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Corsa in montagna, trail, skyrunning: così negli USA

27/06/12

Interview also available in english – Un viaggio in due puntate, attraverso un’approfondita intervista a chi la corsa in montagna statunitense rappresenta sin dai suoi primi passi, anche in ambito internazionale. Corsa in montagna e Stati Uniti, ovvero il Paese che, con le sue Stelle e le sue Strisce, negli ultimi due anni ha fatto passi da gigante nella nostra disciplina. Ovvio ed immediato il riferimento alla doppietta iridata 2011 di Max King e Kasie Enman, capaci di rinverdire in un colpo solo e in duplice veste il trionfo datato 1987 di Jay Johnson, ultimo campione mondiale statunitense prima di loro.

La campionessa mondiale Kasie Enman (foto: insidetrail.wordpress.com)

Quasi un’inchiesta di approfondimento quello che vi proponiamo attraverso le parole di Nancy Hobbs e Paul Kirsch. Nancy è il direttore esecutivo della Trail Association americana e un membro dello staff del Team USA Mountain Running. Da oltre dieci anni, inoltre, fa parte del Consiglio della WMRA in qualità di tesoriere. Paul è  invece il responsabile della squadra Juniores,  nonché un apprezzato organizzatore di eventi di corsa in montagna nel New Hampshire.

Nancy Hobbs

Uno sguardo d’insieme per noi talmente interessante da meritare la suddivisione in due puntate, per non essere costretti a limitare un racconto che permette invece di uscire da schemi consolidati e provare a porsi da un punto di vista differente: quello che va d’esempio per la maggiore oltre Oceano…Un racconto al solito senza filtri e censure, in cui trovano spazio ragionamenti e situazioni che ci trovano più allineati ed altre meno: il bello, insomma, del confronto.

Ad emergere, oltre a situazioni tecniche ed organizzative sotto certi aspetti anche molto differenti dalle nostre, anche un orizzonte di riferimento che colloca l’America assai distante pure dal messaggio recentemente lanciato dal Presidente della WMRA riguardo al rapporto fra Trail/Skyrunning/Corsa in montagna, attraverso il suo editoriale sull’annuale Newsletter scaricabile dal sito dell’Associazione Mondiale della corsa in montagna…

Su questi temi torneremo domani, lasciando oggi maggiormente spazio ad aspetti tecnici e organizzativi, quali la scelta delle gare, i criteri di selezione degli atleti, gli esiti dei Trials appena conclusi al maschile e prossimi a corrersi al femminile.

Orizzonte USA – prima puntata

Interview also available in english: Nancy Hobbs Paul Kirsch interview first part

Prove di selezione americane: al maschile il Mt. Washington Road Race il 18 giugno scorso, al femminile a Loon Mountain l’8 di luglio. Non credi che i Trials di qualificazione possano essere troppo lontani dalla gara mondiale?

Nancy: Negli Stati Uniti dobbiamo fare i conti con diverse problematiche riguardo alla corsa in montagna. Questo è il programma del Team:

a) Prima di tutto dobbiamo trovare una sede adatta per la gara di selezione: questa è una sfida, in quanto ci basiamo su corse già esistenti cui abbinare la gara di selezione. Per tale scelta  è importantissimo avere gare molto simili a quelle dei Campionati del Mondo in termini di terreno, dislivello e distanza, ma non è sempre facile trovare queste circostanze. Il Mount Washington per gli uomini rispecchia le condizioni per la salita, tranne per il fatto di essere quasi interamente su una superficie asfaltata, con una sezione in terra battuta. Dunque un terreno molto diverso da quello che ci aspettiamo a Ponte di Legno. La gara di Loon, invece, sarà più simile ai Campionati del Mondo in termini di dislivello, terreno e distanza e proprio per questa motivo la selezione delle donne sarà in una sede diversa rispetto a quella degli uomini quest’anno. Inoltre, il direttore di gara a Loon sta lavorando con noi per far partire le donne in una gara separata dagli uomini e dai Master, cosa che non si poteva fare al Mount Washington. In questo modo la lotta sara’ solo fra di loro.

Paul: Visto che il nostro sport continua a crescere negli Stati Uniti, stiamo iniziando a vedere anche un maggiore interesse ad ospitare gare di qualificazione. Per il 2013 abbiamo già scelto la gara unica di qualificazione (Cranmore Hill Climb), e Cranmore cambia sempre il percorso per adattarsi a quello del Mondiale. Per il 2015 abbiamo interesse da parte di una gara ad Ovest per ospitare la qualificazione up/down, e ciò è davvero interessante in quanto credo che laddove ci possano essere più pretendenti alla nazionale si abbia il migliore ritorno per il nostro sport.

Nancy: b) Abbiamo anche bisogno di creare un “buy-in” per ottenere interessamento ed entusiasmo da parte di gare già esistenti riguardo al nostro programma di corsa in montagna, altrimenti si riduce il numero di eventi interessati alla gara di selezione .

Paul: Sebbene il trail running sia molto cresciuto negli Stati Uniti, abbiamo ancora bisogno di continuare a far crescere la corsa in montagna. In questo momento il nostro sport è isolato principalmente nelle Montagne Rocciose e nel New England. Esistono corse in montagna in altre aree del Paese, ma molte delle gare sono un po’ troppo lunghe per ambire ad essere una gara di qualificazione.

Nancy: c) Per un evento  è un costo ospitare una gara di selezione in termini di supporto per gli atleti d’élite – ospitalita`, quota d’iscrizione, eccetera -. Abbiamo organizzato direttamente noi la “selezione” in passato, ma non abbiamo avuto la risposta di partecipazione dalle “masse” e quindi risvolti negativi in termini di pubblicità e di crescita del nostro sport.

Paul: Sono d’accordo. Abbiamo raccolto molto più successo quando una gara già aveva una sua collocazione precisa: la gente ha paura a partecipare ad una gara di qualificazione se pensa che sia l’unica ragione per cui essa esiste.

Nancy: e) Qualche anno fa abbiamo chiesto ai nostri atleti in un sondaggio se  potesse essere utile avere una sola prova nazionale di selezione (oppure una per gli uomini e una per le donne) e la maggioranza ha detto sì. Abbiamo anche provato ad avere più di una gara di selezione in  passato e ad un certo punto abbiamo anche voluto affidare la scelta di un atleta sia nella squadra maschile che in quella femminile ad una giuria di persone del nostro Consiglio Mountain USATF Ultra Trail. Ma gli atleti preferiscono presentarsi in gara il giorno prefissato e guadagnarsi il loro posto in base alle loro prestazioni. Il problema principale con una sola gara di selezione è che un atleta può non essere in grado di partecipare alla manifestazione per motivi personali o essere infortunato e quindi non in grado di competere. Ma questo è ovviamente un problema per qualsiasi sport…

Paul: Ciò che speriamo è che il fatto di avere due selezioni, una per gli uomini, l’altra per le donne, ci dia una certa esposizione mediatica per un periodo di tempo più lungo. Piuttosto che una singola gara e chiudere tutto in un weekend, la gente ci seguirà per un mese intero. Questo ci dà l’opportunità di generare più interesse ed entusiasmo attorno alla selezione del Team: il nostro sport continuerà a crescere se la gente potrà leggere e sentir parlare di corsa sempre più spesso…

Nancy: Quindi, per rispondere alla tua domanda in termini semplici, i tempi delle nostre gare di selezione sono più dettati dalla scelta della location che non da una scelta di periodo di tempo. E, in secondo luogo, dobbiamo concedere agli atleti il ​​tempo sufficiente per prepararsi e garantirci un biglietto aereo economico per i Campionati del Mondo: se la gara di selezione fosse troppo vicina al Campionato del Mondo, i biglietti aerei sarebbero molto più costosi.

Il settimo posto dell’iridato Max King ha decretato la sua esclusione dal team per i Mondiali, mentre resta possibile la sua partecipazione alle Olimpiadi sulle siepi, tenendo conto del suo discreto 8.36 di un paio di settimane fa. Come giudichi questo fatto?

Il campione mondiale Max King (foto: insidetrail.wordpress.com)

Nancy: Ho parlato con Max di questo problema il giorno prima della gara. Nelle nostre selezioni per il Team USA sulla 100km e 24 ore, un atleta che si colloca nella top 10 ai Campionati del Mondo guadagna automaticamente un posto nella squadra statunitense per l’anno successivo. Penso che questa sia un’ idea corretta per questo tipo di squadra. Tuttavia, nella corsa in montagna,  con una gara in salita un anno, e una di salita/discesa l’anno successivo, potrebbe prevalere un atleta che è forte in una sola specialità e non l’altro. Detto questo credo sia importante per il nostro sport a livello mondiale il sapere che il Campione del Mondo sarà al via per difendere il proprio titolo: è un’impresa straordinaria,  vincere ai Campionati del Mondo diventa ogni anno più difficile…Quindi a fine anno porterò la  questione al nostro incontro USATF annuale, per vedere con il nostro Consiglio di cambiare il regolamento, introducendo l’inserimento automatico in squadra del campione del mondo in carica.

Devo ammettere che mentre si svolgeva la gara ero disperata nel vedere Max, certamente non al top della forma in quanto stava soffrendo per un forte raffreddore da alcuni giorni, finire in settima posizione, appena fuori dalla squadra. A Max, naturalmente, verra’ garantito il posto qualora uno dei primi sei atleti rifiutasse la convocazione o si infortunasse, come già accaduto in passato.

Il Mount Washington Race ha visto quest’anno la vittoria e il buon piazzamento di atleti che per la prima volta si cimentavano con la salita. Non credi che il percorso asfaltato possa comunque aver reso più agevole la corsa di atleti oltremodo non abituati ai percorsi “offroad” come quello che si andrà ad affrontare ai Mondiali in Italia?

Nancy: Questa è sempre una preoccupazione per noi e la domanda può avere una duplice risposta. Siamo entusiasti quando gli atleti provenienti dalla strada e senza esperienza in montagna si testano nella nostra disciplina per giocarsi una possibilità. Ciò crea interesse sia quando un atleta riesce a fare bene, sia quando non ci riesca: spesso un corridore top su strada arriva alla gara di selezione pensando di essere imbattibile, ma se le cose vanno diversamente di solito impara il rispetto per la nostra disciplina, e ciò è una buona cosa…La preoccupazione maggiore per noi è che se qualcuno entra in squadra e poi non si cimenta su sentieri e offroad, anche con dislivelli significativi, oppure si allena in modo poco specifico è che ci sia un brusco risveglio ai Mondiali. Da parte nostra forniamo informazioni per quanto possibile – in anticipo – per istruire gli atleti su cosa li aspetterà ai Mondiali, in modo tale da non avere sorprese. Devo ammettere che abbiamo portato atleti ai Mondiali che si sono poi assolutamente stupiti di quanto fossero impreparati alle condizioni del percorso… Un anno abbiamo addirittura avuto la gara di selezione in salita per un mondiale up / down, ma abbiamo capito subito che questa non era una buona idea e non abbiamo mai più ripetuto questo errore…. Devo però aggiungere che quando il Mount Washington è stata una gara di selezione – e lo è stato molte volte – tutti gli atleti che hanno composto la squadra hanno ottenuto risultati molto buoni anche sull’offroad.

Paul: Fortunatamente il Mount Washington ha una storia lunga, attrae il meglio della corsa in montagna internazionale, e ci dà anche visibilità presso la comunità delle corse su strada. L’ideale sarebbe avere un percorso su sentiero o su sterrato, è vero, ma almeno il dislivello e la distanza esaltano le capacita’ e la  forza dei nostri atleti.

Come avviene la selezione della squadra juniores da portare ai Mondiali?

Nancy: Abbiamo iniziato a portare i giovani ai Campionati Mondiali a partire dal 2002 e questa è stata una grande svolta del nostro programma. Dal 2002 i nostri ragazzi sono stati selezionati sulla base dei loro curricula di gare. Il nostro coordinatore Junior – o Team Manager Junior (Paul Kirsch dal 2010) – si interfaccia con gli allenatori per reclutare gli atleti. Abbiamo ricevuto un piccolo contributo dalla Fondazione USATF nel 2011 per preparare un DVD promozionale didattico che abbiamo messo su You Tube, e usmrt.com

http://www.youtube.com/watch?v=_RykiINUlT4 .

Questo è stato un grande strumento per reclutare atleti. Avere allenatori che sostengono il nostro programma è stata una sfida. Gli atleti devono sottrarre tempo alla scuola superiore o all’università per partecipare alle gare e ciò riduce il numero di coloro che potrebbero essere in grado di venire ai Campionati del Mondo. Dal momento che usiamo pista, sci di fondo, prestazioni su strada per la selezione è difficile capire cosa un atleta saprà poi fare su un percorso di montagna. Abbiamo fatto provare ai ragazzi un percorso o una gara di corsa in montagna in modo che non rimangano “sorpresi” ai Mondiali. Quelli che hanno un’esperienza sui sentieri hanno sempre saputo fare molto meglio ai Mondiali e abbiamo inserito questo aspetto nel nostro materiale educativo e nelle discussioni con atleti e allenatori.

Paul: Ci sono più candidati per la nostra squadra Junior quest’anno rispetto al passato, grazie alla nostra maggiore visibilità presso i social media e alle relazioni che abbiamo cominciato a costruire con alcuni allenatori ai raduni collegiali dell’atletica più tradizionale. Quando gli allenatori saranno ben preparati potranno aiutare a crescere i propri giovani atleti per volerli indirizzare sempre piu’ alla corsa in montagna.

Sage Canaday, vincitore dei Trials USA 2012

L’Associazione USA di corsa in montagna organizza dei raduni federali a cui gli atleti partecipano in preparazione agli eventi?

Non ci avvaliamo di raduni organizzati né vi è il finanziamento di tali raduni. L’unica volta che tutti gli atleti si troveranno insieme sarà in occasione dei Campionati Mondiali, oltre ovviamente alla gara di selezione…

Come (e se) è cambiato il rapporto fra USA Mountain Running Association e la Federazione Track and Field dopo i successi americani degli ultimi due anni?

Nancy: Non esiste una associazione separata per la corsa in montagna, la squadra è sotto la competenza della USA Track & Field. C’è stata invece una crescita del settore e il successo dagli Stati Uniti ai Campionati del Mondo è dovuto ad una serie di motivi, il più importante dei quali è il finanziamento. Il sostegno finanziario è stato così importante nella crescita del nostro sport! Ci auguriamo che in futuro saremo finanziati in pieno dalla nostra federazione, perché questo non avviene ancora purtroppo. La squadra riceve le divise e il finanziamento parziale dalla USATF, mentre ulteriori fondi vengono generati dal Trail Association Americano (ATRA) attraverso donazioni provenienti da individui, gruppi, eventi, per sostenere le spese degli atleti per il viaggio ai Campionati del Mondo.

La nostra struttura è stata affinata nel corso dell’anno in modo che il metodo di selezione sia chiaro e giusto, ma siamo sempre alla ricerca di modi per rendere il nostro programma migliore: il feedback degli atleti è importante e e siamo noi i primi ad incoraggiarlo!

 Domani, la seconda puntata del nostro viaggio: Orizzonte USA atto secondo…

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