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Allenamento in quota: si, ma dove?

14/08/13

Nel pieno dell’estate, pensando di far cosa gradita, riproponiamo un articolo che descrive dove poter correre anche in vacanza. Tra panorami mozzafiato ed aria pura, nella “prima puntata” ecco una guida all’allenamento in Engadina, vero e proprio paradiso per i runner. Per chi potesse, in questi scenari, domenica 18 agosto c’è la possibilità di cimentarsi nella classica gara Engadiner Sommerlauf  (26km ) e Muragl Lauf (11km).

Durante il periodo estivo la maggior parte degli atleti professionisti, ma anche tantissimi amatori, si allenano in montagna. Diverse sono le ragioni che portano chi ama la corsa a salire in quota: sicuramente la voglia di sfuggire dal caldo, a volte torrido, delle località di pianura, ma principalmente per beneficiare degli effetti che la corsa in altura porta al fisico ed alle successive prestazioni. Nella maggior parte dei casi si sceglie la sistemazione in appartamento, più di rado alberghi e campeggi. Questo per avere una maggiore flessibilità negli orari e potersi preparare i pasti secondo le proprie esigenze.

Ma quali sono le località più gettonate e quali sono i percorsi più belli che si possono affrontare? Con questa uscita cominciamo a scoprire insieme a voi alcune delle località più frequentate allo scopo. Un piccolo viaggio su strade, sentieri e anelli di pista che nel tempo hanno ospitato le fatiche dei più grandi campioni dell’atletica mondiale. Un viaggio che parte dalla Svizzera, ma che nelle prossime puntate con decisione tornerà in Italia: seguirci per crederci…

I recenti campioni europei di corsa in montagna in preparazione per l’evento a St. Moritz

St.Moritz

La località dell’Engadina, così come tutte le altre presenti nei suoi dintorni – Celerina, Pontresina, Samedan, Silvaplana… – rappresenta, per varietà di percorsi e scenari da favola, una delle mete più ambite per l’allenamento estivo. Se a questo aggiungiamo la precisione svizzera nell’offrire sentieri segnalati perfettamente e curati come se fossero ubicati nel proprio giardino, il gioco è fatto. “Unico”, ma non indifferente, neo è rappresentato dai costi, a volte elevati per affitto appartamenti e spesa quotidiana per i generi alimentari.

L’appuntamento fisso per i runner è sicuramente la pista di St. Moritz (mt.1772), già un valore aggiunto rispetto ad altre località che ne sono sprovviste. Sotto la tenda gazebo allestita per “riparare” i propri effetti personali in caso di pioggia si ritrovano per iniziare il proprio allenamento atleti provenienti da tutto il mondo. Dai più forti keniani del momento a semplici amatori.

La mitica “tenda-gazebo” spogliatoio di St. Moritz

Tralasciando la possibilità di svolgere allenamenti sull’anello di tartan, da qui partono percorsi quanto più vari si possa scegliere: strada asfaltata, sterrata, salita, pianura, collinari, insomma un vero paradiso per i corridori. Il giro del lago di St. Moritz (ca 4,3km) completamente piatto e per metà asfaltato rappresenta una prima soluzione per allenamenti di qualità ed è utilizzato praticamente da tutti.

Se si volesse allungare leggermente il tiro, si va in direzione Silvaplana per il giro cosiddetto dei “Due Laghi” (Champfèr e Suot) di circa 10km. Dopo nemmeno un km di asfalto, passati il Casinò e il Grand Hotel Kempinski, si prosegue sino al Lago Champfèr dove, continuando sulla sua sinistra su di uno spettacolare sentierino, si arriva al ponte che verso destra conduce a Silvaplana. Lo si attraversa e il ritorno viene fatto dall’altra sponda dei laghetti, per poi congiungersi con la parte iniziale del percorso e ritornare alla pista.

Giro dei “due laghi”

Per coloro che volessero allungare, invece che girare a destra sul ponte, si può continuare sullo sterrato, lungo la strada che fiancheggia il Lago di Silvaplana, in piano per altri 2,5km. Se poi si volesse raggiungere Sils Maria, il sentiero sale leggermente nel bosco per poi ridiscendere e tornare piatto giungendo all’abitato di Sils.

Altro bel giro collinare, sempre partendo dalla pista, è quello che porta all’abitato di Pontresina (mt.1805). Dalla pista, si sale in direzione dell’ostello della gioventù e proseguendo si raggiunge il Lago di Staz . Da li ancora un po’ di salita e poi discesa fino a Pontresina; superata la stazione, attraverso un sottopasso, si ritorna indietro tenendo la strada principale alla propria sinistra e successivamente con un altro sottopasso si ritorna alla sua destra, correndo vicino alla ferrovia del Bernina.

Un altra perla del luogo è la Val Roseg: volendo la si può raggiungere partendo dalla pista, ma per chi non volesse rendere l’allenamento troppo lungo, si può partire direttamente da Pontresina, parcheggiando in zona stazione ferroviaria – utile ricordarsi di avere sempre con sé delle monetine per il parcheggio… -. La Val Roseg può essere affrontata dalla strada sterrata principale che è chiusa al traffico; unico “inconveniente” sono le potenzialmente numerose carrozze trainate da cavalli che portano i turisti lungo il percorso. La strada sale sempre ma molto dolcemente e dopo circa 7km si giunge al termine proprio dove si apre uno scenario da favola con vista sul ghiacciaio; per chi volesse, si può poi proseguire lungo il sentiero che porta fino ai piedi dello stesso. Il ritorno è sulla stessa strada. Volendo c’è la possibilità di salire da un sentiero che corre parallelo alla strada principale ma resta sulla sponda orografica sinistra del Roseg ed è leggermente più mosso rispetto alla strada principale. Solo nell’ultima parte prima dello “scollinamento” le due strade si riuniscono.

La strada della Val Roseg

Per chi volesse affrontare delle salite, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Quella classica porta dal centro di Sant Moritz (1856 mt.), fino al termine della cremagliera. Dopo una prima parte asfaltata piuttosto impegnativa, raggiunta la fermata intermedia del trenino, si continua su sterrato, lungo le piste da sci per raggiungere la stazione Corviglia (2486mt.) Chi volesse continuare può raggiungere i 3057 metri del Piz Nair. Per tutti i punti di arrivo c’è la possibilità di utilizzare i vari mezzi a disposizione per la discesa (funivia, trenino, cabinovia).

Estratto della carta dei sentieri dell’Engadina

Altra salita è quella che da Celerina (1720 metri), con partenza dalla zona della cabinovia, porta all’Alpe Marguns (2273mt). Da qui si può proseguire lungo la vallata che conduce al Piz Nair, raggiungibile dopo aver valicato la Forcella Schlattain (2873mt).

Altro percorso dal panorama mozzafiato è quello che porta in Val Fex: la partenza può essere sempre dalla pista seguendo il percorso che porta a Sils Maria (circa 10km), ma volendo, per accorciarlo un poco, si può iniziare direttamente da Sils. Si può parcheggiare – questa volta non a pagamento… – vicino al piccolo fiume prima dell’ingresso dell’abitato. Da lì si parte in direzione del paese e successivamente del maestoso albergo Waldhaus che si erge su una collina che lasceremo alla nostra destra. Il sentiero sterrato che prenderemo si fa subito piuttosto ripido fino a raggiungere la località Crasta (1951 mt.): da qui si apre il magnifico scenario sulla Val Fex. Proseguendo sulla strada, prima asfaltata in leggera discesa, e poi sterrata, ci si addentra nella valle fino a raggiungere la Località Chalcais (1963 mt) e volendo continuando si giunge ai piedi del ghiacciaio (mt. 2070). Il ritorno viene fatto dalla medesima strada.

Panorama della Val Fex

Chiudiamo il nostro piccolo viaggio, di certo non esaustivo di tutte le possibilità che offrono Saint Moritz e dintorni, con il giro soprannominato Maloja, un bel percorso, non troppo impegnativo, di circa 16km. Lasciando l’auto nel parcheggio prima dell’abitato di Sils, si parte in direzione del paese. Poco dopo il ponticello si gira a destra in direzione del “promontorio” Chastè. Il bel sentiero che corre nei campi è un lungo rettilineo; al primo bivio si gira a sinistra, come per tornare verso St. Moritz; poco dopo si gira nuovamente verso destra per arrivare ad iniziare a costeggiare il “Lago da Segl”  per poi raggiungere la località Isola. Dopo poco il sentiero inizia a salire, in maniere anche abbastanza ripida, ma poco dopo si scollina e si inizia a scendere verso Isola. Dopo aver attraversato il “paesino” si scende leggermente fino quasi a raggiungere il livello del lago. Proseguendo per un km la larga strada sterrata inizia a salire. Volendo si può continuare lungo la stessa, ma più divertente è il sentierino che si snoda appena sopra il livello del lago e si prende sulla destra della salita. Si tratta di un saliscendi anche piuttosto tecnico ma che permette di affinare i riflessi! Dopo aver passato un campeggio si giunge sulla strada asfaltata che si segue, fin quasi a ricollegarsi alla strada principale per St. Moritz. Poco prima si devia verso sinistra in direzione dell’imponente albergo Maloja Palace che si lascia alla propria destra fino ad arrivare sulla strada nazionale del Passo. Si prosegue lungo il marciapiede passando vicino al caratteristico Hotel Schweizerhof (tutto ricoperto da legno) e dopo aver iniziato la discesa del passo si gira a sinistra lungo la strada che porterebbe in Val Forno. Chiuso questo piccolo giro dell’abitato di Maloja, si ritorna sulla strada asfaltata e si ritorna per la stessa via.

Panorama sul Giro Maloja

 

Chi volesse fare una salita su asfalto, potrebbe affrontare quella dell’Albula Pass. La partenza è dall’abitato di La Punt (mt. 1687). Si parte dal centro dal paese e si segue la strada principale, e ben segnalata, che porta al passo. Si attraversa subito la ferrovia e, dopo un chilometro si esce dal paese. La strada, salendo tra i prati, fa guadagnare rapidamente quota. Si entra in un bosco di rade conifere; la pendenza, sempre prossima al 10%, è mitigata solo dalla presenza di qualche tornante. Al terzo km comincia il tratto più impegnativo; dal quarto km non ci sono più alberi e si pedala allo scoperto. Nei pressi di un alpeggio (quota m. 2.075) si percorrono due tornanti posti a breve distanza: questo è il tratto più ripido. Poco più avanti, dopo 4,5 km. di ascesa, la pendenza comincia a diminuire un po’, mentre al km. 6,2 la salita può considerarsi terminata. Si prosegue infatti su falsopiani interrotti da brevi strappi, con anche un tratto di leggera discesa, per poi giungere all’Albula Pass (mt. 2316) dopo 9,2km.

Il tratto finale dell’Albula Pass

Dalla Svizzera all’Italia, si diceva in apertura. Ecco così che nelle prossime settimane toccheremo tra le altre Sestriere e Livigno, altri noti centri alpini abituati a veder scorrazzare sui propri sentieri tanti amanti della corsa di lunga lena.

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