Home » Mondo Skyrunning » Marco Dega: vi racconto la mia Zegama

Marco Dega: vi racconto la mia Zegama

27/05/14

27 maggio 2014 – Domenica scorsa a Zegama, in terra spagnola, è stata scritta un’altra bellissima pagina di storia dello skyrunning.
Gara non facile per via del meteo e del fango, quella basca. Anche se la sensazione è che dovrebbe davvero venire giù il mondo, prima di far pensare agli organizzatori di prendere in considerazione il percorso alternativo.
Tuttavia il record maschile è finalmente crollato. Un record quasi decennale, sfiorato più volte dal dominatore di sette edizioni dell’Aizkorri, colui al quale non servono più aggettivi per delineare lo spessore del personaggio che ha saputo diventare in questi anni.

Il bosco incantato di Zegama (credit Stefano Salerno)

Il bosco incantato di Zegama (credit Stefano Salerno)

Una giornata che si preannunciava con pessime condizioni già da alcuni giorni. Invece così male non è poi stata, alla fine. E forse quell’alone creato dalle nubi basse sui declivi del Parco Naturale dell’Aizkorri, la fitta pioggerellina che sporadicamente ha fatto la sua comparsa, fino alla densa nebbia che avvolgeva le creste più alte, hanno reso ancor più ovattato l’incedere degli atleti in una corsa quasi mistica. Tutto ciò ha dato loro anche quella motivazione a spingersi oltre il proprio limite, malgrado il fatto che il clima, quella mattina, avrebbe forse suggerito loro di non provare neanche ad oltrepassare il confine del proprio letto. Ma come poter rinunciare ad immergersi fra quelle due ali di folla assiepate sul percorso che da sole ti trascinano verso l’alto, in luoghi che, ad esempio, portano nomi così evocativi come “Sancti Spiritu”…

zegama4

Straordinaria è stata la gara femminile. Le americane Kasie e Stevie, mica hanno dato peso al jet leg del viaggio transoceanico, che le ha viste arrivare a Zegama solo poche ore prima della partenza. Sono partite a tutta, per dare battaglia fino alla fine. A Sancti Spiritu, si è decisa la gara, con Stevie a prendere in pugno la situazione, Kasie a cedere il passo, e dietro tante contendenti che si giocavano le proprie chances. Elisa e Maite, con gare accorte e intelligenti, nella parte finale, sono riuscite a spodestare dal podio la regina del 2013, Emelie. Tutte ragazze straordinarie, per come, caparbiamente, hanno saputo affrontare quello sforzo di 4 ore e passa in quelle condizioni…

zegama2
Tra gli uomini Kilian ha dato dimostrazione di poter gestire la gara a proprio piacimento. Sempre regolare il suo passo, tranne una violenta accelerata in salita al km 14, per poi togliere il piede dalla tavoletta, una volta raggiunta la sommità dell’Aratz al km 16, quasi a voler dire: “Tranquilli, non mi va di giocare subito da solo, oggi”. Non sembra esagerato poter dire che avrebbe potuto affondare il colpo ancor più pesantemente, andando ad abbassare quella soglia del record di ancor chissà quanti minuti. La mia gara invece è stata brillante solo a tratti. A Sancti Spiritu, a metà percorso, ho capito che arrivare al traguardo, per me, sarebbe già stata gran cosa. Non serve leggersi troppo dentro per capire quando la riserva delle energie è al limite e da lì in avanti conterà solo la testa. In quei momenti si reagisce solo a fasi alterne, con attimi di sconforto che sono sempre e comunque maggiori di quelli in cui non ti dai per vinto.

zegama3

Manca un solo km dall’arrivo, mi giro e…vedo Luis Alberto arrembante. Non vorrei davvero farmi raggiungere proprio ora, dopo una fatica mentale e fisica così grande, e in gran parte solitaria. Accelero raschiando il fondo del barile. Scivolo e cado a terra per colpa di un crampo traditore, mi rialzo, riparto, e percorro gli ultimi metri con un occhio sempre dietro di me per scongiurare il rientro del mio avversario. Sono secondo, ma stavolta non mi sento così sconfitto come in altre occasioni. Attendo alcuni minuti e mi felicito all’arrivo di amici avversari, stravolti anche loro sul traguardo, nonostante l’aria fredda inizi a farsi pungente sotto i miei vestiti pregni di sudore e di fango. Ma ne vale la pena stavolta, sono attimi di soddisfazione che non torneranno più e vanno colti così. Nuvole nere e minacciose non hanno voluto mollare neanche per un minuto la festa sopra Zegama, senza comunque scalfire l’entusiasmo di un popolo che vive davvero di queste emozioni.

Marco De Gasperi

Foto: credit Stefano Salerno

Articolo letto 1.685 volte

Devi essere registrato per inserire un commento Login