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Cross europeo: quarta la Ejjafini

11/12/11

L’italo-marocchina dell’Esercito sfiora il podio a Velenje. Bene anche l’alessandrina Valeria Straneo, decima, e l’under 23 Patrick Nasti, undicesimo. –

Se in chiave azzurra si vuol sintetizzare la rassegna europea di cross, questo soprattutto dice la trasferta slovena, aggiungendo però anche le buone prove di Stefano La Rosa, quattordicesimo, e del capitano Gabriele De Nard, diciassettesimo, con l’Italia quinta a squadre al maschile e sesta al femminile.

Irlandese la dominatrice della prova seniores femminile, belga, ma di evidenti origini etiopi, il nuovo campione europeo tra i seniores maschili. A Fionnola Britton risponde allora Atelaw Bekele, nel giorno in cui il “re del cross” Sergej Lebid chiude anzitempo la sua prova e deve rinunciare all’assalto al suo decimo successo continentale. Sul podio maschile, secondo proprio come nel 2010, chiude altro naturalizzato, lo spagnolo Lamdassem, con il portoghese Rocha al terzo posto. Nella prova femminile, invece, d’argento si veste la portoghese Felix, mentre il bronzo finisce al collo della britannica Steels. Quarta allora la Ejjafini, al termine di prova in cui la trentaquattrenne maratoneta a lungo aveva sognato il podio. Il suo, in ogni caso, rimane il miglior piazzamento di sempre di un azzurra in questa rassegna. Gara di vertice, anche per l’altra capofila azzurra, la portacolori del Runner Team Volpiano Valeria Straneo, che chiude decima ad una manciata di secondi dal quinto posto dell’olandese Herzog. Trentanovesima, in rimonta, la forestale Giovanna Epis, mentre giornata più difficile vive la biellese dell’Esercito Valentina Costanza, quarantottesima. Italia sesta, come detto, in una classifica per Nazioni in cui Gran Bretagna, Portogallo e la novità Germania salgono sul podio.

Tornando alla prova principale degli uomini, è nuovamente la Francia a vincere la classifica per Team. Sul podio anche Gran Bretagna e Spagna, poi Portogallo e Italia. Detto di La Rosa e De Nard, va però pure aggiunto anche l’esiguo distacco da loro rimediato da chi li precede: trenta secondi dalla vittoria, tre soli dal decimo posto. Pur con flessione finale, non male si difende anche il terzo degli azzurri, Kaddour Slimani, ventitreesimo, ma pure il finnaziere Yuri Floriani, che chiude invece trentesimo. Non trova invece grandi cadenze il numero uno della nostra maratona, Ruggero Pertile, cui il quarantaquattresimo posto finale non può essere motivo di grande soddisfazione.

Nelle prove giovanili, in chiave generale va certamente sottolineato il triplice successo della Gran Bretagna, ma non di meno la sorprendente vittoria della Norvegia tra gli under 23 maschili. Britannici a far loro allora i titoli a squadre nelle due prove juniores e in quella under 23 femminile. I nomi che passano invece alla storia sono quelli di Emelia Gorecka (Gb / juniores femminili), Ilgizar Safiulin (Rus/juniores maschili), Emma Pallant (Gb/under 23 femminili) e Florian Carvalho (Fra / under 23 maschili). Italia a sorridere un pochino grazie alla prova di carattere del siepista Patrick Nasti,  undicesimo come accennato tra gli under 23. Nella stessa gara, Italia undicesima, con Michele Fontana cinquantaquattresimo, Andrea Scoleri sessantacinquesimo e un Riccardo Sterni in giornata difficile e settantaduesimo.

Assente l’under 23 Valeria Roffino, rimasta a casa per l’influenza, discretamente si difende la juniores Maria Virginia Abate, trentacinquesima, con la l’altra diciottenne piemontese Martina Merlo sessantaseiesima. Tra gli juniores, Italia male a squadre – quindicesima -, con il solo siciliano Giuseppe Gerratana, ventesimo, a riuscire a reggere il confronto con i migliori specialisti europei. Più indietro gli altri, con Ed Derraz quarantasettesimo e Massimi e Pettenazzo oltre la novantesima posizione.

Lettura montana – A distinguersi, nella prova di Velenje, sono soprattutto lo juniores russo Andrej Rusakov e la rumena Cristiana Frumuz. Il primo, già protagonista in montagna con due successi nel WMRA Youth Challenge, chiude settimo replicando il piazzamento di Albufeira 2010. La rumena, settima quest’anno a Bursa negli Europei di corsa in montagna,  chiude invece quindicesima, ad una ventina di secondi dall’azzurra Straneo. Detto del cinquasettesimo posto dello sloveno Mitja Kosovelj, tocca tornare alle prove giovanili per rivedere volti già cimentatisi sui sentieri, sebbene questa volta le risultanze finali non siano particolarmente esaltanti.

Nella Turchia che ottava chiude tra le juniores, ad esempio, al via anche la Eydemis e la due volte iridata Can, sebbene entrambe non brillino particolarmente. Trentatreesimo, invece, il bulgaro Mitko Tsenov, che sedicesimo era stato a Tirana tra gli juniores. Tra gli under 23, tra i nuovi campioni europei a squadre, c’è anche Sindre Buraas, iridato juniores in montagna nel 2008, ma poi soprattutto ventitreesimo nel 2010 nella rassegna iridata assoluta di cross. Discreti anche i turchi Hasan Pak, trentaseiesimo, e Vedat Gunen, trentanovesimo: entrambi già sui podi internazionali della corsa in montagna in campo juniores. Attorno a quelle posizioni, anche le connazionali, coetanee e parimenti titolate in montagna, Karabulut e Gullu.

Paolo Germanetto

Foto: Giancarlo Colombo / Fidal

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