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Marco Berni conclude la sua incredibile avventura

25/03/13

Il corridore bresciano taglia il traguardo dell’Iditarod Trail Invitational

Marco Berni è arrivato a Nome il 24 marzo alle 18.00 ora locale (alle 4.00 del 25 marzo ora italiana), ha percorso i 1800 km della gara in 28 giorni, e 4 0re. A tagliare il traguardo con lui è il suo compagno di viaggio Beat Jegerlehner, i due atleti si classificano secondi per la categoria “runners”, il vincitore è Tim Hewitt con un tempo di 24 giorni, 20 ore e 30 minuti.

Marco Berni, ristoratore bresciano di 46 anni, è partito domenica 24 febbraio alle 14.00 ora locale (alle 24.00 ora italiana) da Knik Lake per attraversare l’Alaska percorrendo 1800 km a piedi.

L’Iditarod è una competizione a cui i partecipanti possono gareggiare a piedi, in bici o con gli sci.

Marco è arrivato al primo traguardo della corsa breve di McGrath, dopo aver percorso 560 km in 7 giorni, 2 ore e 40 minuti.

Da McGrath sono poi cominciate le difficoltà, qui è arrivato con gli scarponi completamente rotti e se ne è fatti prestare un paio da John Storkamp che a McGrath ha terminato la propria gara. Gli scarponi gli hanno provocato delle vesciche ai piedi per cui ha dovuto iniziare una cura antibiotica.

Marco risolve il problema degli scarponi dopo 627 km di cammino, ad Unalakleet gli vengono infatti spediti un nuovo paio di scarponi da Todd Kasteler, un atleta che vive ad Anchorage e ha terminato la gara a McGrath.

La cronistoria dell’avventura…

L’avventura dell’atleta bresciano Marco Berni all’Iditarod 2013 era iniziata domenica 24 febbraio alle 14.00 ora locale (mezzanotte ora italiana).

Cosa è l’Iditarod Trail Invitational?

L’Iditarod Trail Invitational è una competizione ad invito nel corso della quale i partecipanti devono attraversare l’Alaska per 1800 km da Knik Lake, a nord della città di Anchorage, fino a Nome,  potendo  scegliere di farlo a piedi, in mountain bike o con gli sci.
L’Iditarod prevede due percorsi, uno breve e uno lungo.
Quello breve si conclude a McGrath dopo 560 km, mentre il percorso lungo si divide in percorso nord e sud, affrontati rispettivamente negli anni pari e dispari.

I due sentieri si dividono al check point di Ophir per poi ricongiungersi a Kaltag.

Sulle orme del valoroso cane Balto

L’intento dell’Iditarod è quello di onorare il cane Balto e la muta di cani che nel 1925 salvò l’intera popolazione di Nome da un’epidemia di difterite portando il vaccino su una slitta per 1800 km.

Berni tenterà per la sesta volta l’impresa di percorrere i 1800 km a piedi.

Chi è Marco Berni

Marco Berni è un ristoratore bresciano di 46 anni della Franciacorta con la passione per la montagna; vive a Monticelli Brusati, ed applicando l’esperienza nella ristorazione alla passione per la montagna, negli ultimi 3 anni si è occupato della gestione di rifugi in alta quota.

Ed è proprio la passione per l’escursionismo estremo che l’ha spinto ad affrontare la sfida di attraversare l’Alaska a piedi.

Non è la prima volta che Marco partecipa all’Iditarod, bensì la sesta. La prima volta risale al 2004 quando Marco giunge terzo nella categoria “runners” nel percorso breve, bissando poi il risultato nel 2007.

Nel 2005 tenta per la prima volta il percorso lungo ma è costretto a ritirarsi dopo 900 km a causa di un problema alla gamba.

Quest’imprevisto non lo ha però scoraggiato, spronandolo invece a riprovarci sia nel 2006 che nel 2009, piazzandosi in entrambe le occasioni al secondo posto assoluto nella categoria “runners”.

Berni è una delle sole quattro persone che sono riuscite a completare la gara su tutti e due i percorsi lunghi; oltre a lui sono riusciti nell’impresa Tim Hewitt, Roberto Ghidoni (altro atleta bresciano) e Tom Jarding.

Il traguardo del tragitto breve

Marco Berni è partito il 24 febbraio alle 14.00 ora locale ed ha raggiunto McGrath dopo 7 giorni, 2 ore e 40 minuti, percorrendo 560 km.

Il vincitore del percorso breve nella categoria “runners” è stato David Johnston che dopo 4 giorni e 19 ore di cammino ha tagliato per primo il traguardo a McGrath, giungendo addirittura prima di alcuni partecipanti della categoria “bikers”.

Johnston ha scelto McGrath come suo unico traguardo, non proseguirà fino a Nome come Berni. Per questo motivo ha potuto sfruttare tutte le sue energie per i primi 560 km di gara, a differenza di Berni, che giustamente ha scelto di razionare bene le proprie forze per riuscire a percorrere altri 1200 km.

Fatica, imprevisti e Sfida nella Sfida.

Non sono pochi gli ostacoli che Marco ha dovuto affrontare lungo questa gara.

Il più problematico è stato l’imprevisto degli scarponi rotti. Berni è arrivato a McGrath con gli scarponi rotti e oramai inutilizzabili.

Si è quindi fatto prestare gli scarponi da John Storkamp che ha concluso la sua gara a McGrath, ma la soluzione di ripiego provoca dolorose vesciche ai piedi, peggiorate sempre di più lungo il cammino, costringendo l’atleta ad iniziare una cura antibiotica.

Fortunatamente al check-point di Unalakleet Marco ha risolto il problema degli scarponi, sostituendoli nuovamente con quelli inviatigli da Todd Kasteler, un atleta che vive ad Anchorage e ha terminato la gara a McGrath.

Non solo Berni, ma tutti i partecipanti alla gara si sono trovati in difficoltà poiché nel tratto tra Takotna e Shageluk le temperature sono state decisamente alte rispetto a quelle previste in Alaska in questa stagione.

La conseguenza è che la neve ha iniziato a sciogliersi e le slitte dei cani, che partecipano alla gara “Iditarod sled dog race” partita il 2 marzo, hanno rovinato il fondo del percorso con il loro passaggio.

Trascinare la slitta si è dimostrato pertanto molto più pesante, dato che la neve sciogliendosi a causa della temperatura sopra lo zero ha reso il percorso fangoso e scivoloso.

A questo si sommano pioggia e forti raffiche di vento, che rallentano di molto il percorso di Berni, che nel secondo tratto della gara ha optato per proseguire in compagnia di Beat Jegerlehner.

L’Arrivo a Nome

Nonostante i molti imprevisti e il clima rivelatosi non sempre favorevole Marco Berni ha concluso con successo per la terza volta il percorso lungo dell’Iditarod tagliando il traguardo di Nome.

Marco Berni e Beat Jegerlehner hanno percorso i 1800 km dopo aver camminato per 28 giorni e 4 ore, arrivando secondi nella categoria “runners”.

Tim Hewitt è invece il vincitore della gara nella categoria “runners”, giungendo a Nome in 24 giorni, 20 ore e 30 minuti senza mai fermarsi ad un check-point, avendo scelto di portarsi dietro tutte le provviste e l’equipaggio da Knik Lake fino a Nome.

Gli altri partecipanti.
I Bikers italiani Ausilia Vistarini e Sebastiano Favaro

Alla partenza, oltre a Marco si contavano altri 48 partecipanti, tra cui Ausilia Vistarini e Sebastiano Favaro, due italiani iscritti nella categoria “bikers”, anch’essi diretti a Nome.

I due  italiani hanno raggiunto il primo traguardo a McGrath dopo aver pedalato per 5 giorni, 9 ore e 45 minuti e sono arrivati al secondo traguardo di Nome il 18 marzo alle 21 ora locale (ore 7.00 del 22 marzo ora italiana) dopo un tragitto durato 22 giorni e 7 ore.

Nella categoria “bikers” è invece è Bob Ostrom il primo biker ad arrivare a Nome dopo 20 giorni e 16 ore.

Per tutti i dettagli sull’avventura di Marco Berni visita il sito www.marcoberni.com o la sua pagina facebook www.facebook.com/MarcoBerniAdventures

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