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Cinque Mulini: la leggenda del cross

25/01/14

25 gennaio 2014 – Spegne 82 candeline la classica Cinque Mulini in programma domani sui prati spelacchiati di San Vittore Olona. Una corsa, è come un viaggio attraverso un arco di anni che ha dell’incredibile; pensate che nel 1933, data della prima edizione il 22 gennaio, in Italia si inaugurava la prima autostrada a otto corsie la Firenze Mare, nel 1933 oltre oceano finiva il proibizionismo e sempre lo stesso anno Hitler prese il potere in Germania. Tre elementi che fanno capire quanto può essere longeva questa manifestazione. Non vogliamo ora andare a rivivere il passato che ha avuto momenti di grandissimo fulgore. In questi anni abbiamo visto più di ventimila persone lungo il tracciato di gara, goduto nel vedere vincere Alberto Cova e fuggire dalla morsa dei tifosi su di un auto della polizia, abbiamo visto Tergat sbagliare il numero dei giri, ma vincere lo stesso. Abbiamo visto cose… Speriamo di vederne altre interessanti in un futuro prossimo.

mulini

Il problema di questi anni è sempre lo stesso: gli italiani. Lo scorso anno la classica lombarda era in concomitanza con la Coppa dei Campioni di cross, dunque né le Fiamme Gialle (uomini) e neppure l’Esercito (donne) potevano essere presenti, ma proprio su richiesta dei finanzieri la modifica della data è avvenuta, il tutto è stato anticipato, ma loro debbono prepararsi per la Coppa, scommettiamo che se la Cinque Mulini si inserisse nel calendario la settimana successiva all’impegno per club sui prati, si sentirebbero dire che alcuni di loro sono acciaccati? Ma lasciamo stare le polemiche che tutto sommato sono sterili e non portano da nessuna parte, se il mezzofondo italiano è in disarmo, lo dimostra anche la presenza di azzurri nelle corse che attraversano i prati. Questo è un fatto. Per il resto concentriamoci sulla Cinque Mulini. La gara maschile si preannuncia di buon livello. C’è l’etiope Mukhtar Edriss primo lo scorso anno, c’è il connazionale Adan che in patria sta facendo faville, poi ai nastri di partenza ci sarà Paul Tanui, primo a Siviglia una settimana fa, con il bronzo dei 10.000 a Mosca, Alex Kibet primo a Bruxelles e il campione europeo Alemayu Bezabeh che batte bandiera spagnola, pur essendo nato in Etiopia. Gli azzurrini puntano su Michele Fontana (ottavo nell’under 23 a Belgrado) su D’Onofrio, Gerratana, Martin Dematteis, Nekaganet Crippa, quest’ultimo campione del mondo jr di corsa in montagna. Le cose migliori dovremmo scoprirle al femminile. In Europa, finalmente, in un cross la statunitense Jennifer Simpson, era dal 1987 (Lyn Jennings) che una specialista dei 1500, argento a Mosca e campionessa mondiale nel 2011 a Daegu, non si palesava. Con lei la britannica Gemma Steel argento sui prati serbi, poi la campionessa mondiale di cross jr la keniana Kipyegon. La sfida tra queste tre è certamente elettrizzante nella speranza che la biellese Valeria Roffino s’intrometta tra queste grandi specialiste. Al via anche Angela Rinicella e Giovanna Epis.

Walter Brambilla

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