resegone. La gara è giunta alla 53^ edizione e non sembra “sentire” gli anni. Il comitato organizzatore ha infatti dovuto fissare il tetto massimo di squadre partecipanti a 241 rifiutando, non senza dispiacere, diverse squadre. Già effettuato il sorteggio delle squadre per la determinazione dell’ordine di partenza, con il via da Piazza Roma di Monza che verrà dato alle 20:30. Favori del pronostico per i terzetti Emanuele Zenucchi, Mirko Canaglia e Tito Tiberti che sfideranno “cronometricamente” Dario Rognoni, Tommaso Vaccina e Orazio Bottura, attenzione però ad eventuali sorprese, la tipologia di gara e il format in notturna fino all’ultimo potrebbe cambiare l’esito finale.

monza-resegone

Comunque sia per tutti sarà una sfida epica, in bocca al lupo ai partecipanti!!!

Ordine partenza Monza Resegone 2013

Storia della gara

Il 9 Novembre 1924 sul percorso Monza – Calolzio – Erve – Capanna Alpinisti Monzesi al Resegone (mt 1.173 s.l.m.) ebbe luogo la “Prima Gara Turistica Autunnale”, evento sportivo organizzato allo scopo di collegare idealmente la Sede Sociale della S.A.M., ubicata nel cuore della città,con la Capanna sul Resegone.

Singolare la formula usata dai Soci fondatori e dai sopraggiunti per tale manifestazione. Una GARA, quindi con tutte le caratteristiche che la parola stessa impone (lottare con uno sforzo per vincere o superare un avversario), ma, al tempo stesso, anche TURISTICA in quanto ricreativa, istruttiva ed a scopo di svago.

Le squadre partecipanti erano composte da quattro elementi che, a passo di marcia e partendo alle ore 22.00 dall’Arengario di Monza, dovevano percorre i 42 chilometri e presentarsi al traguardo entro 6 ore per potere essere inseriti dell’ordine ufficiale di arrivo. Condizione indispensabile affinché la squadra venisse classificata, era però che almeno tre concorrenti sui quattro partiti, portassero a termine la gara.

L’abbigliamento degli atleti era in sintonia con gli usi e i costumi dell’epoca: scarponi da montagna chiodati, fasce avvolte attorno alla gamba dalla scarpa fin sopra il ginocchio, pantalone alla zuava, maglione e, buon ultimo, uno zaino in spalla che doveva contenere generi di prima necessità (successivamente sostituiti da semplice paglia per rendere meno gravoso il fardello).

Le strade percorse erano assiepate di spettatori che, nonostante l’ora tarda, dimostravano grande interesse e coinvolgimento alla gara applaudendo e incitando i concorrenti che, sul fare del mattino, arrivavano alla Capanna.

Alla prima edizione del 1924 seguirono altre due manifestazioni (1925, 1926). Poi, a seguito della fusione della Società Alpinisti Monzesi con il C.A.I. per motivi politici, la manifestazione fu sospesa.

Nel 1947, al termine degli eventi bellici, avvenne la rifondazione della Società Alpinisti Monzesi e, con essa, riprese la Monza – Resegone che continuò ininterrottamente fino al 1955, cioè per altri nove anni.

La nuova sospensione, questa volta, determinata da eventi di natura diversa che crediamo di potere individuare nel benessere sopraggiunto nel Paese e dalla conseguente attrazione per forme di divertimento fisicamente meno faticose e impegnative.

Un ritrovato amore per la natura e la riscoperta dell’agonismo sportivo come momento esaltante dell’io ed aggregante con i consimili, riporta al gusto per le corse e, conseguentemente, la Monza – Resegone, come l’Araba Fenice, nel 1973 risorge più bella e splendente di prima.

Bella perché rinnovata nella forma. Ora i concorrenti sono solo 3 per squadra; devono però arrivare al traguardo tutti assieme, pena la squalifica.

Perciò, per fare parte del terzetto, occorre essere ben affiatati con i compagni e quindi essere amici. Non si usa più il passo di marcia ma si corre. Correre sul pianeggiante asfalto che dall’Arengario accompagna i concorrenti fino alle porte di Calolzio, correre sulle prime erte frammischiate a scalini spesso introvabili per il buio pesto e che fanno poi baluginare le prime lontane luci di Erve, correre sullo sconnesso, aspro, malagevole e fosco sentiero che, dipartendosi dal Ponte del Scelto issa, fra una selva di piante, lassù fino alla Capanna Alpinisti Monzesi. Qui finalmente si conclude ogni sacrificio ed esplode la felicità per la competizione portata a termine.

Splendente perché i partecipanti alla gara, abbandonato l’abbigliamento dell’anteguerra, sono ora un luccichio di colori, che fanno entusiasmare tutti gli spettatori. Scarpette speciali, variopinti pantaloncini di raso che avvolgono di leggerezza, magliette multicolori che mettono in risalto le sgargianti scritte degli sponsor: sono queste le immagini dei podisti che corrono sotto gli occhi di migliaia di persone plaudenti, che si accalcano ai lati della gara e che rendono ancora più meravigliosa la notte della Monza – Resegone.

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