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2011: alfabeto montano

06/12/11

Che anno è stato, il 2011, per la corsa in montagna? Di bilanci, strada facendo, pur qualcuno ne abbiamo fatto. In chiusura di annata, ci riproviamo, mettendo insieme i pezzi, ma scherzando anche un poco. Tra il serio e il faceto, ecco allora le prime lettere di un “Alfabeto montano” che, puntata dopo puntata, vi accompagnerà sino all’anno nuovo.

Buona lettura!

A

A come Antonella, ma non di meno, A come Abate. Se chiasmatica è la costruzione, Confortola è la prima, Gabriele il secondo. A come argento, quello europeo, da loro conquistato con grande merito a Bursa, nel luglio scorso.

A come Arslan, ma anche come Ahmet, che poi sono la stessa cosa. Per il piccolo sultano, orgoglio di Turchia, il quinto titolo continentale consecutivo, la palma di atleta europeo del mese di luglio – la prima volta della corsa in montagna per il sito ufficiale della EA -, e l’argento (altra A…) iridato in Albania.

A come Ayeko, l’ugandese che, a Tirana, dominò la prova iridata sin quasi al traguardo. A pochi metri dal sogno, il drammatico crollo finale: la pennellata di un campione che non una sola traccia lascia poi nelle classifiche finali. In fondo, dispiace.

A come Attesa, quella che ancora concerne la sede della rassegna iridata 2012. Che, alla fine e nonostante tutto, sarà Temù e Ponte di Legno, e dunque di nuovo Italia, è impressione condivisa dai più. Ma se di mesi ormai ne mancano meno di dieci, a quando l’ufficialità?

A come Annammobbenne, con doppie consonanti da aggiungere o togliere a piacere. Portate pazienza, ma di tanto in tanto ci scappa l’esclamazione. Portate pazienza, possibile – vedi la A di cui sopra – che talvolta ci scappi ancora…

B

B come Baldaccini, la grande, pur se attesa, rivelazione stagionale e il più giovane degli azzurri 2011. Ottimo protagonista agli Europei, capace di conquistarsi il pass pure per i Mondiali, ha chiuso alla grande in quel di Morbegno, con il Vanoni. Non più rivelazione, ma a tutti gli effetti, realtà.

B come Balicco, l’eterno responsabile tecnico del settore, come l’ha definito qualcuno nel corso della stagione. In ogni caso, piaccia o non piaccia, colui che di questa specialità le sorti regge da tempo immemore.

B come Brambilla, ma anche come Bragagna. Non piaceranno a tutti neppure loro – e meno male -,  ma è dato oggettivo che la loro passione e attenzione nei riguardi della corsa in montagna, di spazi, al nostro sport, ne ha mediaticamente aperti davvero tanti.

B come Belotti, la Valentina che per la prima volta dopo anni non sale su di un podio internazionale. La colpa è sua, troppo bene ci aveva abituati. Per altri un quarto posto continentale sarebbe storia, per lei quasi ordinaria amministrazione. Ma siamo certi che ci riproverà ancora.

B come Barbuscio, incerti se puntare su papà Enzino, su Guido o su Marco. La passione smodata del primo, l’azzurro con cui si è nuovamente colorato il destino del più giovane della dinastia in questa stagione.

C

C come Corsa, in montagna soprattutto. Perché poi di questo, alla fine, sempre e solo si parla. Giova ricordarlo, di tanto in tanto, a se stessi e pure gli altri.

C come Cagnati, il Luca tricolore 2011 tra le promesse. Una crescita agonistica importante la sua, uno di quei giovani su cui puntare con decisione per continuare a sognare scenari azzurri nel sempre più difficile contesto internazionale. C sarebbe pure un suo grande amico, ma poi chi ci giochiamo con la X?

C come Cesare, il Maestri che incanta tra gli juniores, per talento e semplicità. Prima il tricolore, poi quel quinto posto iridato: una dedica sola, senza altre parole. Tutta per Marco Borsari, il suo tecnico, troppo presto in alto volato.

C come Crippa, i fratellini che dallo stesso vivaio, la trentina Valchiese, provengono. Tra Nekagenet e Yemaneberan, la speranza, quella solo, che anche un poco di montagna ci sia ancora nel loro futuro.

C come Cavagna, il Nadir tricolore tra gli allievi. C come Cremonini, la Rachele che lo imita al femminile. Anche su di loro, forte poggia il futuro dell’Italia che sarà. Forza ragazzi!

D

D come Dematteis, D come De Gasperi, D come Discreti talenti accomunati da stessa iniziale…

D come Divertissement, quello che vuol essere questo gioco. Troppo sul serio non ci prendiamo noi, non fatelo neppure voi…

D come Discesa, quella che prediligono alcuni, ma che odiano altri invece. Quella che talvolta capovolge gli esiti della partita, quella che, però, sempre rimane straordinario momento di spettacolarità.

D come Dal Magro, la diciottenne Ilaria che diciannovesima chiude ai Mondiali. Altra figlia d’arte.

D come Danny, il prematuramente scomparso Hughes, presidente della WMRA. Tra pregi e difetti, la passione, quella almeno, un po’ tutti gliela riconoscevano.

E

E come Eccoci qui, con il nostro sito nuovo. Tra continuità e innovazione, corsainmontagna.it è ancora qui.

E come Enman, la bionda mammima statunitense che in Albania scampo non lascia a nessuno. Si chiama Kasie: è la nuova campionessa mondiale.

E come Erta, iniziale o finale che sia. Sinonimo di salita, ma sai com’è, certe volte fa più chic…

E come Esercito: con i gemelli Dematteis ora sogna e vince anche in montagna. Svolta di straordinaria importanza per la disciplina, un impegno subito premiato da medaglie nazionali e internazionali. Ora tocca insistere su questa strada.

E come Entusiasmo, quello che, pur a fatica, ci auguriamo mai ci venga meno

 

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