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Il gran volo di Fassinotti

23/02/14

ANCONA, 23 febbraio 2013 –  Ore 14,42 di una domenica qualsiasi in riva all’Adriatico. Al Banche Marche Palas di Ancona è in svolgimento la seconda giornata degli assoluti. Il primo giorno non aveva destato grandissimo interesse, allora un giovane azzurro specialista del salto in alto ha pensato bene di mettere le cose a posto. Si chiama Marco Fassinotti che si è elevato sino a 2,34, esattamente 370 giorni dopo il record che Silvano Chesani aveva stabilito, sempre nello stesso impianto, con 2,33. Un centimetro in più per il piemontese che già l’8 febbraio si era arrampicato sino alla stessa misura a Arnstadt in Germania. Gara esemplare quella dell’aviere. Entrato in gara quando parecchi finalisti avevano già svolto il loro compitino e si erano già seduti per seguire proprio Fassinotti, i gemelli Ciotti e Bettinelli. Marco alla prima prova superava 2,15, 2,20, 2,24, 2,28 alla seconda, 2,31, poi l’azzurro chiedeva 2,34 con la spalla faceva cedere l’asticella, alla seconda questa traballava ma rimane sui ritti.

Il volo a 2,34 di Marco Fassinotti

Il volo a 2,34 di Marco Fassinotti

A Marco va bene così, saluta il pubblico con un salto mortale sui sacconi. Sarà uno dei nostri punti di forza per i prossimi mondiali indoor, ma non chiedetegli come andrà a finire. “la finale e…poi non dico il resto”. Scaramanzia, per questo 25 enne nato a Torino, che centra la quarta miglior prestazione mondiale dell’anno, oltre ad essere in assoluto il record visto che migliora l’annoso 2,33 di Marcello Benvenuti (12/9/89). Il nuovo primatista italiano ha mutato letteralmente la sua vita da gennaio dello scorso anno, quando armi e bagagli si è trasferito a Birmingham alla corte di Fuzz Ahmed, tecnico inglese di origine pakistana. “In Inghilterra mi trovo benissimo, tant’è che ora, a volte mi scambiano per uno di loro, il che mi fa letteralmente sorridere, visto che parlano in un inglese che viene definito dialetto delle Midlands”. Fassinotti dopo due stagioni di livello più che discreto con nono posto a Barcellona (Europei 2010) e un sesto a Daegu (Mondiali 2011) non è riuscito a concretizzare la mole di lavoro alla quale si sottoponeva. La conseguenza è stata il viaggio verso la terra d’Albione alla corte di Robbie Grabarz, campione europeo a Helsinki 2012 e bronzo ai Giochi di Londra, con un personale di 2,37. “In Inghilterra, ha proseguito Fassinotti, si da molta più importanza alla qualità dei lavori che alla quantità, ad esempio durante l’inverno abbiamo dato molta importanza alla corsa in curva prima dello stacco. Quando vivevo in Italia mi sentivo un ragazzo un po’ adulto, ora mi sento un adulto un po’ ragazzo”. Difficile dare torto all’atleta che ha frequentato il liceo scientifico Sociale di Torino e che ancora a Parigi indoor 2011 era ancora impacciato nel parlare di stesso e che ora tranquillamente illustra i suoi programmi. “Ho due anni in meno di Grabarz, ha proseguito, lui viaggia a misure più alte delle mie, io avevo come obiettivo una media di 2,28 su dieci salti, sono arrivato a 2,30. Non mi lamento. A chi mi chiede se ho un mito, un personaggio da imitare io rispondo Stefan Hom, che si riavviava i capelli prima di ogni salto. Lo svedese era rasato, mentre Fassinotti porta i capelli lunghi. Sopot è alle porte abbiamo una carta da giocare. Incrociamo le dita.

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Le altre gare –  Volano gli avieri. Dopo l’impresa di Marco Fassinotti, tocca ad un altro atleta dell’aeronautica Stefano Tremigliozzi a far vibrare il pubblico che si è assiepato sulle tribune dell’impianto dorico. Nel lungo l’atleta di Benevento, è atterrato a 8,06 (2ª prova) e, particolare non indifferente è pure terza prestazione italiana di sempre sotto tetto, dopo l’8,30 di Howe (4/3/07) e l’8,26 di Evangelisti (21/2/87). Tremigliozzi ad ogni buon conto non stacca il biglietto per Sopot (minimo 8,16). Nelle altre gare non è successo nulla di particolarmente interessante. Nei 400 Matteo Galvan scende sotto i 47” (46”96), si toglie la maglia in segno di giubilo. È il suo primo titolo indoor! Nel peso bella lotta tra l’antico Paolo Dal Soglio e il futuro Daniele Secci, che ha visto la vittoria di quest’ultimo con 18,64, 14 cm in più del carabiniere ultraquarantenne. Nelle velocità Audrey Alloh 7”34 mette d’accordo le varie Hooper 7”42 (7”35 in batteria) e Caravelli (7”43), tra i maschi Fabio Cerutti chiude in 6”68 su Desalu 6”80 e Ferraro giovane del 1994 che in batteria aveva fatto presagire cose interessanti con 6”68 ma che perso letteralmente i primi appoggi dopo il via. Va sicuramente meglio nel lungo Darya Derkach che stampa un 6,28, dopo che ieri nel triplo aveva inanellato una serie di nulli nel triplo. Negli 800 si è rivisto Mario Scapini (quarto) dopo un’assenza di oltre un anno per un tumore allo stomaco. Alla fine un tripudio per il milanese con uno striscione mostrato dagli stessi atleti con la scritta: “bentornato tra noi Mario”. Martedì sarà ufficializzata la nazionale per Sopot. Certamente composta da poche unità.

Walter Brambilla – foto Elio Panciera

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