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Lo spagnolo Luis Alberto Hernando a caccia del primato dell’Aconcagua

16/12/11

In mancanza di gare, vengono buone le sfide personali e di squadra. Questo devono aver pensato un gruppo di atleti spagnoli la cui prossima sfida, sarà quella di tentare il record di salita e discesa della vetta più alta delle Americhe, l’Aconcagua, 6962 mt di altitudine. Il team di atleti che in questi giorni si trova in Argentina, è composta dal vincitore delle Skyrunning World Series di quest’anno, Luis Alberto Hernando, Nuria Dominguez, quinta classificata nel medesimo ranking, Pere Aurell, quarto classificato, e Felix Castrillo.
La spedizione è partita in questi giorni alla volta della Cordillera delle Ande Argentina per acclimatarsi al meglio e preparare l’assalto al record. La data presunta nel quale la squadra tenterà di raggiungere l’obbiettivo, indicativamente sarà nella prima settimana di gennaio 2012. Prima, gli atleti, faranno un tentativo per capire quale sarà il percorso e le insidie, che li aspettano.
L’obbiettivo dichiarato è il seguente: Hernando & soci dovranno percorrere l’itinerario che sale dalla Valle de Horcones (entrata del Parco dell’Aconcagua a 2850 mt di quota ) fino alla cima dell’Aconcagua e ritorno. Il tutto in meno di 14 ore e 5 minuti, tempo realizzato nel 2007 dal connazionale alpinista Jorge Egocheaga, anche se questa prestazione non è rimasta esente da polemiche e dubbi , vista la mancanza di cronometristi e soprattutto, di foto della cima..
Alcuni dati per rendere l’idea di quali difficoltà si troveranno ad affrontare i ragazzi spagnoli:
per questo record di velocità, gli atleti indosseranno scarpe sportive ed un minimo di abbigliamento necessario. Più di tutto porteranno con loro delle barrette energetiche, cioccolato, e dell’acqua che servirà durante l’intero tragitto. La via scelta sarà quella normale, ovvero la parete nord-ovest della montagna. Le temperature raggiungono i -20° C, e la parte alta del trail è costituita da neve ghiacciata che in determinate situazioni assume la forma dei caratteristici “Penitentes”, conformazioni di ghiaccio a mo’ di cono alte 2-3metri.
I commenti più frequenti in questi giorni, riguardano i dubbi circa le prestazioni atletiche alle quote più alte. Per ottenere super prestazioni, è meglio essere skyrunners o esperti alpinisti, cioè camminatori ma profondi conoscitori del proprio fisico in risposta alle quote elevate? Un conto è correre forte a 2000-3000mt, un conto è farlo dai 6000mt in su.
A rafforzare la teoria riguardo la capacità di taluni atleti di esprimersi al meglio anche nell’aria più sottile, vogliamo ricordare che proprio sul gigante andino, nel 2000 gli skyrunners italiani Jean Pellissier, Bruno Brunod e Fabio Meraldi, salirono e ridiscesero la montagna da Plaza de Mulas (4300mt di quota) nello strabiliante tempo di 4h52’!

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