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Alfabeto montano: parte seconda

13/12/11

Dalla A alla E già abbiamo dato: via allora con la seconda del cammino. Salvo aver recuperato piccolo pezzo perso per strada. Chissà quanti ancora ne avremo smarriti sulla carreggiata, chissà quanti poi ne smarriremo sulla retta via.

…ancora un pochino di… E

E come Eritrea, ovvero l’Africa che più forte per ora corre anche in montagna. Dopo i successi di Campodolcino e Kamnik, a Tirana non si sono visti. Problemi, appunto, di…visti.

F

F come Fantasia, quella che bontà sua sempre serve. Per sognare,  per dare contorni diversi e più lievi alle vicende della vita. Un pochino, ne serve, anche per portare a termine questa…

…Fatica! Lo è talvolta lo scrivere, lo è ancor più il correre in salita. Entrambe le attività – non le sole, sia mai – pure tendenzialmente procurano piacere. Altrimenti perché dovremmo praticarle?

F come Festa: di questi tempi si sprecano. Prima quelle sociali – auguri belli a tutti i sodalizi “montani”! -, poi quelle natalizie. Che ci volete fare: o si mette su pancetta oppure…sotto con gli allenamenti!

F come Filini, F come Fantozzi: a quando una Coppa Cobram pure sui sentieri?

F come Forestale, in montagna per istituzione. Il bianco-verde che ha scritto la storia della disciplina.

F come Ferrara, l’Ornella che, con grande umiltà, ancora trova la voglia di mettersi in gioco. Prima prende le misure, poi, ai Mondiali, è la migliore delle azzurre. Umile sì, ma la classe, quella così bene espressa in maratona, se la porta dietro anche sui sentieri

G

G come Gorenja Vas, la località slovena che quest’anno ha ospitato il WMRA Youth Challenge, ovvero il “mondialino” under 18 di corsa in montagna. L’Italia porta a casa un bronzo al maschile, dominano i polacchi e le giovani padrone di casa.

G come… G., oppure K., così come scrive la stampa tedesca, quella cattiva…

G  come Grillo, non il comico/politico, ma quello parlante…Taluni dicono che lo siamo: talvolta, ammettiamolo, hanno pure ragione. Pazienza.

G come Gazzelle. Sono quelle africane che dominano su strada, cross e pista. A frotte ne stanno arrivando anche in montagna. Tempi sempre più duri per noi “poveri” bianchi caucasici: anche in salita, allora, vige la legge della natura.

G come Grand Prix, il nostro, che ha celebrato il suo secondo anno di vita, tra esperimenti e percorsi più consolidati. Ci saremo anche nel 2012: seguiteci, altre novità in arrivo. A vincere intanto l’edizione 2011, Marco De Gasperi e Alice Gaggi.

G, appunto, come la Gaggi, l’Alice di cui sopra. Sempre più convinta e convincente, vince a Leffe, poi a Malonno, infine nella sua Morbegno. Lotta alla pari nella corsa per il tricolore, veste l’azzurro tanto a Bursa quanto a Tirana. Nel secondo caso è pure nona. Con una “enne” sola, per carità: è di gran lunga la più giovane del lotto, teniamocela stretta…

H

H come Hotel, così si dice di solito. Per una volta, siamo soliti e non di più.

K

K come Kilian, e chi altri? Vince nello sci alpinismo, lo fa anche nello skyrunning e nel trail. Un grande personaggio, “Il personaggio”, attorno al quale ruota un progetto sul quale le aziende –  una in particolare – investono cifre importanti. Diciamo qualcosa come dieci volte il bilancio di un rassegna iridata di corsa in montagna. E non stiamo esagerando.

K come Kusuro, l’ugandese Geoffrey: iridato juniores nel 2007, poi assoluto nel 2009. Ora è pure il primo campione africano di corsa in montagna. Entra nella storia, ma sarà parso strano pure a lui: sul traguardo nigeriano di Obudu, tre etiopi avevano fatto meglio. Mancava però l’iscrizione ufficiale.

K come Karagoz, l’Adem che si laurea campione del mondo juniores in questa annata. Non una novità in casa turca: riuscirà però il nostro, con i suoi baffi alla portoricana, a ricalcare le orme del suo famoso connazionale Arlsan?

K come Kilometro, Verticale ovviamente. Prima l’aggettivo o il sostantivo? Non solo questione sintattico-grammaticale. Lanciato qualche lustro fa come gara-spettacolo dal mondo dello skyrunning, nel 2012 pure diverrà Campionato Italiano per la Fidal. Auguri di cuore alla Chiavenna-Lagunch, pronta ad ammantarsi allora di tricolore.

I

I come Indignazione, quella che a volte fa ancora rima con passione…I come Irritazione, quella che, in rima ancora, si registra talvolta per reazione. I come Indifferenza, quella più saggia, che il fegato preserva e se ne infischia tanto dell’una quanto dell’altra.

I come Ionut Alin Zinca, il rumeno che con successo spazia dalla corsa in montagna allo skyrunning. Undicesimo a Bursa in campo continentale, settimo a Tirana in quello mondiale. Viene dall’orienteering: quinto quest’anno in Savoia, nella prova sprint dei Mondiali.

I come Integrazione, termine drammaticamente vuoto se, di questi giorni, pensi a Torino, pensi a Firenze. Fortuna che lo sport, talvolta almeno, risponde con segnali differenti.

J

J come Juniores, ovvero il crocevia tra l’attività giovanile e quella assoluta. Quanti sogni, quante speranze, quante emozioni. Da vivere intensamente, da supportare, se possibile, sempre e comunque.

J come Jean Baptiste, il Simukeka che torna a vincere in quel di Zelbio. Semplice e simpatico nel suo modo di porsi, ma soprattutto…veloce!

J come “Jono”, il Jonathan Wyatt sei volte iridato: il più grande di sempre, dicono in tanti. E noi pure possiam dar loro ragione.

L

L come Leggenda. Della corsa in montagna lo è, ad esempio, l’architetto neozelandese di cui sopra. Per fortuna, altri -prima, dopo e durante – si sono attivati o si attiveranno per non lasciarlo del tutto solo.

L come Lettere, anonime o pseudo-tali. Talvolta, loro pure, ritornano… Noi più preferiamo quelle che i bambini, di questi tempi, tra sorrisi e speranze, mandano a Babbo Natale, a Gesù Bambino o a Santa Lucia. Di certo più sincere e più eleganti.

L come Leggiadra, la corsa di chi accarezza le salite e pennella le discese. Anche in montagna, lo stile incanta, lo sguardo talvolta si perde.

L come Letizia, la Titon che tripletta tricolore festeggia quest’anno. Prima il cross, poi la pista, infine la montagna. A Tirana si ferma, bloccata da tendine capriccioso. Dopo l’intervento, Lieta è ora la notizia che la sua corsa abbia ripreso.

L come Lembo, l’Enrico che più bravo di tutti, tra gli azzurrini, si mostra a Bursa sulla sola salita. Il suo sogno azzurro, sfuggito nel cross, si avvera in montagna. Ad maiora!

 

 

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