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Alfabeto montano: parte terza

21/12/11

Dalla M alla Q, ancora un poco ci portiamo avanti. Ripartiamo dalla materia prima, dalla conditio sine qua non. Da quella condizione indubbiamente essenziale e senza la quale non saremmo qui a…ciurlare così tanto nel manico. E allora via con la terza parte del nostro alfabeto. Al solito, tra lo zucchero e il sale, tra il serio e il faceto.

M

M come Montagna, questo almeno, corsa o non corsa…ça va sans dire!

M come Malonno, il paese della corsa in montagna. Lo recita apposita delibera comunale, pure lo si direbbe a rileggere magari gli ordini d’arrivo di quest’anno.

M come Max, il King che d’iride si veste, un attimo dopo l’altrettanto statunitense Kasie Enman. Con grande coraggio e quel pizzico di fortuna che mai guasta, gli yankees che corrono in montagna sulle colline di Tirana riscoprono le emozioni, parimenti iridate, che quel dì, nella svizzera Lenzerheide, vissero per merito del piccolo biondino Jay Johnson. Correva l’anno 1987.

M come Martin, e non è il pescatore. Incetta fa però di allori e tripletta consecutiva coglie in campo nazionale. L’Italia poi riporta su di un podio che, a livello iridato, i nostri seniores non scalavano dal 2007. A quel Martin, allora pure un poco pescatore, aggiungi anche il cognome: inizia per D, ma per desinenza vuole invece un –eis…

M come Martina, l’elvetica Strahl che riconquista il titolo continentale, bissando a Bursa quanto a Telfes due anni prima. Se di sol salire si tratta, una delle più grandi di sempre. Vallo a spiegare, però, alle nostre Belotti e Confortola…

M come Memorial, ovvero quell’appendice che il nome di una gara lega al ricordo, ad una passione condivisa. A volte ce lo dimentichiamo, ma quei nomi, quei volti, quei sorrisi, il provare a dar loro ancora un piccolo alito di vita, valgono più di ogni altro aspetto della manifestazione che rappresentano.

N

N come Norvegia. Ora a squadre vince anche nel cross, ma in montagna sempre si affaccia con il contagocce. E comunque sempre e solo in salita. Vicini, in ogni caso, sono i tempi dei trionfi delle bionde Eversten e Otterbu o dell’allora giovanissimo Sindre Buraas.

N come Novità: troppe o troppo poche nel nostro settore?

N come Natale, quello che si avvicina a grandi passi. Da vivere come meglio sperate, possiate, crediate: che sia buono il vostro Natale! E non necessariamente, di corsa…Vedete che talvolta siamo buoni pure noi?

N come Nudo. Lo è il Re?

O

O come Orecchiella, la Garfagnana che da anni sfida lo strapotere bergamasco della specialità. Esempio di come anche senza lambire le Alpi si possano costruire progetti che la montagna atletica portino nel cuore.

O come Orobie, il Gruppo Sportivo che in staffetta vive crescendo rossiniano. Quello che dal bronzo tricolore porta sino al successo, sorprendente almeno un poco, del Vanoni.

O come Olocco, Giovanni. Il cognome con iniziale più desueta gli vale la citazione. Bloccato da problemi fisici nella seconda parte di stagione, riveste comunque l’azzurro agli Europei. Sarà ancora junior nella prossima annata.

O come Oscar: a chi quelli della stagione? Tra parrocchie e contrade distinte a noi non troppo piace assegnarne: ciascuno in fondo libero di darli a chi vuole…

O come Oro, il metallo che anche quest’anno più piace agli azzurri nelle classifiche per Nazioni.

O come Orticello, il proprio. Spesso lo si coltiva.

P

P come Provincialismo: se solo ci si occupa di innaffiare la O di cui sopra, diventa virus pericoloso, persino contagioso.

P come Polonia, la Nazione che conquista allori in ambito giovanile. Un tempo lo faceva al femminile, ora preferisce farlo al maschile, laddove domina tra gli allievi e d’argento si veste anche tra gli juniores. Peccato solo per quei nomi che invidia fanno ai nostri codici fiscali.

P come Przedwojewski, ecco appunto…Pronuncialo tu il cognome del buon Bartlomiej, un tipetto peraltro pure lanciato verso buona carriera. Tra gli juniores, sesto ai Mondiali e poi in corsa anche agli Europei di cross di Velenje.

P come Pantheon, cognome impegnativo per la piccola Adelaide. Dal bronzo iridato juniores di Kamnik, subito nella squadra francese assoluta. Per rinverdire i fasti della Guillot, per continuare il cammino di Devilliers e Dumergues, ad Adelaide si affidata la grandeur francese.

P come poesia, lo è, eccome, correre sui sentieri. Senza cronometro, senza avversari, soli con il proprio respiro e la montagna che ti accoglie.

P come Passione, quella che, magari in modi diversi, attraversa  chiunque si avvicini al mondo del correre in montagna. Importante non perderla, essenziale che sempre sia il solo ed unico motore della propria azione.

Q

Q come Quasi quasi ce la facevo: di certo l’ha pensato la Confortola agli Europei, pure l’avrà detto la Ferrara nell’ultima tricolore.

Q come Quanto manca? Domanda ricorrente, quando la fatica prende il sopravvento. Quesito che ritorna, quando la fantasia, un poco come la forza, viene meno.

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