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Ultraks 46K da sogno per Zaid Ait Malek e Stevie Kremer

24/08/14

Si è conclusa così, con la bella vittoria del marocchino trapiantato in Spagna, Zaid Ait Malek (Team Buff), l’avventura della quarta e penultima tappa delle Skyrunner World Series 2014. Forse la prima così importante per questo simpatico personaggio, che ha cominciato a farsi spazio fra i “mostri sacri” dello skyrunning un anno fa, a Zegama, con un bel quarto posto alle spalle di Tadei Pivk. Ma la copertina stavolta la meritano le donne, con una gara che ha riservato parecchi colpi di scena. Tre le atlete che hanno dominato la competizione elvetica che si corre all’ombra del Matterhorn, il nostro Monte Cervino. Per circa trentasette chilometri, prima del colpo del ko sferrato sull’ultima salita dall’incredibile Stevie Kremer (Usa, Team Salomon), si sono vissute delle sfide emozionanti.

La gara maschile era partita orfana di alcuni protagonisti annunciati, tra cui il dominatore della stagione Kilian Jornet, e Marco De Gasperi, i pronostici parevano pendere perciò a favore del vice campione del mondo di skyrunning alla Marathon du Mont Blanc, il francese Michel Lanne (Salomon). Lanne non viveva però un avvio di gara facile. Costretto ad inseguire dal km 6, ad oltre 2′ dalla testa della corsa, decideva di mettere la freccia ai box dopo aver raggiunto il 14 km al Gornergrat (3150 mt di quota). Nel frattempo, a guidare il plotone dei circa 1000 iscritti, c’erano Zaid Ait Malek, il basco Aritz Egea, e l’americano Ryan Bak (Team Scott), quest’ultimo alla sua prima esperienza nello skyrunning. Infatti, già durante la prima lunghissima discesa dal km 14 al 20, Bak capiva che le discese europee non sono situazioni da improvvisare… Il maratoneta americano (2h14′ il suo personale), terminerà ugualmente la corsa, fra i primi 30 assoluti.

Zaid Ait MAlek, il vincitore della prova, sempre sorridente anche in gara

Zaid Ait MAlek, il vincitore della prova, sempre sorridente anche in gara

Zaid si poneva al comando dal km 19 e non la mollerà più per tutto il percorso. Oltre 3′ il suo vantaggio al 28esimo km (Schwarzsee 2580mt di quota), oltre 7′ sul traguardo della piazza di Zermatt. 4h45’01” il suo tempo, per completare i 46 km annunciati (qualche GPS ne ha misurati oltre 49…) con 3600mt di dislivello positivo. Al secondo posto si è classificato, a sorpresa, l’elvetico Gion Andrea Bundi, già sul podio della Valmalenco Valposchiavo del 2013. Il suo crono è stato di 4h52’21”, 3′ meglio del terzo classificato, Aritz Egea, che ha lottato strenuamente per conservare la piazza d’onore, ma nella lunghissima traversata e discesa finale, ha dovuto cedere il passo al suo avversario. Quarto classificato l’altro spagnolo di origini magrebine Ait Chau Hassan, mentre ottimo quinto l’italiano del lago di Lecco, Franco Sancassani.

Franco Sancassani prima dello Schwarzsee al km 27

Franco Sancassani prima dello Schwarzsee al km 27

Franco, purtroppo lamentava la perdita di qualcosa come 7′-8′ per un errore di percorso mentre affrontava la prima discesa assieme al francese Michel Lanne, ed occupava la quarta posizione provvisoria. Lo svedese Andrè Johnson, l’andorrano Oscar Casal Mir,lo svizzero Esmond Tressider, il norvegese Thor Ludvigsen e il britannico Andrew Fallas, andavano ad occupare le posizioni della top ten maschile.

La "bormina" d'adozione Elisa Desco (Team Scott)

La “bormina” d’adozione Elisa Desco (Team Scott)

Tra le donne, come anticipato, si è vissuta una sfida incrociata fra le migliori al via. Da subito, la nostra Elisa Desco (Team Scott), faceva capire che era in gran giornata, anche se la sua tattica è stata tutto fuorché scellerata. Infatti, nonostante nelle prime fasi di gara occupasse la prima posizione, assieme alle americane Stevie Kremer e Kasie Enman e, in un primo momento, alla svedese Emelie Forsberg, non ha mai dato l’impressione di premere sull’acceleratore. Al Gornergrat, la salita “spauracchio” di giornata, con oltre 1700mt di salita da affrontare nel primo quarto di gara, le tre ragazze erano ancora assieme, con le Enman leggermente avvantaggiata allo scollinamento.

Kasie Enman guida sulle avversarie in cima al Gornergrat (3150mt) Foto IrunFar.com

Kasie Enman guida sulle avversarie in cima al Gornergrat (3150mt) Foto IrunFar.com

Nella successiva discesa, Elisa prendeva il largo, giungendo al termine della stessa con oltre 1′ di margine sulle due atlete del team Salomon. La svista ad un bivio mal segnalato, ed ecco che chi comandava, ora si ritrova ad inseguire… Stevie Kremer, dopo il ventesimo km sentiva la gamba giusta in salita, rispetto ad una prima parte dove è parsa meno brillante del solito. In cima allo Schwarzsee il suo vantaggio sulle due inseguitrici (Kasie ed Elisa), era di circa 1′ e 1’30” rispettivamente. Nella discesa successiva, prima Elisa rientrava su Kasie, e poi entrambe si ritrovavano al comando per un altro piccolo errore di percorso della Kremer. La Kremer ci metteva una pezza nel giro di poco tempo, tornando in testa verso il trentunesimo km. La sua azione sulla terza salita è stata davvero notevole. Inizialmente decideva di amministrare un vantaggio di 30″ su Elisa Desco per circa 1,5km, poi, complice anche la stanchezza che ha cominciato ad insinuarsi prepotentemente nelle gambe delle sue dirette avversarie, ha chiuso il conto con un ko da 4′ nel giro di 2km. Dalle retrovie, nel frattempo, guadagnava parecchio terreno la basca Maite Maiora (La Sportiva), la quale “mangiava” secondi preziosi sul tandem che si stava giocando il virtuale secondo posto. Prima dell’ultima discesa di 5km, avveniva il sorpasso a danno di Kasie Enman, mentre Elisa riusciva a mantenere un debolissimo margine di qualche secondo sulla basca. Finale travolgente, con Stevie Kremer che andava ad abbassare il limite della compagna di team, Emelie Forsberg, di oltre 23′. 5h18’43” il tempo, una vera e propria ultra maratona!

Il podio femminile

Il podio femminile

Al secondo posto, stravolta ma felicissima, Elisa Desco, in 5h22’35”, con Maite Maiora appena staccata in 5h23’19”. Quarta Kasie Enman in 5h24’41”, un poco delusa per il podio sfumato nel finale, ma con l’arrembante Maiora è stato davvero impossibile fare di più. Quinta classificata, la vincitrice dello scorso anno, Emelie Forsberg, alle prese con qualche acciacco ad un piede che le ha fatto perdere qualche giorno di allenamento. Sesta classificata l’altra basca Leire Agirrezabala, settima la catalana Laia Andreu, ottava Stephanie Jimenez, nona la catalana Ana Conde e decima l’altra spagnola Eva Maria Moreda.

A conti fatti, anche se si deve ancora disputare la finale a Limone del Garda il prossimo ottobre, si chiudono oggi i giochi per le Skyrunner World Series versione “Sky”. Kilian Jornet rivince le SWS per la sesta volta, non essendoci stati oggi, avversari diretti che potevano incamerare punti utili per giocarsi tutto a Limone, dove il punteggio sarà maggiorato del 20%. Stesso discorso al femminile, con Stevie Kremer che ha vinto ben tre prove su quattro, ovvero tutte quelle a cui ha partecipato (Zagama, Sierre – Zinal e Ultraks), rendendo perciò inutile il doppio secondo posto di Elisa Desco (ora in classifica parziale occupa la quinta piazza, ma con una prova in meno rispetto alle altre), che si giocherà il secondo posto finale proprio a Limone con altre atlete.

Per le Ultra SWS invece, si correrà domenica prossima al Kima, dove tornerà a gareggiare Kilian Jornet, e Emelie Forsberg tra le donne.

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