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Max King, storia iridata: dalla montagna alla 100 Km

22/11/14

22 novembre 2014 – Dal Mondiale di Tirana a quello di Doha. Dalla montagna alla strada, nella sua versione più lunga, la 100 Km. A tre anni dal trionfo iridato nella corsa in montagna, lo statunitense Max King, nella notte italiana, ha completato un’insolita doppietta, conquistando a Doha il titolo mondiale della 100 Km.

Non nuovo certo allo spaziare ampiamente in tutto l’orizzonte possibile della corsa, su ogni terreno, quella dell’americano è davvero un’impresa più unica che rara. Già capace di stupire in Albania nel settembre 2011 – il suo rimane l’ultimo successo di un bianco nella corsa in montagna iridata – la sua storia atletica è fatta di risultati importanti anche su pista e nel cross.  Nel 2012 arrivò a sfiorare la qualificazione olimpica sui 3000 siepi – nei Trials di Eugene corse in 8:30.54, suo primato personale – dopo aver comunque già rappresentato gli Stati Uniti anche nelle rassegne iridate di cross e mezza maratona.

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Dopo il titolo iridato di Tirana, King già aveva cercato e trovato fortuna anche nei campionati americani di ultra-trail, sia sulla distanza di 50 Km sia su quella doppia. Cento chilometri anche allora: dai sentieri, un ritorno alla strada, per mettere questa notte ancora una volta tutti in fila.

Dopo 6h27’43” King ha preceduto sul podio lo svedese Jonas Buud – 6h32’04” – e lo spagnolo Jose Antonio Requejo – 6h37’01” -, conducendo gli Stati Uniti anche al successo a squadre, laddove pure si registra il nono posto di Zach Miller, che già era stato cinquantaduesimo ai Mondiali in montagna a Casette di Massa nel corso di questa stagione.

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Per l’Italia quinto posto a squadre tra gli uomini, con Alberico Di Cecco ottavo, Hermann Achmuller 23esimo e Daniele Palladino 27esimo, mentre Giorgio Calcaterra ha chiuso più lontano, oltre l’ottantesimo posto. Al femminile, successo dell’inglese Greenwood, con Barbara Cimarrusti prima italiana al traguardo in 25esima posizione. Ritirate invece le altre azzurre.

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