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All come to look for America…

06/03/12

Il punto dello Steppen atto terzo: il mondo dello sci alpinismo così come lo legge Matteo Eydallin. Tra vicissitudini varie, in questa occasione, il ventiseienne di Sauze d’Oulx per noi rilegge anche e soprattutto quanto accadutogli un mesetto fa Colorado. Tra citazioni più o meno dotte e sferzante ironia diffusa, l’esito, anche questa volta, merita una lettura…

All come to look for America. Il titolo di una canzone di Simon and Garfunkel non è casuale: per me l’America è stata prima di tutto un viaggio; viaggio sulle montagne rocciose, passando attraverso il Colorado e le praterie degli indiani, attraverso spazi infiniti e lande desolate. Scenari visti in decine di film, ma respirarne l’aria ha sempre un sapore diverso… Certo mi son dovuto scontrare anche con l’altra faccia della medaglia, con quella mentalità a tratti bigotta di trattare lo straniero come pseudo terrorista senza che questo abbia commesso nulla di grave…Piccoli dissidi con i “patrollers” per essersi allenati in zone semi-deserte senza pericoli di sorta e vicino ad impianti chiusi -ripeto chiusi… – mi hanno portato ad esser trattato come criminale, disobbediente, dissidente e quant’altro, insomma uomo da bandire dalle competizioni…

Matteo Eydallin (foto skialper.blogspot.com)

Forse sarei dovuto rimanere piu calmo ed evitare lo scontro verbale, ma all’ennesimo “fucking stranger” mi è parso logico precisare che quelle montagne in passato non erano di proprieta Yankee, ma forse terre Sioux, quindi “fucking stranger/strangers” eravamo piu di uno. Tutto si è risolto in un breve inseguimento, seguito da un processo farsa, con la giuria che era anche l’accusa, senza avvocati e con giudici improvvisati, qualche cartello con foto segnaletica e scritte “wanted” stile far west. Ognuno ha così potuto imitare in qualche modo i propri idoli, chi Billy the Kid, chi lo sceriffo Pat Garrett senza che rimanesse traccia della cosa negli archivi dei tribunali delle contee Usa. E qui aggiungo per fortuna… Punizione finale: divieto di partecipare alle competizioni di Crested Butte, punito per non aver commesso il fatto. Ultima considerazione: qualche giorno dopo si è svolta una promo race a Winter Park, una stazione vicina, alla quale mi è stato permesso di partecipare. Due giri su percorso in pista e piste aperte ai turisti che scendevano mentre la gara era in atto: un po’ come far una gara di ciclismo in tangenziale a Milano…

Dicesi coerenza di quell’atteggiamento che non presenta contraddizioni.

Matteo Eydallin

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