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L’allenamento secondo Kilian Jornet Burgada. Intervista all’istancabile spagnolo

22/12/11

Siamo debitori con voi lettori della seconda parte dell’intervista realizzata dai nostri amici spagnoli di corredordemontana.com a Kilian Jornet. Il ventiquattrenne spagnolo, che pochi giorni fa ha ricevuto il premio come miglior atleta catalano del 2011, è una vera forza della Natura. Per la rubrica giovedì con l’allenamento, vi proponiamo appunto l’intervista di come Kilian si prepara per le competizioni. In questo caso, vale la raccomandazione così in voga qualora si presenti al pubblico qualche cosa di “pericoloso”. Quindi, ragazzi mi raccomando, non fatelo anche voi a casa!!

Kilian Jornet, parla del suo modo di allenarsi, le sue risorse ed esperienze in gara.

 • Ti capita spesso di utilizzare le risorse psicologiche di fronte una sfida o una gara?

In gara sono due le idee che cerco di tenere sempre ben presenti nella mia mente, e l’ ho imparato con l’esperienza, cioè che durante una lunga distanza, le cose possono sempre cambiare (in meglio), e che sempre posso vincere.

• Chi sono le persone che hai intorno e che ti aiutano nella stagione per conseguire tali risultati sportivi?

C’è un team multidisciplinare intorno a me: – Un medico dello sport, utile per programmare i periodi di recupero fisico – Un fisioterapista, soprattutto nel periodo invernale durante la stagione sciistica (da ottobre a aprile). -Pur essendo autodidatta per l’allenamento, sono sempre in contatto con la mia ex allenatrice, Maite Hernandez, e con Jordi Canals, il quale mi consiglia nelle diverse occasioni.

 • A quante competizioni partecipi fra estate ed inverno?

 Normalmente partecipo a una media di venti gare all’anno, fra gare di scialpinismo e gara di corsa in montagna. Per quanto riguarda le gare a cui punto come obbiettivo, sono sette-otto (quasi il 50% del totale).

 • Potresti riassumere un anno sportivo, “Made in” Kilian Jornet?

E ‘semplice, tra ottobre e novembre, di solito inizio a sciare, e con questa disciplina continuo fino a fine aprile, quando ripongo gli sci per iniziare a correre su e giù per le montagne, rispettando il tempo un mese per adeguarsi alla disciplina. Solo la passata stagione, dopo solo una settimana dalla fine della stagione sciistica con il Mezzalama, ho partecipato ad una gara Trail in Australia di 100 (cento!) chilometri (vincendola), senza un’ adeguata preparazione a piedi!

• Come si svolge una settimana tipo di allenamento nella stagione sciistica?

Normalmente, faccio: – 3 giorni a settimana 4 ore a ritmo medio. – 2 giorni alla settimana 2 ore con variazioni di ritmo tipo fartlek. -2 Giorni a settimana (opzionale) 4 ore a ritmo lento per recuperare.

 • Mentre nella stagione estiva per la corsa come ti prepari?

Cerco di ottenere un volume sufficiente di chilometri e ore di lavoro facendo :- 3 giorni a settimana con la bici da strada con 2 uscite di 6-7h e una di 2h a passo rigenerativo sempre molto tranquillo. – 4 giorni alla settimana per correre, con 2 giorni di 2-3h di corsa a ritmo abbastanza elevato , e 2 giorni uscite da 4 a 7 ore con ritmi elevati solo in salita

• Quali altri sport pratichi?

-Come già ho ricordato, pratico il ciclismo, lo sci, la corsa e anche lo skiroll (sci con le ruote), che aiuta ad allenare i muscoli delle braccia, sia per lo sci che per la corsa in montagna, come la preparazione ai chilometri verticali, grazie all’uso di bastoni.

• Per finire, facciamo una domanda che spesso si chiedono anche gli appassionati che seguono le gesta di Kilian, un corridore forse troppo giovane per fare quello che ogni stagione – da qualche anno- è in grado di eseguire. Riuscirai a tenere questo standard di allenamenti e gare fino all’età di 40-45anni?

-Quello che ho molto chiaro in testa, è che mi diverto sia sciando che correndo per molte ore. Soprattutto sono molto motivato e amo quello che faccio. Penso che i miei allenamenti siano ponderati, e soprattutto sotto stretto controllo medico, il quale mi aiuta a dosare lo sforzo senza esagerare. Inoltre, alternando la corsa anche con la bicicletta e lo sci, preservo le articolazioni con attività per nulla traumatiche.

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