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I “segreti” dei percosi del Campionato Italiano a staffetta di Leffe

21/05/14

Come affrontare al meglio il tracciato tricolore

by Lele Manzi

Leffe

Il pratone all’inizio della salita del Monte Beio

 

 

Il percorso maschile misura 8,180 km con un dislivello in salita (e discesa) di 250 mt. Dopo la partenza in Piazza della Libertà si continua su strada asfaltata lungo il rettilineo di partenza/arrivo, poi curva a gomito a destra e leggera salita fino al km 0,4. Successivamente si prosegue in discesa, sempre su asfalto, fino al km 1,1. E’ così raggiunto il punto più basso del tracciato posto a 432 metri slm. Inizia la salita che porterà i concorrenti fino al gran premio della montagna posto in località Cima Monte Beio a 683mt slm. La salita comincia su asfalto per poi entrare in una ripida scalinata su prato: tratto breve ma che potrebbe già imporre una prima selezione. Il successivo attraversamento di via Monte Grappa permette di “tirare un po’ il fiato”  prima di entrare nel sentierino all’interno di Via Miravalle. La salita continua costante ma sempre impegnativa per 300 metri prima di giungere sulla strada asfaltata al Km1,5.

salita

Ultimo tratto della prima salita

Si prosegue ai margini dell’asfalto fino a raggiungere il km 2 ed entrare nel tratto finale su sentiero nel bosco prima dello scollinamento posto al km 2,4. I migliori raggiungeranno questo punto in circa 12’. Dopo un tratto sempre su sentiero ed in falsopiano in discesa (dove il percorso maschile si divide da quello femminile) si entra sulla strada sterrata in discesa, una pendenza inizialmente più marcata e poi continua fino a poco prima del km 4. Da qui, inizia un traverso nel bosco dove è necessario rilanciare l’azione fino a prima del taglio a destra sul sentierino, dove troviamo il tratto più tecnico della gara, lungo non più di 150 metri. La discesa riprende fino alla prima risalita posta al km 4,6 e lunga circa 400 metri. Tratto breve ma piuttosto impegnativo, soprattutto per la condizione delle gambe, dopo la parte veloce di discesa appena affrontata. Un breve tratto in piano e si torna a scendere, sempre su asfalto, fino alla seconda risalita su strada cementata e gradini posta al km 5,6. Salita ancor più breve della precedente (poco meno di 300 metri) ma altrettanto ripida. Ricomincia la discesa su asfalto con passaggio alla chiesa di San Rocco dove è posto il km 6, sottopasso su gradini in discesa, ancora 100 metri di asfalto e curva a gomito a sinistra per entrare nel sentierino della passeggiata ecologica della Val Brugali. Qui il percorso femminile dopo un tratto di circa 1,5 km in discesa si ricongiunge nuovamente con quello maschile. Il sentierino sterrato non è molto ripido ma un po’ stretto e presenta alcuni gradini che potrebbero risultare scivolosi in caso di pioggia.

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I gradini sul sentiero della passeggiata ecologica della Val Brugali

Dopo circa 500 metri si ritorna su asfalto e si prosegue in discesa. La discesa si fa man mano più dolce fino a terminare attorno al km 7,2 dopo l’attraversamento di Via Stadio. Si rientra in paese ed inizia l’ultimo chilometro, inizialmente un falsopiano in leggera salita lungo circa 500 metri che tende a scendere nuovamente appena prima della scalinata finale della Chiesa di San Martino: una quarantina di gradini che potrebbero fare la differenza, soprattutto in caso di arrivi in volata. Ma non è finita, in cima alla scalinata mancano ancora 300 metri alla fine, con gli ultimi 100 “riservati” al rettilineo finale dove è posto l’agognato traguardo!

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Scalinata verso la chiesa prima del “rush finale”

Come per tutte le gare a staffetta, soprattutto per i concorrenti che gareggeranno in seconda (o terza) frazione l’importante è non esagerare nella parte iniziale. Molti credono che la gara finisca al termine della salita del Monte Beio, in realtà si è a meno di metà dal punto di vista cronometrico ed ad un terzo rispetto alla distanza complessiva. La discesa, eccetto alcuni tratti, è tutta da spingere e le due risalite (per i maschi) dovrebbero indurre i concorrenti ad affrontare con acume la prima ascesa. Fondamentale è poi arrivare con sufficiente energia all’ultimo chilometro. Per molti potrebbe risultare molto lungo e la scalinata finale ancor più impegnativa di quanto in realtà sia.

In bocca al lupo a tutti i partecipanti!!!

 

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